Visualizzazione post con etichetta merenda/tea time. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta merenda/tea time. Mostra tutti i post

mercoledì 18 dicembre 2013

Bir Pletok



Se il vin brulè sposasse la birra e diventassero astemi, cosa potrebbe nascere dall'unione? Avrei la risposta e si chiama Bir Pletok! La leggenda narra che questa bibita nacque secoli fa come un tentativo degli abitanti di Jakarta (la mia città natale, all'epoca si chiamava ancora Batavia) di replicare la birra. Vedevano gli Olandesi che assaporavano questa bevanda schiumosa e ghiacciata, ma non sapevano esattamente cosa fosse. L'accesso all'originale birra era impossibile per la gente comune, solo i nobili in stretto contatto con i conquistatori potevano permettersela. Girava la voce che la bibita fosse dissetante e scaldasse la pancia, perciò, non avendola mai assaggiata, gli Indonesiani hanno provato a ricrearla usando lo zenzero e altre spezie. Per avere l'effetto schiumoso, Bir Pletok veniva shakerato in una canna di bambù con del ghiaccio. Bir vuol dire birra, ovviamente una parola Olandese acquisita, mentre la parola Pletok viene dal rumore che si crea quando il ghiaccio sbatte contro le pareti del bambù. Quanto siamo pragmatici! ;) Anche se si serviva principalmente fredda, Bir Pletok è una bevanda gradevole da bere anche calda, soprattutto nelle giornate di pioggia.

Bir Pletok che si trova a Jakarta solitamente è più ambrato con un leggero accenno violaceo che viene da scaglie di legno Secang, usate per dare il colore. Secang è una pianta della famiglia Fabaceae (leguminose) con dei fiori gialli e il tronco rosato. Non potendola trovare qui, l'ho sostituita con il suo cugino Africano, Rooibos, che dà un colore tendente al rame.

Per 2 tazze

600 ml di acqua
2 cucchiai di zucchero di canna
30 gr di zenzero fresco, a fettine sottili
1 stecca (5 g) di cannella
3 chiodi di garofano
3 baccelli di cardamomo
3 grani di pepe di Giava o pepe nero
2 foglie di kaffir lime fresche*
1 cucchiaino di Rooibos

Disponete tutti gli ingredienti in un pentolino a fiamma media-alta e portate a bollore. Abbassate la fiamma al minimo e continuate a sobbollire per 15 minuti fino a quando il liquido sarà di un colore ambrato.
Filtrate con un colino a maglia fina per scartare le spezie e le impurità. Trasferite in una brocca termoresistente e frullate con il minipimer per qualche istante per creare la schiuma.
Per poter incorporare più aria, inclinate leggermente il contenitore e tenete le lame del minipimer sulla superficie del liquido.
Servite subito prima che la schiuma, essenziale per ottenere l'effetto birra, sparisca. Volendo, sopratutto d'estate, potete shakerare Bir Pletok con del ghiaccio per servirlo freddo.

*Kaffir lime è una varietà di lime molto diffusa nel Sud Est Asiatico; è grande circa come una pallina da golf, di colore verde con la buccia ruvida come l'arancia amara. Ha poco succo perciò si usano principalmente le foglie, dal profumo aggrumato molto intenso.  Si possono trovare essiccate o surgelate nei negozi di alimentari Asiatici. Raddoppiate la dose se usate quelle secche, visto che sono molto meno profumate. In mancanza, potete sostituirle con delle foglie di limone o lo zest del lime o del limone: otterrete un profumo diverso ma comunque gradevole.

lunedì 14 ottobre 2013

Cupcake al Cioccolato e Fico



Sto passando delle giornate impegnatissime in queste ultime 2 settimane e ne avrò almeno altre due così! Aiutoooo! Però, giusto per non farvi pensare che stia sparendo di nuovo, ecco una ricetta di un dolcetto! L’ho fatto circa un mese fa, quando i fichi si trovavano in abbondanza. Se non riuscite più a trovare gli ultimissimi dall’albero dei vostri vicini di casa, potete sostituirli con le pere, magari quelle minutine di tipo Coscia. In questo caso, penso vi basterà un quarto di pera per ogni cupcake. Levate il torsolo, però!

per 6 cupcake

60 gr burro morbido (non sciolto!)
60 gr zucchero
1 uovo
50 gr farina autolievitante
15 gr cacao amaro
3 fichi

Montate il burro morbido con lo zucchero con una frusta elettrica, a pomata, fino a quando si sia raddoppiato di volume e abbia raggiunto una colorazione pallida. Inserite e amalgamate l'uovo. Non vi preoccupate se il composto sembra che si stia cagliando o separando. Diventerà di nuovo liscia quando aggiungerete gli ingredienti secchi.
Mescolate la farina con il cacao e setacciate. Unite delicatamente al burro montato con la spatula.
Rivestite gli stampini di muffin con i pirottini e riempiteli con l'impasto fino a 2/3 dell'altezza. Vi consiglio di usare il dosa gelato per questo procedimento, una pallina di impasto per ogni pirottino.
Sbucciate i fichi e divideteli in due. Inserite mezzo fico al centro di ogni cupcake con il lato tagliato in su.
Infornate a 170°C (ventilato) per circa 15 minuti fino a quando i fichi si siano leggermente caramellati e i cupcake siano cotti. Controllate inserendo uno stecco di bambù diagonalmente, visto che nel mezzo c'è il fico! ;)
Lasciate raffreddare prima di decorarle con la ganache montata.

Ganache al cioccolato
100 gr cioccolato fondente al 70% cacao
100 ml di panna fresca

Scaldate la panna su una fiamma dolce fino a raggiungere quasi il bollore. Spegnete il fuoco e unite il cioccolato a pezzi piccoli. Mescolate con la frusta o il mini pimer fino a quando il cioccolato si sia sciolto.
Adagiate il pentolino su un boul di giacchio e montate con la frusta fino ad ottenere una crema montata.
Inserite nella sac a poche con una bochetta a stella chiusa e decorate le cupcake con la crema.
Ho trovato questo tutorial molto utile per capire come fare delle rose con la ganache o la crema al burro.
Quando fa freddo, come lo è già in questo periodo, la ganache si solidifica velocemente e dovete usarla subito per poterla lavorare facilmente. Se vedete che la crema fa fatica a uscire dalla bocchetta, lasciate un attimo che arrivi alla temperatura ambiente. 
A dire la verità, ho scoperto che il phone per i capelli funziona una meraviglia per aiutarci in questa fase. :p Accendetelo al minimo, tenete distante di circa 20 cm dalla sac à poche e scaldate girandola di continuo. Questo serve per "staccare" la parte esterna della crema dal bordo della sacca e farla scivolare meglio.
Questa quantità di ganache è sufficiente per coprire 6 cupcake con delle rose grandi o 12 cupcake con delle rose piccole.

giovedì 29 dicembre 2011

Nastar: Biscotti Ripieni di Ananas


Evviva, Natale è già passato!!! ;p Prima che finisca del tutto questo periodo di festa, però, vorrei passarvi una ricetta di un biscotto tipico natalizio e del Ramadan per noi indonesiani. Come questi altri dolcetti, anche qui, il nome suona vagamente olandese. Non vorrei dire una cavolata ma, secondo me, deriva dalle parole "ananas" e "taart" (torta/dolce) che, per la passione di noi indonesiani per le abbreviazioni e le storpiature dei nomi stranieri (credo che in linguistica si chiamino prestiti), diventano “nastar”.
Nel mio Paese, quando andiamo a trovare dei parenti per fare gli auguri, veniamo sempre accolti da una tazza di tè con questi biscotti. Non è una cosa rara essere anche costretti (piacevolmente ;)) a fermarsi a pranzo o cena, anche senza preavviso. Non rifiutate l'offerta nonostante la vostra pancia stia per esplodere! Nel giorno della festa, la tavola della sala da pranzo nelle case indonesiane non è mai vuota, c'è sempre un bel buffet pronto ad accogliere e sfamare gli ospiti. Quindi, mangiate almeno un boccone di qualcosa e poi sarete liberi di andarvene. :))

per circa 700 gr di biscotti

Frolla:
200 gr di farina 00
50 gr di maizena
100 gr di zucchero a velo
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
150 gr di burro
2 tuorli

