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lunedì 14 ottobre 2013

Cupcake al Cioccolato e Fico



Sto passando delle giornate impegnatissime in queste ultime 2 settimane e ne avrò almeno altre due così! Aiutoooo! Però, giusto per non farvi pensare che stia sparendo di nuovo, ecco una ricetta di un dolcetto! L’ho fatto circa un mese fa, quando i fichi si trovavano in abbondanza. Se non riuscite più a trovare gli ultimissimi dall’albero dei vostri vicini di casa, potete sostituirli con le pere, magari quelle minutine di tipo Coscia. In questo caso, penso vi basterà un quarto di pera per ogni cupcake. Levate il torsolo, però!

per 6 cupcake

60 gr burro morbido (non sciolto!)
60 gr zucchero
1 uovo
50 gr farina autolievitante
15 gr cacao amaro
3 fichi

Montate il burro morbido con lo zucchero con una frusta elettrica, a pomata, fino a quando si sia raddoppiato di volume e abbia raggiunto una colorazione pallida. Inserite e amalgamate l'uovo. Non vi preoccupate se il composto sembra che si stia cagliando o separando. Diventerà di nuovo liscia quando aggiungerete gli ingredienti secchi.
Mescolate la farina con il cacao e setacciate. Unite delicatamente al burro montato con la spatula.
Rivestite gli stampini di muffin con i pirottini e riempiteli con l'impasto fino a 2/3 dell'altezza. Vi consiglio di usare il dosa gelato per questo procedimento, una pallina di impasto per ogni pirottino.
Sbucciate i fichi e divideteli in due. Inserite mezzo fico al centro di ogni cupcake con il lato tagliato in su.
Infornate a 170°C (ventilato) per circa 15 minuti fino a quando i fichi si siano leggermente caramellati e i cupcake siano cotti. Controllate inserendo uno stecco di bambù diagonalmente, visto che nel mezzo c'è il fico! ;)
Lasciate raffreddare prima di decorarle con la ganache montata.

Ganache al cioccolato
100 gr cioccolato fondente al 70% cacao
100 ml di panna fresca

Scaldate la panna su una fiamma dolce fino a raggiungere quasi il bollore. Spegnete il fuoco e unite il cioccolato a pezzi piccoli. Mescolate con la frusta o il mini pimer fino a quando il cioccolato si sia sciolto.
Adagiate il pentolino su un boul di giacchio e montate con la frusta fino ad ottenere una crema montata.
Inserite nella sac a poche con una bochetta a stella chiusa e decorate le cupcake con la crema.
Ho trovato questo tutorial molto utile per capire come fare delle rose con la ganache o la crema al burro.
Quando fa freddo, come lo è già in questo periodo, la ganache si solidifica velocemente e dovete usarla subito per poterla lavorare facilmente. Se vedete che la crema fa fatica a uscire dalla bocchetta, lasciate un attimo che arrivi alla temperatura ambiente. 
A dire la verità, ho scoperto che il phone per i capelli funziona una meraviglia per aiutarci in questa fase. :p Accendetelo al minimo, tenete distante di circa 20 cm dalla sac à poche e scaldate girandola di continuo. Questo serve per "staccare" la parte esterna della crema dal bordo della sacca e farla scivolare meglio.
Questa quantità di ganache è sufficiente per coprire 6 cupcake con delle rose grandi o 12 cupcake con delle rose piccole.

venerdì 29 giugno 2012

Frozen Yoghurt alla Frutta


Okay, qui, in Italia, il buon gelato non manca. Solo in zona centro a Udine abbiamo, beati noi, tante gelaterie di buon livello. Per combattere il caldo, però, non posso consumare una vaschetta da 500 da sola, correndo il rischio che tutta quella panna e uova mi vada sui fianchi! Soprattutto perché l'unico sport che pratico, ogni tanto :)), è la pulizia di casa! Per questa ragione, ho sempre preferito il "frozen yoghurt", ovvero lo yogurt congelato, che, a mio parere, è più dissetante e mi fa sentire più in pace con me stessa anche quando lo consumo in quantità industriali. :)