Il procedimento è lo stesso della frolla base per le pumpkin pie. Ho solo raddoppiato la dose e sostituito una parte della farina con la maizena per renderla più friabile. Quindi, leggetelo qui! ;)

Marmellata di ananas:
1 ananas grande (1 kg di polpa circa)
150-180 gr di zucchero (dipende dalla dolcezza dell'ananas)
3-5 chiodi di garofano
una stecca di cannella
una noce di burro

Sbucciate e private l'ananas dal torsolo e frullate la polpa fino a quando le fibre si sono rotte e avrete una consistenza vellutata.
Ponete la polpa in un tegame di inox a fondo pesante, quindi unite lo zucchero e le spezie.
Mescolate con un mestolo per sciogliere lo zucchero e fate restringere la marmellata a fiamma bassa. Vi ci vorranno circa 45 minuti, ma sono molto variabili, dipendono da tanti fattori. Non vi preoccupate se impiegate più (o meno) tempo.
Mescolate di tanto in tanto e togliete la schiuma che si sarà creata con una schiumarola.
La marmellata è pronta quando tutto il liquido sarà evaporato e avrete una composta densa di color ambrato.
Spegnete il fuoco e incorporate una noce di burro per evitare che la marmellata si indurisca quando si raffredda.
Una volta raffreddata, dovreste riuscire a fare delle mini palline di marmellata. Se vi sembra sia ancora troppo morbida, fate restringere ancora un po' sulla fiamma e raffreddatela di nuovo.

Ora arriviamo alla parte dove avrete bisogno del dono della pazienza! :))

Trascorso il tempo di riposo, tirate fuori la vostra frolla dal freddo e aspettate circa 15 minuti.
Dividete la frolla in 4-5 pezzi e stendetela con un matterello, un pezzo alla volta, in un piano di lavoro leggermente infarinato. Cercate di ottenere uno spessore di circa 0,5 cm.
Ricavate dei dischi di 5 cm di diametro con un coppapasta o un bicchiere capovolto.
Prendete circa un cucchiaino di marmellata fatta a pallina e adagiate al centro di ogni disco.
Chiudete la frolla a modo di fagottino per coprire la marmellata. Cercate di rendere i vostri biscotti più lisci e rotondi possibile, ruotandole tra i palmi delle vostre mani. Cliccate qui per capire cosa intendo! ;)
Adagiate i bocconcini su una placca da forno rivestito di un foglio di carta da forno.

Tocchi finali:
un uovo
latte, q.b
chiodi di garofano interi, q.b.

Sbattete l'uovo con un po' di latte, quanto basta per renderlo più fluido e pennellabile (esiste per caso la parola? :)).
A questo punto, spennellate le superficie dei vostri biscotti per renderli più lucidi e infilzate un chiodo di garofano al centro di ogni biscotto.
Infornate a 165°C (ventilato) fino alla doratura. Ci vogliono circa 15 minuti, ma dipende sempre dal vostro forno e dallo spessore della vostra frolla.
Lasciate a raffreddare su una graticola e conservate in un barattolo ermetico.

Questi bocconcini sarebbero l'aspetto collaudato dei nastar, non saprei dirvi l'origine di questa forma che suscita spesso dei commenti indecenti. ;)) Il chiodo di garofano della decorazione sicuramente aggiunge un ulteriore profumo alla marmellata, ma non andrebbe consumato. Si toglie prima di mangiare il biscotto e lo si adagia sul piattino del tè (ecco, giusto una piccola regola del bon ton orientale ;p). Detto ciò, se non avete tempo o pazienza per fare questi bocconcini, chiudete pure i vostri dischi di frolla a mezzaluna, spennellate di uovo e infornate. La vostra vita sarà meno complicata e biscotti saranno buoni lo stesso.

giovedì 24 novembre 2011

Pumpkin Pie


Dai, approffito. Visto che sono K.O. sul divano e devo mettere in prova questa chicca qui, quasi quasi scrivo un post! E' ancora ora direi, no? ;) Visto che oggi gli americani stanno celebrando Thanksgiving e nella loro tavola bandita spesso c'è la pumpkin pie come dessert. A forza di vedere la zucca ovunque, ho pensato di preparare questo dolce che mi incuriosiva da anni. La versione che trovate qui sotto è una mia interpretazione libera di tantissime ricette che ho trovato in rete. Spesso richiedono la purea/polpa di zucca in latta che negli Stati Uniti immagino si trovi facilmente in commercio. Non avendola mai avuta sottomano non ne conosco la consistenza. Quindi, di mia iniziativa, in alternativa ho usato la polpa di zucca cotta nel forno.
La dose riportata qui sotto basta per uno stampo da crostata di 20 cm di diametro, 5 stampi di 12 cm, o tantissime mini pumpkin pie. Non le ho contate, a dire la verità, ma dovreste riuscire a farne 20-25 pezzi.

Quelle crostatine mignon che vedete nella foto le avevo preparate per un incontro organizzato da Annamaria di Coworking Udine, che faceva parte di un ciclo che s'intitola "Conversazioni con....". In questa occasione era una "Conversazione con... 3 foodbloggers"; con Maria Grazia Menegon di Piatti più in Là, Rossella di Ma Che Ti Sei Mangiato (sì, quella dei Blecs ;)), che mi ha gentilmente coinvolta. E' stata una bellissima serata, anche perché ho potuto finalmente dare volto alle splendide amiche di twitter, Sara Rocutto, Elena Roppa, Elena Tubaro e sua sorella Sara. Inoltre, sono venute a salutarci anche altre due blogger udinesi Cristina e Gabriella, che tra l'altro ha preparato più biscotti di noi tre! Grazie, Gabah! :) Ah, se siete curiosi e volete sapere com'è andato, cliccate qui per vedere l'intervista realizzata per Friuli Future Forum e qui se volete vedere quasi tutto l'incontro.

Ora arriviamo alla ricetta!

Pasta frolla base:
125 gr di farina 00
50 gr di zucchero a velo
75 gr di burro freddo
1 tuorlo d'uovo
cannella in polvere, facoltativa

Procedimento a mano:
Setacciate la farina assieme allo zucchero e la cannella e poneteli in una ciotola.
Unite il burro freddo tagliato a tocchetti piccoli e amalgamate alla farina pizzicandolo con le punte delle dita fino a ottenere una consistenza sabbiosa.
Incorporate il tuorlo cercando di compattare l'impasto.
Lavorate fino a quando riuscite a formare una palla.
Coprite la frolla con la pellicola e lasciate a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti prima di stenderlo.

Procedimento col robot o con la planetaria:
Setacciate la farina assieme allo zucchero e la cannella e poneteli nel robot assieme anche al burro freddo tagliato a tocchetti piccoli.
Fate girare la lama o la frusta fino a ottenere una consistenza sabbiosa.
Incorporate il tuorlo e fate girare di nuovo la macchina fino a quando l'impasto si sarà compattato, staccandosi dal bordo e formando una palla.
Coprite la frolla con la pellicola e lasciate a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti prima di stenderlo.

Crema di zucca:
1 kg di zucca butternut (per ottenere circa 400 gr di polpa cotta)
150 gr di zucchero semolato
2 uova
200 ml di panna fresca
30 gr di maizena
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
un pizzico di noce moscata, grattugiata fresca

Sbucciate e tagliate la zucca a cubettoni. Adagiateli su una placca e infornate a 170-175°C per circa 20 minuti fino a quando sarà cotta, tenera e avrà perso la maggior parte della sua acqua. Va benissimo anche se i bordi sono leggermente dorati. Lasciate a raffreddare a parte.
Solitamente, da circa 1 kg di zucca potete ottenere attorno a 400 gr di polpa cotta, ma dipende sempre dal contenuto di acqua all'interno. Se ne avete di più, usate quella avanzata per fare altre ricette! ;)
Appena raffreddata, mettete la zucca assieme al resto degli ingredienti per la crema nel robot e frullate fino ad ottenere una crema liscia.

Trascorso il tempo di riposo, stendete la frolla fredda con un matterello su un piano di lavoro leggermente infarinato. Lo spessore e la misura dipendono dalla grandezza del vostro stampo.
Per le le mini pie o le crostatine, stendete la frolla fino ad avere lo spessore di una moneta di 20 centesimi e tagliatela con una coppapasta (o un bicchiere o una ciotola rovesciati) di 2 cm di diametro più grandi del vostro stampino. Mentre per uno stampo di 20 cm, stendete la frolla per ottenere uno spessore di una moneta di €2.
Fate aderire la frolla per coprire tutta la superficie dello stampo premendolo leggermente con le vostre dita.
Bucherellate il fondo con una forchetta e versate la crema fino a 0,5 cm dal bordo.
Infornate a 170-175° (ventilato) per 15-20 minuti per le crostatine o circa 35 minuti per la crostata.
La frolla deve essere dorata e la crema rassodata ma ancora leggermente wobbly ("traballante") al centro.
Lasciate la crostata a raffreddare completamente prima di toglierla dallo stampo.
Servite con la panna montata e una spolverata di cannella se non siete a dieta! ;)

giovedì 29 settembre 2011

Dolci Bocconcini alle Mandorle e Canditi


Allora, è arrivato il momento che Laura ha aspettato con tanta pazienza da due mesi!!! ;p Ecco finalmente la ricetta dei dolcetti che ho portato a casa di Carola per il pranzo al pescheto. A dire la verità, mi ero ispirata al M'hanncha, un dolce tipico marocchino ripieno di mandorle a forma di serpente, ma poi non sono riuscita ad arrotolarlo senza spezzare tutto. Alla fine ho deciso di trasformarlo in "salsicciotti"! :D
Allora, vi dico già subito che tra gli ingredienti ci sarà una spezia rara di difficile reperibilità ma sono riuscita a trovarla qui a Udine!!! :D Ho scoperto che a pochi passi da casa mia esiste un'azienda importatrice di droghe (legali!) del mondo e fornitore di vari negozi chic, tra cui Abitare il Thempo; un grazioso negozio di tè, spezie e sali pregiati in Piazza Matteotti (a.k.a. Piazza San Giacomo, a.k.a. Piazza delle Erbe) via delle Erbe.
Questa spezia si chiama fava tonka e siate pronti a lasciare la paga di circa 3 ore di lavoro da dipendente per comperare un barattolo di 200 gr (circa) di questa meraviglia. E' un investimento, ma non ve ne pentirete! Questa fava va usata con parsimonia come la noce moscata e la dovete grattugiare sul momento. Secondo il mio naso ;), questa unica spezia racchiude in sé i profumi di vaniglia, cacao e noce moscata con un sentore di pepe di Giamaica (Pimento) e un leggero accenno di chiodi di garofano. In mancanza di questa fava, usate un pizzichino di ogni spezia sopraelencata.

per 12 rotoli (60 pezzi di dolcetti circa)

1 pacco di 500 gr di pasta filo (12 fogli)
2 uova intere
200 gr di zucchero a velo
200 gr di burro ammorbidito
200 gr di farina di mandorle o mandorle pelate ridotte in farina
100 gr di farina 00, setacciata
1 cucchiaino di acqua di fiori d'arancio
1/2 fava tonka, grattugiata sul momento
30 gr circa scorza di arancia candita, tagliata a dadini
30 gr circa di zenzero candito / sciroppato tagliato a dadini
125 gr di burro sciolto, per imburrare la pasta filo

per la bagna
150 gr di miele d'arancio
150 gr di acqua

per la guarnizione
50 gr di scaglie di mandorle tostate

Per prima cosa, togliete la pasta filo dal freddo se l'avete conservato in frigorifero. Dovete portarla alla temperatura ambiente prima di srotolarla e lavorarla per evitare che si spacchi.
In una bastardella amalgamate con una frusta le uova e lo zucchero, non serve che li montiate. Anzi, più aria incorporate all'impasto, maggiore sarà il rischio che i vostri rotoli scoppino. Quindi, amalgamate anche il burro ammorbidito.
Successivamente, con l'aiuto di una spatola, unite la farina di mandorle, la farina 00, l'acqua di fiori d'arancio, la fava tonka e i canditi.
Trasferite questa crema in una tasca da pasticciere (sac à poche) con una bocchetta tonda e larga (Ø 14 mm), per facilitarvi il lavoro di farcitura.
Srotolate la pasta filo e prendetene 1 foglio e pennellatelo di burro sciolto. Intanto, coprite gli altri fogli con un panno umido per evitare che si secchino.
Ponete 2 strisce del ripieno a circa 3 cm dal bordo inferiore della pasta filo imburrata, arrotolate e chiudetela a modo di busta, come uno strudel per intenderci. Pennellate la superficie con altro burro e bucherellate con una forchetta.
Continuate il procedimento per gli altri 11 piccoli strudel e trasferiteli in due placche da forno, in modo che non si appicchino.
Cuocete a 200°C (ventilato) fino alla doratura, ci vorranno circa 10-12 minuti. Nello stesso momento potete anche tostare le mandorle a scaglie in un'altra placca per un minuto.

Nel frattempo, preparate lo sciroppo di miele per la bagna. Versate i due ingredienti in un pentolino e cuocete fino a quando il miele si è diluito e l'acqua arriva al bollore.
Versate questo sciroppo sui vostri rotoli mentre sono ancora caldi e cospargeteli di mandorle tostate.
Tagliate a tocchetti e servite tiepidi o freddi assieme a una bella tazza di tè.

Ora, se vi posso dare un consiglio ;)), questi rotoli si sposano meravigliosamente con il tè Earl Grey Yin Zhen di Dammann Frères che potete acquistare alla singolare Illyteca a Trieste. Vi assicuro che ne vale il viaggetto!

lunedì 13 giugno 2011

Mini Cake di Mandorle al Té Verde

Riuscite ancora a sopportare il calore del forno? Allora, vi passo una ricettina per l'ora del tè. A casa siamo due bevitori di questo infuso e non sappiamo resistere quando vediamo una miscela che non abbiamo ancora nella dispensa. In questo periodo stiamo provando i Kusmi Tea, recentemente arrivati sugli scaffali del negozio dei nostri amici, nonché nostri "fornitori" di caffè, cioccolato e altre cose golose. Devo dire che al di là delle sue belle scatole colorate, alcune miscele proposte sono davvero curiose, di cui una è il tè verde alle mandorle. Ispirato dal suo profumo, ho pensato di usarlo in questo cake di mandorle.