A Jakarta possiamo trovare almeno 2-3 chioschi di frozen yoghurt in ogni centro commerciale (che, per noi, sono l'equivalente del centro città). Funziona come nelle gelaterie, scegliamo la grandezza della coppetta poi il topping desiderato; variano dalla frutta fresca alle noci, al cioccolato fino al muesli e perfino al mais (!) e al mochi, un dolcetto asiatico fatto di riso glutinoso. Ahimè qui, a Udine, ho trovato solo due venditori ed entrambi mi hanno soddisfatto poco. Perciò ho provato a fare il frozen yoghurt da sola. Non è poi così difficile, dobbiamo solo avere un po' di pazienza nel frullare lo yogurt congelato ogni 2 ore per 2-3 volte come per fare la granita o il sorbetto. Se avete una gelatiera questa rottura si può benissimo evitare.

per 500 gr di frozen yoghurt (circa 8-10 palline)

250 gr di yogurt intero

250 gr polpa di frutta della stagione

circa 50 gr di zucchero, dipende dal gusto personale e dalla dolcezza della frutta scelta
qualche goccia di succo di limone/lime

Inserite tutti gli ingredienti nel frullatore e riducete in purea fino a quando la polpa di frutta si amalgama allo yogurt.
Se avete la gelatiera, dovete solo mettere questo composto di yogurt nella macchina e lasciare che lei faccia il suo dovere. Il risultato sarà sicuramente migliore rispetto al metodo casalingo che ho usato.
Altrimenti, mettete in un contenitore e ponete nel congelatore per circa 2 ore. Il mio congelatore arriva a -18°C, quindi, se avete uno meno freddo, impiegherà più tempo.
Frullate con il minipimer per rompere i cristalli di ghiaccio. Se vedete che lo yogurt è troppo duro, aspettate 5-10 minuti per renderlo più morbido prima di frullare.
Riponete di nuovo nel congelatore e ripetete questo procedimento per 2-3 volte.
Prima di servire, tirate fuori il frozen yoghurt dal congelatore per 5-10 minuti e frullate di nuovo per avere una consistenza più vellutata.
Decorate con i pezzi della stessa frutta fresca usata nel frozen yoghurt.

giovedì 29 dicembre 2011

Nastar: Biscotti Ripieni di Ananas


Evviva, Natale è già passato!!! ;p Prima che finisca del tutto questo periodo di festa, però, vorrei passarvi una ricetta di un biscotto tipico natalizio e del Ramadan per noi indonesiani. Come questi altri dolcetti, anche qui, il nome suona vagamente olandese. Non vorrei dire una cavolata ma, secondo me, deriva dalle parole "ananas" e "taart" (torta/dolce) che, per la passione di noi indonesiani per le abbreviazioni e le storpiature dei nomi stranieri (credo che in linguistica si chiamino prestiti), diventano “nastar”.
Nel mio Paese, quando andiamo a trovare dei parenti per fare gli auguri, veniamo sempre accolti da una tazza di tè con questi biscotti. Non è una cosa rara essere anche costretti (piacevolmente ;)) a fermarsi a pranzo o cena, anche senza preavviso. Non rifiutate l'offerta nonostante la vostra pancia stia per esplodere! Nel giorno della festa, la tavola della sala da pranzo nelle case indonesiane non è mai vuota, c'è sempre un bel buffet pronto ad accogliere e sfamare gli ospiti. Quindi, mangiate almeno un boccone di qualcosa e poi sarete liberi di andarvene. :))

per circa 700 gr di biscotti

Frolla:
200 gr di farina 00
50 gr di maizena
100 gr di zucchero a velo
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
150 gr di burro
2 tuorli

Il procedimento è lo stesso della frolla base per le pumpkin pie. Ho solo raddoppiato la dose e sostituito una parte della farina con la maizena per renderla più friabile. Quindi, leggetelo qui! ;)

Marmellata di ananas:
1 ananas grande (1 kg di polpa circa)
150-180 gr di zucchero (dipende dalla dolcezza dell'ananas)
3-5 chiodi di garofano
una stecca di cannella
una noce di burro

Sbucciate e private l'ananas dal torsolo e frullate la polpa fino a quando le fibre si sono rotte e avrete una consistenza vellutata.
Ponete la polpa in un tegame di inox a fondo pesante, quindi unite lo zucchero e le spezie.
Mescolate con un mestolo per sciogliere lo zucchero e fate restringere la marmellata a fiamma bassa. Vi ci vorranno circa 45 minuti, ma sono molto variabili, dipendono da tanti fattori. Non vi preoccupate se impiegate più (o meno) tempo.
Mescolate di tanto in tanto e togliete la schiuma che si sarà creata con una schiumarola.
La marmellata è pronta quando tutto il liquido sarà evaporato e avrete una composta densa di color ambrato.
Spegnete il fuoco e incorporate una noce di burro per evitare che la marmellata si indurisca quando si raffredda.
Una volta raffreddata, dovreste riuscire a fare delle mini palline di marmellata. Se vi sembra sia ancora troppo morbida, fate restringere ancora un po' sulla fiamma e raffreddatela di nuovo.

Ora arriviamo alla parte dove avrete bisogno del dono della pazienza! :))

Trascorso il tempo di riposo, tirate fuori la vostra frolla dal freddo e aspettate circa 15 minuti.
Dividete la frolla in 4-5 pezzi e stendetela con un matterello, un pezzo alla volta, in un piano di lavoro leggermente infarinato. Cercate di ottenere uno spessore di circa 0,5 cm.
Ricavate dei dischi di 5 cm di diametro con un coppapasta o un bicchiere capovolto.
Prendete circa un cucchiaino di marmellata fatta a pallina e adagiate al centro di ogni disco.
Chiudete la frolla a modo di fagottino per coprire la marmellata. Cercate di rendere i vostri biscotti più lisci e rotondi possibile, ruotandole tra i palmi delle vostre mani. Cliccate qui per capire cosa intendo! ;)
Adagiate i bocconcini su una placca da forno rivestito di un foglio di carta da forno.

Tocchi finali:
un uovo
latte, q.b
chiodi di garofano interi, q.b.

Sbattete l'uovo con un po' di latte, quanto basta per renderlo più fluido e pennellabile (esiste per caso la parola? :)).
A questo punto, spennellate le superficie dei vostri biscotti per renderli più lucidi e infilzate un chiodo di garofano al centro di ogni biscotto.
Infornate a 165°C (ventilato) fino alla doratura. Ci vogliono circa 15 minuti, ma dipende sempre dal vostro forno e dallo spessore della vostra frolla.
Lasciate a raffreddare su una graticola e conservate in un barattolo ermetico.

Questi bocconcini sarebbero l'aspetto collaudato dei nastar, non saprei dirvi l'origine di questa forma che suscita spesso dei commenti indecenti. ;)) Il chiodo di garofano della decorazione sicuramente aggiunge un ulteriore profumo alla marmellata, ma non andrebbe consumato. Si toglie prima di mangiare il biscotto e lo si adagia sul piattino del tè (ecco, giusto una piccola regola del bon ton orientale ;p). Detto ciò, se non avete tempo o pazienza per fare questi bocconcini, chiudete pure i vostri dischi di frolla a mezzaluna, spennellate di uovo e infornate. La vostra vita sarà meno complicata e biscotti saranno buoni lo stesso.