50 gr di mandorle pelate
5 gr di Tè verde alle mandorle di Kusmi Tea
50 gr di burro morbido + altro per imburrare
50 gr di zucchero di canna
1 uovo grande
50 gr di farina autolievitante
5 gr di lievito in polvere
1 cucchiaio di pangrattato, per infarinare

Riducete le mandorle e il tè in polvere con un macinaspezie (lo sminuzzatore).
Montate il burro e lo zucchero fino a quando sarà spumoso e pallido.
Incorporate l'uovo e, successivamente, la farina e il lievito. Quindi, unite e amalgamate le mandorle e il tè.
Imburrate e infarinate con il pangrattato un mini stampo di plumcake (20x8 cm circa).
Versateci il composto e infornate a 170°C per 15-20 minuti circa, fino alla doratura.
Dà il meglio se è servito tiepido a fette, magari assieme ad una tazza dello stesso tè usato nella ricetta.

Volete sapere dove compro i Kusmi Tea e dove mi fornisco di cose con alto tasso glicemico? Questo negozio merita un post esclusivo ma, in attesa, vi do un indizio; sta in un angolo di Piazza Matteotti a Udine con una posizione perfetta per osservare la vita cittadina e la gente che passa! ;)

martedì 3 maggio 2011

Churros con Chocolate

Forse ora fa già troppo caldo per degustare questi dolci molto calorici ma non importa, io sono in crisi di astinenza dalla Spagna. La adoro! Peccato che non parli la lingua, ma un giorno mi piacerebbe impararla. Sono già due estati che scappiamo là per le ferie, non vedo l'ora di poterci andare di nuovo. Nell'attesa, per portare la Spagna in Friuli, ogni tanto tengo TVE accesa e, ovviamente, faccio dei piatti spagnoli!
Una volta, prima di andarci, quando sentivo parlare di Spagna, le due cose che mi venivano in mente erano la paella e i churros. Mi ero messa in testa che se un giorno fossi andata in Spagna, avrei dovuto assolutamente provare queste due prelibatezze. Il primo viaggio spagnolo è stato a Barcellona e ho costretto mio marito a camminare per chilometri in cerca di churrerías! ;p Un posticino carino l'avevamo trovato, ma era la città sbagliata dove andarli a cercare. Questa caccia di churros si è rivelata molto più semplice a Siviglia, dove finalmente ho visto delle vere churrerías come vengono raccontate nelle guide turistiche! Lì, per vendicarmi, ogni santa mattina ho fatto colazione a base di questi dolcetti golosi! ;D Ho preso nota anche di due posti carini che non fanno i migliori churros, ma hanno l'atmosfera perfetta per assaporare Siviglia. Magari vi passo gli indirizzi nel prossimo post.

Essendo fritti vi consiglio di prepararli sul momento. L’impasto è simile a quello della pasta choux. Con la dose riportata qui sotto avrete una quantità generosa di churros. Se vi avanza un pò di impasto, potete sempre infornarlo a 220°C per fare i bignè. Mi sono trovata bene con questa ricetta che ho preso dalla rivista Delicious UK dello scorso aprile. Funziona sia per i churros sia per i bignè.

per 6-8 porzioni

250 ml acqua
75 gr burro
¼ cucchiaino sale
125 gr farina 00
3 uova grandi
olio di arachidi zucchero a velo cannella in polvere

Mettete a scaldare l’acqua con il burro e il sale. Quando prenderà il bollore e il burro sarà sciolto, unite la farina setacciata e rimestate energicamente con un cucchiaio di legno per evitare che si formino grumi.
Sempre rimestando, continuate a cucinare l’impasto per circa 2-3 minuti, fino a quando si staccherà dal lato del pentolino e formerà una palla.
Togliete dal fuoco, trasferite in un’ampia ciotola e lasciate a parte ad intiepidire. Non mettete subito le uova, perché altrimenti le cuocete e l’impasto non lieviterà durante la cottura.
Una volta raffreddato, incorporate le uova (a temperatura ambiente), una alla volta con una frusta. Dovreste ottenere un impasto liscio e denso. Trasferitelo in un sac à poche, con una bocchetta a stella grande.
Scaldate l’olio in una padella alta con il fondo pesante, fino ad arrivare a 180°C circa e friggetevi i vostri churros. Spremete l’impasto direttamente sull’olio caldo e tagliatelo con l’aiuto di un coltello o un paio di forbici, per formare dei bastoncini lunghi 10-12 cm o dei nodi, quest'ultimi sono più difficili. Ci vogliono un paio di minuti per lato per arrivare alla doratura. Scolate e adagiateli su una carta da cucina per assorbire l’olio in eccesso.
Rotolate i churros nella miscela di zucchero a velo e cannella mentre sono ancora caldi e servite con una tazza di cioccolato caldo per intingerli. Quello preparato nelle bustine che possiamo trovare facilmente al supermercato ha la consistenza perfetta! ;)

mercoledì 23 marzo 2011

Pound Cake all'Arancia, o Quasi


L'idea di partenza era di fare il pound cake, dove ogni ingrediente ha pari peso:1 pound di burro, 1 pound di zucchero, 1 pound di farina e 1 pound di uova. Alla fine, ho tolto e aggiunto degli elementi e quindi quella formula non la trovate più! E' tutta colpa di quel mezzo barattolo di marmellata aperto che mi ha costretta a scombussolare la ricetta! ;o)) Comunque, è ancora una torta facilissima e buonissima, sia per la colazione sia per la merenda pomeridiana, magari con una tazza di tè. Consiglio di abbinarla all'Orange Pekoe guarnito da una fetta di arancia. La marmellata usata nella ricetta è questa. Ora è il periodo migliore per prepararla, così avrete la scorta per tutto l'anno.


100 gr di burro + altro per ungere


100 gr di zucchero


3 uova


80 gr di marmellata di arance


150 gr di farina autolievitante


25 gr di scorza di arancia candita
farina di polenta fioretto/ pangrattato 



Montate il burro e lo zucchero a pomata. Unite le uova una alla volta, sempre sbattendo con la frusta. Aggiungete la marmellata e mescolate.


Amalgamate delicatamente la farina setacciata al composto di burro con una spatola. Infine, incorporate la scorza di arancia candita.


Imburrate uno stampo di plumcake di 20x10 cm circa e spolverate di farina di polenta o con il pangrattato. Non uso la farina per il rivestimento perché voglio che la parte esterna della torta sia croccante.


Versate il composto nello stampo e infornate a 170°C (ventilato) per circa 35-40 minuti. Se vedete che si sta dorando troppo, abbassate il forno a 160°C negli ultimi dieci minuti. 


Per vedere se la torta è pronta, fate il solito controllo con uno spiedino di bambù.

mercoledì 9 marzo 2011

Torta Frangipane alle Mele e Limone Candito


Questa torta di origine francese (pare fu creata da un italiano, il signor Frangipane, a Parigi) è una di quelle torte che faccio quando non ho voglia di mettermi a leggere una ricetta. Immagino che ce ne siano diverse versioni; solo per l'involucro c'è chi usa la pasta sfoglia, c'è chi usa la pasta frolla. Io uso sempre questa ricetta poiché è molto semplice da ricordare, anche per una mente distratta come la mia! ;p Non mi ricordo più però da dove, o da chi, l'ho presa, penso sia ormai una formula ben salda e tramandata nelle generazioni come quella del quattro-quarti.

Nell'impasto di mandorla aggiungo solitamente la cannella o la scorza di limone. Questa volta ho usato la scorza di limone candita che mi era avanzata dalla ricetta degli spaghetti di qualche post fa. Devo dire che il risultato è molto più buono e profumato. Vedete voi se siete in vena o meno di fare questo lavoro extra. Oltre alle mele, potete fare la frangipane anche con le pere e, perché no, le banane.

per circa 8 porzioni

3 mele golden

1 rotolo di pasta sfoglia (230 gr)

2 uova

100 gr di zucchero semolato

100 gr di farina di mandorle*

100 gr di farina 00

10 gr di lievito per dolci

100 gr di burro sciolto

1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo

la scorza di un limone candita 



Sbattete le uova e lo zucchero giusto per sciogliere i granelli, non serve montare il composto. Quindi, unite la farina di mandorle e mescolate.