giovedì 29 settembre 2011

Dolci Bocconcini alle Mandorle e Canditi


Allora, è arrivato il momento che Laura ha aspettato con tanta pazienza da due mesi!!! ;p Ecco finalmente la ricetta dei dolcetti che ho portato a casa di Carola per il pranzo al pescheto. A dire la verità, mi ero ispirata al M'hanncha, un dolce tipico marocchino ripieno di mandorle a forma di serpente, ma poi non sono riuscita ad arrotolarlo senza spezzare tutto. Alla fine ho deciso di trasformarlo in "salsicciotti"! :D
Allora, vi dico già subito che tra gli ingredienti ci sarà una spezia rara di difficile reperibilità ma sono riuscita a trovarla qui a Udine!!! :D Ho scoperto che a pochi passi da casa mia esiste un'azienda importatrice di droghe (legali!) del mondo e fornitore di vari negozi chic, tra cui Abitare il Thempo; un grazioso negozio di tè, spezie e sali pregiati in Piazza Matteotti (a.k.a. Piazza San Giacomo, a.k.a. Piazza delle Erbe) via delle Erbe.
Questa spezia si chiama fava tonka e siate pronti a lasciare la paga di circa 3 ore di lavoro da dipendente per comperare un barattolo di 200 gr (circa) di questa meraviglia. E' un investimento, ma non ve ne pentirete! Questa fava va usata con parsimonia come la noce moscata e la dovete grattugiare sul momento. Secondo il mio naso ;), questa unica spezia racchiude in sé i profumi di vaniglia, cacao e noce moscata con un sentore di pepe di Giamaica (Pimento) e un leggero accenno di chiodi di garofano. In mancanza di questa fava, usate un pizzichino di ogni spezia sopraelencata.

per 12 rotoli (60 pezzi di dolcetti circa)

1 pacco di 500 gr di pasta filo (12 fogli)
2 uova intere
200 gr di zucchero a velo
200 gr di burro ammorbidito
200 gr di farina di mandorle o mandorle pelate ridotte in farina
100 gr di farina 00, setacciata
1 cucchiaino di acqua di fiori d'arancio
1/2 fava tonka, grattugiata sul momento
30 gr circa scorza di arancia candita, tagliata a dadini
30 gr circa di zenzero candito / sciroppato tagliato a dadini
125 gr di burro sciolto, per imburrare la pasta filo

per la bagna
150 gr di miele d'arancio
150 gr di acqua

per la guarnizione
50 gr di scaglie di mandorle tostate

Per prima cosa, togliete la pasta filo dal freddo se l'avete conservato in frigorifero. Dovete portarla alla temperatura ambiente prima di srotolarla e lavorarla per evitare che si spacchi.
In una bastardella amalgamate con una frusta le uova e lo zucchero, non serve che li montiate. Anzi, più aria incorporate all'impasto, maggiore sarà il rischio che i vostri rotoli scoppino. Quindi, amalgamate anche il burro ammorbidito.
Successivamente, con l'aiuto di una spatola, unite la farina di mandorle, la farina 00, l'acqua di fiori d'arancio, la fava tonka e i canditi.
Trasferite questa crema in una tasca da pasticciere (sac à poche) con una bocchetta tonda e larga (Ø 14 mm), per facilitarvi il lavoro di farcitura.
Srotolate la pasta filo e prendetene 1 foglio e pennellatelo di burro sciolto. Intanto, coprite gli altri fogli con un panno umido per evitare che si secchino.
Ponete 2 strisce del ripieno a circa 3 cm dal bordo inferiore della pasta filo imburrata, arrotolate e chiudetela a modo di busta, come uno strudel per intenderci. Pennellate la superficie con altro burro e bucherellate con una forchetta.
Continuate il procedimento per gli altri 11 piccoli strudel e trasferiteli in due placche da forno, in modo che non si appicchino.
Cuocete a 200°C (ventilato) fino alla doratura, ci vorranno circa 10-12 minuti. Nello stesso momento potete anche tostare le mandorle a scaglie in un'altra placca per un minuto.

Nel frattempo, preparate lo sciroppo di miele per la bagna. Versate i due ingredienti in un pentolino e cuocete fino a quando il miele si è diluito e l'acqua arriva al bollore.
Versate questo sciroppo sui vostri rotoli mentre sono ancora caldi e cospargeteli di mandorle tostate.
Tagliate a tocchetti e servite tiepidi o freddi assieme a una bella tazza di tè.

Ora, se vi posso dare un consiglio ;)), questi rotoli si sposano meravigliosamente con il tè Earl Grey Yin Zhen di Dammann Frères che potete acquistare alla singolare Illyteca a Trieste. Vi assicuro che ne vale il viaggetto!

giovedì 22 settembre 2011

Pesche all'Amaretto

Visto che negli ultimi due post ho fatto accenno alle pesche, ora vi passo una ricetta a base di questo frutto. Non ho usato le pesche bianche di Carola, quelle me le sono mangiate così e usate per fare i Bellini, erano trooooppo buone!
[Quindi, Laura, perdonami, so che ho promesso di pubblicare la ricetta di quel dolcetto alle mandorle, ma devo smentirmi! Scrivo prima questa, visto che fra poco non troviamo più le pesche! :)) Ma poi arriverà davvero anche quella!]
Allora, immagino che tanti di voi abbiano già preparato (magari anche spesso) queste pesche all'amaretto, ma per me è stata la prima volta. Non mi sono documentata più di tanto prima di mettermi lì a sbriciolare i biscotti. Ho voluto farle subito, ero molto curiosa di queste pesche che miei amici del Caffè Grosmi Udine [lo so, vi ho promesso anche un post su questo posto! ;) Gesù, quante promesse faccio?!], metà friulani - metà piemontesi, mi hanno raccontato con gioia! 
Metto le mani in avanti, le ho fatte in modo approssimativo, in base al racconto della loro mamma, Luciana. Quindi, se non sono fatte a regola d'arte Piemontese, pazienza, comunque il risultato finale era piaciuto assai a me e alla cavia! ;))

per 2-4 persone (dipende dal grado di golosità)

2 pesche gialle grosse, mature e sode, su cui ricavare
60 gr di polpa di pesca
60 gr di amaretti, sbriciolati
25 gr di fette biscottate, sbriciolate
20 gr di cioccolato fondente 70%, grattugiato grossolanamente
10 gr di cacao
burro, per imburrare

per servire
gelato alla vaniglia
mandorle a scaglie
, tostate
amaretti, sbriciolati

Dividete le pesche in due, seguendo la riga naturale del frutto, e denocciolate.
Con uno scavino, ricavate un po' di polpa (60 gr in totale) dalla parte centrale delle pesche, cercando di mantenere dei buchi rotondi.
Schiacciate la polpa con una forchetta e unite gli amaretti, le fette biscottate, il cioccolato e il cacao amaro.
Mescolate fino ad ottenere un composto leggermente appiccicoso e formate quattro palline di ugual misura.
Inseritele nei 4 spicchi di pesche cercando di dare la forma del nocciolo.
Se siete precisini come me ;), bagnate leggermente una forchetta e disegnate delle righe curve come quelle del seme vero.
Imburrate leggermente una pirofila e sistemate le pesche in modo che stiano diritte. Tagliate qualche millimetro della parte sottostante se serve.
Infornate a 175°C per 25 minuti circa fino a quando le pesche si ammorbidiscono e il ripieno è leggermente croccante all'esterno.
Lasciate a raffreddare a parte. Servite tiepide o fredde con il gelato, le mandorle tostate, qualche briciolo di amaretti e un giro della "salsina" che le pesche avranno rilasciato durante la cottura.

martedì 9 agosto 2011

Klappertaart: un dolce cremoso al cocco

Siete già in partenza? Beati voi! Per chi, come me, deve pazientare ancora, viaggiamo almeno virtualmente, va'! Che ne dite, andiamo in Indonesia, il mio paese, con questo dolce goloso a base di cocco? Si chiama Klappertaart, una parola composta che in olandese vuol dire letteralmente “torta di cocco”, ma di fatto è un dolce al cucchiaio. L’Indonesia era rimasta per un lunghissimo periodo sotto l’occupazione dei Paesi Bassi, inevitabilmente qualche loro influenza è rimasta tuttora anche nell’arte culinaria.