Successivamente, aggiungete la farina e il lievito, precedentemente setacciati assieme.

Infine, incorporate il burro e la scorza di limone. Se l'idea di presentazione nella foto vi piace, lasciate un po' di scorza a parte per decorazione.

Srotolate la pasta sfoglia e fatela aderire, con la sua carta oleata, su uno stampo per crostata con il fondo staccabile. Questo tipo di stampo vi faciliterà l'estrazione. Avendo una pasta sfoglia quadrata, ho usato uno stampo quadrato. Se avete preso quella rotonda, regolatevi di conseguenza. 

Bucherellatela con una forchetta, anche sui bordi, per evitare che la sfoglia si sollevi durante la cottura.
 Versate il composto di mandorla e spalmate bene su tutta la superficie della sfoglia.

Sbucciate e tagliate le mele a spicchi di 1 cm circa e sistematele sopra la crema, premendole leggermente.

Cospargete lo zucchero di canna sulle mele e infornate a 200°C (ventilato). Dopo circa 15 minuti, più o meno a metà cottura, abbassate il forno a 175°C. Continuate a cuocere la torta fino a quando la torta sarà dorata e le mele saranno morbide. Ci vogliono altri 15-20 minuti circa.

Lasciate che si raffreddi leggermente prima di tagliarla con il coltello seghettato.


*Se non riuscite a trovare la farina di mandorle, potete usare le mandorle pelate e riducetele in polvere con il cutter / il robot da cucina. Io la faccio in questo modo, ho questo sminuzzatore che funziona divinamente.

sabato 26 febbraio 2011

Strudel di Banane e Cioccolato, audiovisivo!


Oggi la ricetta è incorporata nel filmato che vedete qui sotto! E' una mia video intervista realizzata dal Friuli Future Forum (FFF) per la rubrica "Cibo2020" del loro sito "3Flog". In questa occasione vorrei ringraziare Rossella, una food-blogger friulana trapiantata a Roma, per avermi messo in contatto con Chiara e Gianluca, i due addetti stampa del FFF. Entrambi i siti meritano di essere seguiti; grazie a loro sto scoprendo davvero tante cose sul territorio friulano.
Senza troppe parole, eccomi nella cucina da dove escono i piatti che vedete apparire in questo blog! :o)) Ah, una cosa, non fateci troppo caso se sbaglio la grammatica! ;p

martedì 10 novembre 2009

Tortini di Zucca con Uvetta

Ecco un'altra ricetta per utilizzare quella polpa di zucca arrostita di cui già abbiamo parlato. Una cosa velocissima, in meno di mezz'ora avrete la merenda (per i bambini e non) pronta. A prova di pigrizia! ;o))
Cotti così assomigliano ai muffin ma vi accorgerete che c'è differenza. Questi dolcetti sono molto mooolto più soffici. Danno il meglio appena sfornati. Lasciate raffreddare per 10 minuti e mangiateli tiepidi, ovviamente con il tè! ;o)))
Se non li finite subito, conservateli in un contenitore di plastica con coperchio, così rimangono morbidi.


per 12 tortini

200 gr polpa di zucca, già cotta al forno
200 gr farina autolievitante

120 gr zucchero di canna
2 uova
2 gr lievito per dolci

100 ml olio di cereali (olio vegetali)
1/2 cucchiaino di cannella
in polvere
50 gr uvetta


Versate tutti gli ingredienti, tranne l'uvetta, nel robot di cucina. Lasciate andare per circa 2 minuti per ottenere un impasto liscio e omogeneo. Aggiungete l'uvetta e mescolate bene con una spatola.
Rivestite lo stampo di muffin con i pirottini per cupcakes. Riempite 2/3 di ciascuno di essi con il composto, lasciando libero circa 2 cm di bordo.
Infornate a 170°C (ventilato) per circa 15-20 minuti fino alla
doratura o fino a quando uno spiedino di bambù esce pulito dal centro dei tortini.

Ah, un consiglio, provate ad abbinare questi tortini con il tè alla cannella. Cioè: bollite l'acqua con una stecca di cannella. Quindi, procedete con l'infusione del tè nero, tipo Pekoe. Buona merenda!

mercoledì 28 ottobre 2009

Cantucci Integrali con Nocciole e Cioccolato

Oggi, di nuovo una ricetta per accompagnare il tè! Stavolta, però, nella forma di biscotti, così cambiamo un pò! I cantucci sono uno di quelli che mi piace fare. Sono buoni e richiedono relativamente poco sforzo. Sono anche versatili e ci posso mettere qualsiasi tipo di noce. So che nella ricetta originale ci vanno le mandorle non sbucciate ma, anche se ogni tanto le cambiamo, non fa male a nessuno, no? ;o)
Se avete la vera ricetta originale dei cantucci toscani, sarei contentissima se la condivideste con me, e la prossima volta li farò con la vostra ricetta. Nella rete ci sono mille variazioni e, alla fine, ho deciso di utilizzare la solita che uso. L'ho adattata dalla ricetta base che i professori ci hanno dato, ai tempi di scuola di cucina. Ovviamente, non riesco ancora a eguagliare i cantucci del Biscottificio Antonio Mattei ma, per ora, mi accontento. ;o)

per circa 400 gr di biscotti

70 gr burro a temperatura ambiente
80 gr zucchero di canna biondo (base: zucchero semolato)
1 uovo grande
180-200 gr farina integrale (base: 200-220 gr farina 00)
2 gr lievito per i dolci
75 gr nocciole
25 gr cioccolato fondente al 70%, tritato grossolanamente

Lavorate il burro e lo zucchero fino ad avere una crema. Amalgamate l'uovo per ottenere un'emulsione.
Setacciate la farina assieme al lievito e incorporatela al composto di burro, tenendo a parte circa 20 gr. Lavorate velocemente con le mani. Aggiungete la farina rimasta solo al bisogno.
E' possibile che non occorra unire altra farina, tutto dipende dalla sua umidità e la grandezza del vostro uovo. L'impasto dovrebbe essere morbido ma non appiccicoso. Dovreste riuscire a dargli una forma.
Infine, unite le nocciole e i pezzi di cioccolato. Dividete l'impasto in due e formate dei filoncini leggermente appiattiti. Disponeteli, ben distanziati, in una teglia (bassa) rivestita di carta da forno.
Infornate in un forno preriscaldato a 175°C (ventilato) per circa 20 minuti.
Togliete dal forno e trasferite i filoncini in un tagliere di legno. Tagliateli ancora caldi, con un coltello affilato, leggermente in diagonale per formare degli spicchi spessi di 1,5 cm circa.
Disponeteli di nuovo sulla teglia e infornate per altri 5 minuti. Lasciate raffreddare i biscotti su una griglia prima di consumarli imbevuti di vin santo.
Perdonatemi, sarà perché sono asiatica ma, personalmente, preferisco tuffarli nel tè o nel latte caldo! ;o))

martedì 20 ottobre 2009

Quasi Ontbijtkoek

Quando ho letto questo post di Comida, mi era venuta la voglia di una merenda speziata. Non avevo tutto il necessario per fare il suo pain d'épices, ma forse potevo fare un dolcetto simile. Mi sono ricordata di Ontbijtkoek, un cake di origine olandese, molto popolare anche in Indonesia. Letteralmente vuol dire "la torta della colazione" ma, alla fine, si mangia più come merenda. Con una bella tazza di tè fumante dovrebbe aiutare a dare un po' di calore a queste giornate fredde e grigie.