Nella ricetta originale si usa la polpa di cocco giovane, quando è ancora tenera. Sarebbe meglio usarla fresca da un frutto appena aperto ma, per ovvie ragioni, qui sarebbe quasi impossibile. Comunque, nei negozi di alimentari orientali potete trovare la polpa sciroppata in lattine. Questo budino è tra i miei dessert indonesiani preferiti, spero piacerà anche a voi.

per 12 porzioni

4 uova, separate l’albume e i tuorli

160 + 40 gr di zucchero semolato

40 gr (2 cucchiai colmi) di maizena

400 ml latte di cocco

400 ml latte intero

1 baccello di vaniglia

180 gr (1 latta) polpa di cocco sciroppata

40 gr di uvetta

un pizzico di sale (facoltativo)

Mettete in ammollo in acqua tiepida l’uvetta. Scolate la polpa di cocco dallo sciroppo e riducetela in pezzi piccoli. Solitamente a strisce sottili.
Separate attentamente gli albumi e i tuorli delle uova. Disponeteli in due ampie ciotole. Unite 160 gr di zucchero ai tuorli e 40 gr all’albume.

Mescolate subito con una frusta i tuorli e lo zucchero. Quando lo zucchero sarà disciolto, amalgamate la maizena e, infine, il latte di cocco.
Nel frattempo, mettete a scaldare il latte vaccino a fuoco basso. Dividete il baccello di vaniglia in due e raschiate i semi con la lama del coltello e uniteli nel latte. Potete anche mettere la buccia, ma ricordate di toglierla dopo.
Quando il latte sta per prendere il bollore, spegnete il fuoco e versate la metà, a filo, sul composto di tuorlo e il latte di cocco, sempre mescolando con la frusta. Riversate questo composto nella pentola del latte e rimettete di nuovo sul fuoco.
Continuate a cuocere fino a quando si addenserà e otterrete una crema.
 Infine, unite la polpa di cocco e cuocete ancora per un paio di minuti, giusto per scaldarlo e amalgamarlo bene.
Dividete la crema nelle dodici cocottine e lasciate a raffreddare a parte.
Montate gli albumi e lo zucchero a neve ferma. Se volete, potete anche aggiungere un pizzico di sale. Trasferite in una sacca da pasticceria con una bocca larga e tonda.
Coprite la superficie della crema con la meringa (gli albumi zuccherati) e decorate con l’uvetta già strizzata dall’acqua.
Sistemate le cocottine in una teglia coperta con un dito di acqua (a bagnomaria) e infornate a 200°C per 8-10 minuti circa, fino alla doratura della meringa.
Lasciate raffreddare a parte e refrigerate. Servite freddo.

venerdì 15 aprile 2011

Pancake di Ricotta con Banane Caramellate


Visto che nel weekend non dovete correre, perché non dedicare una mezz'oretta in più per prepararvi qualcosa di più interessante, invece di mangiare i soliti tristi biscotti? Questi pancake sono perfetti per una tarda colazione di domenica mattina, magari consumati in terrazza con una bella tazza di caffè latte, un bicchiere di spremuta e, perché no, il giornale in mano.
In questa mia versione ho usato la ricotta per avere dei pancake più soffici che rimangono morbidi anche il giorno dopo. In questo modo evito anche di usare il burro o l'olio nell'impasto, visto che i suoi accompagnamenti solitamente non sono proprio dietetici. Quello ideale sarebbe lo sciroppo d'acero, che potete trovare nei negozi di prodotti biologici o nei grandi supermercati. Purtroppo, questo sciroppo non costa poco, in mancanza, va bene anche il miele.
Non ho scritto la ricetta in grammi bensì in cucchiai. Immagino che nessuno abbia voglia di prendersi la bilancia per misurare gli ingredienti appena si sveglia. In più, le dosi sono abbastanza facili da ricordare, anche per una mente ancora assonnata.

per circa 3 persone (10-12 mini pancake)

Banane caramellate
3 banane
una noce di burro
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 pizzico di cannella

Fate sciogliere il burro in una padella antiaderente a fuoco basso. Quando sentite lo sfrigolio, unite le banane precedentemente tagliate a rondelle di 1 cm circa. Quindi, cospargete di zucchero di canna e di cannella. Lasciate che lo zucchero si sciolga e si caramellino.
Infine, girate le banane per far dorare anche l'altro lato. Se vi sembra che lo zucchero si stia restringendo troppo, potete aggiungere un goccio di acqua per evitare che il caramello si bruci.

Pancake di ricotta
1 vaschetta di 100 gr di ricotta
1 uovo
5 cucchiai rasi di zucchero semolato
5 cucchiai di farina 00
2 cucchiaini di lievito per dolci
un pizzico di bicarbonato
5 cucchiai di latte
olio vegetale
sciroppo d'acero

Rompete l'uovo su un'ampia ciotola, unite la ricotta e lo zucchero. Amalgamate bene con una frusta finché lo zucchero si è sciolto.
Setacciate la farina assieme al bicarbonato e il lievito e incorporate al composto di uova. Infine, versate il latte e mescolate il tutto per avere un impasto liscio e denso.
Ungete leggermente una padella antiaderente con l'olio e asciugate l'eccesso con un pezzo di carta da cucina piegato in 8. L'olio deve solo "velare" la superficie della padella. Quindi, scaldatela a fuoco basso.
Quando la padella sarà calda, versate un cucchiaio e mezzo del composto e appiattitelo leggermente. In una padella di circa 30 cm di diametro dovreste riuscire a far stare 2-3 pancake.
Quando vedete che i bordi si stanno rassodando e al centro cominciano a formare delle bolle, girateli e continuate la cottura dell'altro lato per 1 minuto circa.
Ripetete l'operazione fino all'esaurimento dell'impasto, passando la padella ogni volta con la carta da cucina unta.
Servite con le banane caramellate e un giro (o due) di sciroppo d'acero.

lunedì 28 marzo 2011

Semplicemente Canditi


Quando mangio delle belle arance biologiche, mi sembra sia davvero un peccato scartare la buccia. Solitamente la trasformo in scorza candita e la conservo per profumare le torte e le creme. Il risultato è sicuramente migliore rispetto ai canditi che si comprano al supermercato. La quantità di buccia candita riportata nella ricetta vi basterà per fare 2-3 torte. Non faccio bollire più volte la scorza perché non voglio perdere una parte del profumo e mi piace che resti un po’ del suo amaro naturale.


Oltre alla ricetta della mia arancia candita, vi passo anche quella dello zenzero candito. Uso spesso questi due canditi nei miei dolci. Così li avrete già nella dispensa quando vi passerò delle ricette che li contengono. I procedimenti della canditura sono simili e sono davvero semplici da fare, l'unica rottura sono le due ore (circa) che dovrete passare ad aspettare la cottura. Consiglio di preparare questi canditi dopo cena; li mettete sul fuoco, accendete il televisore e mentre vi guardate un film, sono pronti. ;o)) 



Scorza di arance candita



buccia di 2 arance (60 gr circa)


120 gr di zucchero semolato


360 gr di acqua 



Tagliate la buccia di arance a listarelle larghe di 0,5 cm circa. Mettete tutti gli ingredienti in un pentolino di inox a fondo spesso. Fate cuocere con coperchio a fuoco bassissimo, sulla fiamma più piccola del vostro fornello. Deve solo sobbollire lentamente.


Il candito sarà pronto quando l'acqua sarà quasi assorbita del tutto dalla scorza e avrà la consistenza di uno sciroppo denso. A questo punto le scorzette dovrebbero essere tenere e la polpa bianca dovrebbe essere trasparente.
Mettete in un contenitore ermetico e conservate in frigorifero assieme allo sciroppo rimasto. Possono durare per più 1 mese, anche se alla fine le mie non arrivano mai a tanto. 


In alternativa, potete lasciarle ad arieggiare e asciugare in cucina su una griglia, quella per raffreddare i dolci o quella del forno, per intenderci. Ci vogliono circa due giorni prima che lo zucchero si cristallizzi e le scorzette si induriscano. Quindi, conservate in un barattolo ermetico.