Non conosco la ricetta dell'Ontbijtkoek originale (quello olandese vero). Questa l'ho adattata prendendola da questo libro sui dolci indonesiani. Un'amica mia, Dita, l'ha provata restando fedele al libro. Mentre io l'ho semplificata e modificata leggermente. Ho aggiunto all'impasto la crema di mandorle per ritrovare l'aroma anche nella torta, così le mandorle non sono soltanto delle decorazioni.

A dire la verità, avevo presso un barattolone di crema di mandorle spalmabile di Babbi ma è troppo forte da mangiare così, per il mio gusto. In qualche modo la devo pur consumare! Poi, ho avuto l'illuminazione: usarla per profumare le torte e la crema pasticciera. ;o) Quella di pistacchio, invece, è molto buona anche da spalmare sul pane e sulle crepes. Per il prossimo acquisto penso di provare quella di pinoli. Il negozio dove compro questi peccati di gola merita un post tutto suo, che arriverà prossimamente! Diciamo che Willy Wonka ce l'avrebbe raccomandato vivamente. ;o)

per uno stampo di plumcake di 18x8x6 cm (o circa 210 g di cake)

2 uova
50 gr zucchero di canna integrale Dulcita o Moscovado
50 gr di farina 00
2 gr (1/2 cucchiaino raso) di miscela di spezie per dolci*
2 gr (1/2 cucchiaino raso) di cannella in polvere
30 gr (1 cucchiaio colmo) crema di mandorle (facoltativo)**
scaglie di mandorle pelate q.b.

Montate le uova e lo zucchero fino a quando il volume si è triplicato e avete una composta leggera e ariosa con una consistenza spumosa.
Setacciate la farina assieme alle spezie in polvere. Incorporate delicatamente la farina all'uovo, un cucchiaio alla volta, facendo il movimento dal basso verso l'alto con una spatola di gomma. Infine, con lo stesso movimento, unite la crema di mandorle.
Versate l'impasto nello stampo, imburrato e infarinato in precedenza, e cospargete la superficie del cake con le scaglie di mandorle. Non avendole nella dispensa, ho grattugiato qualche mandorla intera con il (finto) microplane.
Infornate in un forno preriscaldato a 170°C (ventilato) per circa 25 minuti. Servite a fette.

Nota:
*Questa miscela di spezie l'ho presa qui e anche qui. Nel caso non riusciate a trovarla, potete farla da soli mescolando, in pari quantità, la cannella, il cardamomo e i chiodi di garofano in polvere.
**Senza la crema di mandorla, il cake è più leggero ma leggermente più secco. Se desiderate comunque avere un torta "umida", provate a sostituirla con il burro sciolto o l'olio vegetale.

domenica 4 ottobre 2009

Torta di Mele con Farina Integrale

Al ritorno dalle abbuffate durante le vacanze, sto lottando per poter chiudere i miei pantaloni senza trattenere troppo il respiro. E' arrivato il momento per cercare di non esagerare e di mangiare meglio. Potessi ridurre anche i dolci, sarebbe ancora meglio. Purtroppo sta arrivando il freddo (vale a dire sotto i 22°C per il mio standard), quindi una tazza di tè caldo e un pezzo di torta stanno proprio bene per scaldarmi. Non so perché, una torta di mele mi da sempre l'idea di una torta "light", anche se non è sempre vero. Ovviamente, dipende da cosa ci mettiamo!


Uso spesso questa ricetta come base per fare la torta di mele. Potete usare anche la farina 00, la torta sarà buona lo stesso. Ma avevo appena preso questa farina da Orto sul Tasto, quindi volevo assolutamente provarla. Poi, quando mangio qualcosa con tante fibre, mi sento subito più sana! ;o)
La farina integrale ha bisogno di più liquido per ottenere la stessa consistenza della farina 00, quindi ho sostituito lo zucchero con il malto per dare più umidità. Se usate lo zucchero, il risultato finale sarà comunque buono ma otterrete una torta più secca. Preferisco il malto che, oltre a renderla più soffice, dà anche un retrogusto caramellato.
Se usate una tortiera di 24 cm di diametro, con questa ricetta si ottiene una torta bassa. Se la preferite alta, raddoppiate la dose o usate uno stampo di diametro 20 cm. Ah, non amo i dolci troppo carichi di zucchero, se ritenete di essere dei golosoni forse volete aumentare anche la dose del malto (dello zucchero) di 20 gr.

per 6-8 persone:

2-3 mele golden, dipende se usate lo stampo di 20/24 cm
il succo e la scorza di un limone
1 uovo
80 gr di malto di riso (o miele delicato)
125 gr farina integrale
8 gr (2 cucchiaini) di lievito per dolci
30 gr (3 cucchiai) di latte
65 gr di olio di cereali (o olio vegetale)
burro q.b. (10 gr circa)
zucchero a velo q.b. (facoltativo)

Sbucciate le mele, levate il torsolo e tagliatele a spicchi sottili di circa 0,5 cm. Bagnatele con il succo di limone per prevenire l'ossidazione.
Con l'aiuto di una frusta, sbattete le uova e il malto (o il miele) in una ciotola concava, affinché siano emulsionati bene. Quindi, aggiungete la scorza di limone. Setacciate la farina assieme al lievito, unite all'uovo e amalgamate. Incorporate il latte e, infine, l'olio.
Versate l'impasto nello stampo, imburrato e infarinato in precedenza. Cercate di coprire omogeneamente tutta la sua superficie. Inserite gli spicchi di mele a modo di cerchio, con i torsoli rivolti verso basso. Sistemate qualche fiocco di burro sulle mele, per non farle asciugare troppo.
Infornate in un forno ventilato già caldo a 170°C per circa 20-25 minuti, fino alla doratura. Servite tiepida, a fette con una spolverata di zucchero a velo se desiderate.

Un trucchetto che forse sapete già in tanti; per imburrare e infarinare le tortiere, uso raramente la farina perché lascia spesso una patina bianca sulla torta che, onestamente, è brutta da vedere. Preferisco usare, dunque, il pangrattato fino o il cacao per le torte di cioccolato.

lunedì 7 settembre 2009

Il Ritorno dall'Ensaimada

Sono tornata!!! Come vedete, nessun cambiamento ancora sul blog! ;o) Quel "wi-fi su tutta la struttura", alla fine, valeva solo nella lobby dell'albergo e non funzionava per il Mac! Arrrgghh!!! Ma a 36°C con 2 valigie di 20 kg (colpa mia!), non ci siamo messi a girare e cercare un'altra struttura.

Durante il nostro soggiorno iberico, abbiamo visitato Barcellona e Maiorca. Alla fine, non mi sono proprio abbuffata di churros. Non erano proprio facili da trovare, forse non ero nei posti giusti per mangiarli! :o)

Invece, ho scoperto il dolce che vedete nella foto, la ensaimada. E' una pasta a forma di conchiglia, l'orgoglio dell'isola di Maiorca, con tanto di D.O.P. Come consistenza ricorda la sfoglia della brioche, ma è più soffice ed è sorprendentemente leggera. Se fatta bene, sembra quasi di mangiare le nuvole! Può essere vuota cosparsa di zucchero a velo o farcita di crema pasticciera, noci, frutta fresca o candita e, quella tipica, con "cabello de angel". Quest'ultima è una conserva a base di zucca e potete vedere la ricetta sul blog di Erborina.

In tanto che svuoto la valigia e faccio il bucato, vi lascio guardare questo filmato su come fare la ensaimada a casa.



Per puro caso, abbiamo trovato nella vicinanza dell'albergo, un piccolo pastificio-panificio del quartiere. Carino, raccolto e senza pretese. Così, andavamo lì a fare colazione e abbiamo avuto l'onore di conoscere di persona, Fernando José Prats Pérez, il pasticciere protagonista. E' stato lui stesso a segnalarci il video; "Andate su 'youtube', digitate 'como se hace una ensaimada', cliccate 'cerca' e mi troverete!", così ho fatto. Il video è stato postato da una rivista gastronomica spagnola on-line, "a fuego lento", dove trovate la ricetta trascritta in spagnolo. Per la versione italiana, dovete aspettare fino a quando ho 12 ore a disposizione per fare la lievitazione! ;o)

Dato che non riesco mangiare tutto quello che vorrei (altrimenti esplodo), ho assaggiato la ensaimada solo in altri 2 posti, considerati di fama, a Palma di Maiorca. A mio avviso, tra i tre, quella di "Frama" sta al secondo posto, solo dopo "Ca'n Juan de s'Aigo", considerata la migliore in città dalla rivista "Olive". Mentre al terzo posto metto quella dello storico "Forn des Teatre". Per gli indirizzi di questi ultimi e altre storie su Palma di Maiorca e Barcellona, ci vediamo nei prossimi post!










Pastelería Panadería "Frama"

C/ del Marqués de la Sénia 17
07014 Palma de Mallorca (Baleares)
Tel. +34 971 28 77 92

domenica 21 giugno 2009

Tortine allo Yogurt con Ciliegie

Un piccolo intermezzo dalle ricette di aperitivi, così non vi annoiate! A dire la verità, è una scusa, mi sono appena presa l'utilissimo aggeggio per snocciolare le ciliegie, non ho potuto resistere e dovevo assolutamente provarlo! ;o)
Ci sono diverse sfiziose torte di ciliegie ma, dato che ultimamente sono un po' indaffarata, ho scelto di usare, come base, questa torta allo yoghurt. Una ricetta semplicissima, a prova di principianti. Il risultato è assicurato e non dovete usare nemmeno la bilancia! Infatti, si usa la vaschetta dello yogurt stessa come misurino. E' una torta neutra e versatile che si presta ad essere accostata a piacere con frutta, marmellate o creme varie.
Forse sapete già in tanti la ricetta, ma non sapevo nemmeno esistesse fino a quando Daniela, un'amica di Milano, me l'ha girata. Poi, ho scoperto che quella meravigliosa torta con ripieno di crema pasticciera e frutta fresca di mia cognata non era altro che questa! In sostanza, ho saputo dopo che è una "classica" tramandata per generazioni come il quattro quarti, ed è riportata passo a passo nel bellissimo libro di Marianne Magnier-Moreno, pubblicato in Italia da Guido Tommasi Editore.

Per 12 tortine o una torta di misura normale

3 uova
2 vaschette di zucchero (uso soltanto 1 vaschetta di zucchero di canna)
1 vaschetta di yogurt bianco
1 vaschetta di olio di semi (uso olio di cereali, Daniela usa olio d'oliva)
il succo e la scorza di mezzo limone
3 vaschette di farina 00, setacciata
1/2 busta (8 gr) di lievito
circa 300 gr di ciliegie, snocciolate

Con una frusta, sbattete le uova e lo zucchero. Non serve che le uova si montino, basta che si siano amalgamati bene e lo zucchero sia sciolto. Aggiungete, in seguente ordine, lo yogurt, l'olio, il succo e la scorza di limone, mescolandoli sempre con la frusta. Quando ottenete un'emulsione liscia, incorporate la farina e il lievito setacciati. Imburrate e infarinate gli stampini per i muffin o rivestiteli con i pirottini di carta. Versate circa 2 cucchiai colmi del composto in ogni stampino e inserite le ciliegie premendole leggermente. Infornate in un forno ventilato già caldo a 170°C per circa 20-25 minuti, fino alla doratura.

martedì 17 marzo 2009

Cupcakes di Farro con Mele e Lime

Lo so che vi sto dando delle ricette semplici, sono buone comunque, no? Prometto che fra breve comincio a rivelarvi anche quelle più serie. ;o) Il problema è che sono un po’ lunghe da scrivere e ultimamente mi sto concentrando su un'altra cosa. Fra due settimane ho l'esame di teoria per la patente, abbiate pazienza ma non è mica semplice per una straniera! ;o) Quindi, in attesa, ecco un tortino sano e semplice. Buono sia per colazione, merenda per i bambini o come accompagnamento di un tè pomeridiano di gossip con le amiche!

Per circa 12 cupcakes:

2 uova
100 gr di zucchero di canna (se siete in dieta, sostituite con 75 gr di fruttosio)
100 ml di olio di cereali o olio di oliva delicata (non extra vergine!)
100 gr farina bianca di farro (uso quella della Ecor)
4 gr (un cucchiaino) di lievito per i dolci
2 mele golden
1 lime
50 gr di zucchero a velo

Sbattete con la frusta le uova con lo zucchero. Non serve che si montino, potete fermarvi quando lo zucchero si è sciolto. Aggiungete l'olio e la scorza grattugiata di mezzo lime, amalgamate bene. Setacciate il lievito assieme alla farina e incorporateli agli ingredienti liquidi. Unite all'impasto le mele sbucciate e tagliate a dadini. Rivestite lo stampo per 12 muffin con i pirottini di carta e versate il composto fino a riempire 2/3 di essi. Infornare in un forno ventilato a 170°C (a 180°C se avete il forno statico) per circa 15-20 minuti fino alla doratura. Per essere sicuri che siano cotti, infilate uno spiedino di bamboo al centro dei tortini, sono pronti se questo esce asciutto. Lasciateli raffreddare in una graticola e decorateli con la glassa (fatta unendo il succo di lime allo zucchero al velo) e la scorza del lime rimasta.

Spelt cupcakes with apples and lime
I know, lately I've been giving you mainly simple recipes, but they're good in any case, aren't they? Promise that the more serious ones are coming soon (and also the English version of all the recipes)! ;o) It's just that they're sort of long and complicated to do and I've got my mind on another thing! In less than two weeks I will have my theory exam to obtain the driver's license and it's pretty tough to pass! ;o) So, in the mean time, here's a recipe of a simple and healthy cupcake. It's good for breakfast, as a snack for your kids or to accompany an afternoon tea of gossiping with your friends! ;o)

Makes about 12


2 eggs
100 g blonde cane sugar (substitute with 75 g of fructose if you're in a diet)
100 ml delicate olive oil
(not extra virgin) or vegetable oil

100 g white spelt flour
( if you can't find it
normal wheat flour would do)
4 g
(1 tsp) of baking powder

2 apples
1 lime

50 g of icing sugar


Preheat the ventilated oven at 170°C (180°C static oven) and line a 12-hole muffin tin with paper cases. Beat the eggs and the sugar until it's dissolved and whisk in the oil. Grate the zest of half a lime, shift the flour and the baking powder over the mixture and mix well. Incorporate the apples, previously peeled and cut into small cubes. Spoon the dough into the paper cases, making sure that you only fill them 2/3 full, as they will rise. Bake for about 15-20 minutes until they are golden and cooked through. Check by inserting a bamboo stick in the centre of each cupcake. Once they are cooled, glaze with the mixture of icing sugar and the limejuice. Decorate by grating the remaining lime zest on top.

martedì 24 febbraio 2009

Kembang Goyang

Forse è un pò tardi per darvi questa ricettina dato che la carnevale finisce oggi, però la pubblico nel caso vogliate provare lo stesso. Ecco, magari non proprio domani né di venerdì della quaresima ma questa domenica, ad esempio. Gesù capirà! ;o)
L'impasto di questa frittella indonesiana è molto semplice, ma ci vuole un pò di pazienza per friggerla e vi occorre uno stampo specifico. Io l'ho preso durante Santa Caterina, il mercato natalizio udinese, ma spesso si trova anche nelle fiere del settore gastronomico. Il nome "Kembang Goyang" letteralmente vuol dire "fiore ballante" e si riferisce all'accessorio dorato a forma di fiore sul capo delle danzatrici indonesiane. Può essere un'alternativa interessante ai soliti crostoli o le chiacchiere (dipende dalla vostra zona). Si usa la farina di riso quindi è adatta anche per i celiaci.

Per circa 300 gr di frittelle:

250 gr di farina di riso
1 pizzico di sale
50 gr di zucchero a velo + altri 50 gr per spolverare
1 uovo
250 ml di latte di cocco
1 cucchiaino di cannella in polvere
circa 500 ml di olio di arachidi per friggere

Setacciare la farina di riso, lo zucchero a velo e il sale in un recipiente concavo. In un altro contenitore, sbattere leggermente l'uovo, prima con circa 2 cucchiai di latte di cocco poi aggiungere il resto del latte. Versare lentamente l'ingrediente liquido all'ingrediente in polvere amalgamandoli energicamente con una frusta fino ad ottenere un composto liscio senza grumi.
Scaldare l'olio in un wok o una padella dal fondo spesso. Immergerci le teste degli stampi finché siano ben unti e caldi. Intingere velocemente (circa 2 secondi) lo stampo all'impasto solo fino all'orlo, senza affogarlo del tutto, perché altrimenti la frittella non si stacca. Immergere lo stampo di nuovo nell'olio e scuotere leggermente la maniglia così l'impasto cede più facilmente. Togliere la frittella dall'olio quando arriva alla doratura e mettere sulla carta paglia. Ripetere l'operazione fino all'esaurimento dell'impasto. Spolverare le frittelle con la cannella e lo zucchero a velo rimasto. Conservate correttamente, in un contenitore a chiusura ermetica, le frittelle possono rimanere belle croccante anche dopo una settimana.

Punto critico:
Se l'impasto rimane attaccato allo stampo vuol dire che non é stato scaldato abbastanza. Se vi succede il contrario, l'impasto si stacca troppo velocemente (prima di essere fritte nell'olio), vale a dire che é troppo caldo.

venerdì 6 febbraio 2009

Speculaas

E' un ottimo biscotto da tè, solitamente a forma di mulino, tipico dell'Olanda. Gli ingredienti chiave sono lo zucchero grezzo di canna e una miscela di spezie in polvere, speculaaskruiden, fatta di cannella, chiodi di garofano, noce moscata, macis, pepe bianco, zenzero, cardamomo, anice e coriandolo. Se non riuscite a trovarla, potete fare anche la vostra miscela da soli come ho fatto io. Dicono che le più importanti spezie siano le prime quattro ma, a mio avviso, potete anche lasciar stare i macis e dovete aggiungere almeno il pepe bianco e lo zenzero per avvicinarvi di più alla versione originale.

In Indonesia, essendo una ex colonia olandese e senza la quale gli olandesi non avrebbero avuto il lusso delle spezie :o), questi biscotti si possono trovare facilmente in commercio, ma non qui in Italia. Di solito li prendo quando faccio uno scalo aereo ad Amsterdam, ma finiamo un'intera scatola in poco tempo. La mia nonna li faceva in casa ma purtroppo non so la ricetta esatta. Quindi, dopo aver navigato vari blog e siti, ho fatto una mia interpretazione delle varie ricette, et voilà!

Per circa 250 gr di biscotti:

200 gr di farina OO
1 cucchiaio di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di noce moscata in polvere
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
una spolverata di pepe bianco
in polvere
1 cucchiaino di lievito in polvere per i dolci

un pizzico di bicarbonato

un pizzico di sale fino

una grattugiata di mezza buccia di arancia

80 gr zucchero di canna integrale tipo moscovado

100 gr di burro freddo, tagliato a cubetti
2-3 cucchiai di latte

Setacciate la farina con le spezie, il lievito, il bicarbonato e il sale su un piano di lavoro o in un'ampia scodella. Aggiungete lo zucchero di canna e la buccia di arancia, incorporateli bene. Unite il burro freddo e amalgamatelo agli ingredienti in polvere, pizzicandoli fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. Incorporate il latte e lavorate velocemente finché riuscite a formare un mattone dall'impasto. Coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigo per almeno mezz'ora. Sarebbe meglio riposarlo una notte in modo che le spezie abbiano il tempo di penetrare meglio.
Togliete l'impasto dal frigo circa 10-15 minuti prima di stenderlo tra 2 fogli di carta da forno fino avere lo spessore di circa 3 mm. Tagliatelo a forma desiderata e infornare a 170°C per circa 6-8 minuti, dipende dalla grandezza del biscotto. Lasciate raffreddare in una griglia e conservateli in un barattolo a chiusura ermetica.

giovedì 2 ottobre 2008

Banana Cake with A Crunch


Una torta da colazione ma ideale anche come merenda per i bambini o per accompagnare il tè pomeridiano. Un'ottima occasione per utilizzare quella banana troppo matura che non è più bella da vedere e ci fa perdere la voglia di mangiarla. Il momento perfetto per fare questa torta sarebbe quando i puntini marroni coprono almeno un terzo della superficie della buccia.

Mi piace in particolare questa ricetta che vi darò. Semplice, veloce e si avvicina di più a quella torta di banana di una pasticceria-panificio di casa mia (Jakarta). Quando ci andavo ero perfino disponibile ad aspettare fino alle 19.30 prima di comperarla. Così, con lo sconto prima della chiusura, prendevo non solo una torta intera ma due teglie intere! Ammetto che ogni tanto ne prendevo anche tre.

Ho tratto questa ricetta dal libro "Classic Asian Cakes and Desserts" pubblicato da Periplus Editions, Singapore. Poi, come mi accade spesso, non ho resistito a variarla e farla mia aggiungendo certi ingredienti, non proprio asiatici, che la rendono "croccante". Ho anche ridotto la quantità di grasso e zucchero per renderla più leggera.


1 banana media (circa 150gr di polpa) molto matura.

mezzo limone (usate l'altra metà per fare il tè!)

3 uova intere

100 gr + 1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo

150 gr di farina 00

1 cucchiaio scarso di lievito per dolci

1 pizzico di bicarbonato (facoltativo)

1 cucchiaino di cannella in polvere

75 gr di burro sciolto (io lo sostituisco con olio di cereali)

2+1 cucchiai di semi di papavero

2+1 cucchiai di farina di polenta


Preriscaldare il forno ventilato a 170°C. Frullare la polpa di banana con il succo di mezzo limone. In una terrina, sbattere le uova, lo zucchero (100gr) e un pizzico di sale finché lo zucchero si è sciolto. Aggiungere la farina setacciata, il lievito, il bicarbonato e infine la cannella. Versare l'olio o il burro sciolto e amalgamare bene. Incorporare 2 cucchiai di farina di polenta e 2 cucchiai di semi di papavero al composto. Versare in uno stampo per plum cake precedentemente imburrato e infarinato. Spolverare tutta la superficie della torta con lo zucchero, i semi di papavero e la polenta rimasti. Infornare per circa 30 minuti. Sarebbe meglio posizionare la teglia in modo orizzontale al centro del forno. Dopo circa 20 minuti girare la teglia per ottenere una doratura omogenea.