Zenzero candito


40 gr di zenzero


80 gr di zucchero


240 gr di acqua 



Tagliate lo zenzero a dadini piccoli di 3mm circa. Mettete tutti gli ingredienti in una piccola casseruola e appoggiate sul fuoco più piccolo del vostro fornello. Tenete la fiamma più bassa possibile e lasciate sobbollire con il coperchio per un paio di ore circa.
Il candito sarà pronto quando l'acqua si sarà ristretta a uno sciroppo denso, e lo zenzero sarà traslucido. Versate in un baratolino sterilizzato e conservate in frigorifero per un paio di mesi.

mercoledì 9 marzo 2011

Torta Frangipane alle Mele e Limone Candito


Questa torta di origine francese (pare fu creata da un italiano, il signor Frangipane, a Parigi) è una di quelle torte che faccio quando non ho voglia di mettermi a leggere una ricetta. Immagino che ce ne siano diverse versioni; solo per l'involucro c'è chi usa la pasta sfoglia, c'è chi usa la pasta frolla. Io uso sempre questa ricetta poiché è molto semplice da ricordare, anche per una mente distratta come la mia! ;p Non mi ricordo più però da dove, o da chi, l'ho presa, penso sia ormai una formula ben salda e tramandata nelle generazioni come quella del quattro-quarti.

Nell'impasto di mandorla aggiungo solitamente la cannella o la scorza di limone. Questa volta ho usato la scorza di limone candita che mi era avanzata dalla ricetta degli spaghetti di qualche post fa. Devo dire che il risultato è molto più buono e profumato. Vedete voi se siete in vena o meno di fare questo lavoro extra. Oltre alle mele, potete fare la frangipane anche con le pere e, perché no, le banane.

per circa 8 porzioni

3 mele golden

1 rotolo di pasta sfoglia (230 gr)

2 uova

100 gr di zucchero semolato

100 gr di farina di mandorle*

100 gr di farina 00

10 gr di lievito per dolci

100 gr di burro sciolto

1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo

la scorza di un limone candita 



Sbattete le uova e lo zucchero giusto per sciogliere i granelli, non serve montare il composto. Quindi, unite la farina di mandorle e mescolate.

Successivamente, aggiungete la farina e il lievito, precedentemente setacciati assieme.

Infine, incorporate il burro e la scorza di limone. Se l'idea di presentazione nella foto vi piace, lasciate un po' di scorza a parte per decorazione.

Srotolate la pasta sfoglia e fatela aderire, con la sua carta oleata, su uno stampo per crostata con il fondo staccabile. Questo tipo di stampo vi faciliterà l'estrazione. Avendo una pasta sfoglia quadrata, ho usato uno stampo quadrato. Se avete preso quella rotonda, regolatevi di conseguenza. 

Bucherellatela con una forchetta, anche sui bordi, per evitare che la sfoglia si sollevi durante la cottura.
 Versate il composto di mandorla e spalmate bene su tutta la superficie della sfoglia.

Sbucciate e tagliate le mele a spicchi di 1 cm circa e sistematele sopra la crema, premendole leggermente.

Cospargete lo zucchero di canna sulle mele e infornate a 200°C (ventilato). Dopo circa 15 minuti, più o meno a metà cottura, abbassate il forno a 175°C. Continuate a cuocere la torta fino a quando la torta sarà dorata e le mele saranno morbide. Ci vogliono altri 15-20 minuti circa.

Lasciate che si raffreddi leggermente prima di tagliarla con il coltello seghettato.


*Se non riuscite a trovare la farina di mandorle, potete usare le mandorle pelate e riducetele in polvere con il cutter / il robot da cucina. Io la faccio in questo modo, ho questo sminuzzatore che funziona divinamente.

venerdì 4 marzo 2011

Lemon Curd


Se Dio vuole, sta finendo l'inverno! Beh, anche se ieri ha nevicato! ;o)) Comunque, il bello di questo periodo è il fatto che trovo gli agrumi dappertutto! Sono i miei preferiti; non importa se sono limoni, lime, arance, mandarini o kumquat: mi piacciono tutti! Quindi, in questi giorni mi sto dedicando alla preparazione delle conserve di questi frutti per poterli assaporare tutto l'anno. Per la marmellata di arance, uso sempre questa ricetta. Mentre c'è una cosa agrumata che mi intriga molto, anche se non l'ho mai provata, è il lemon curd. E' giunto il momento di farlo!
Poiché è una crema di limone della tradizione inglese, sono andata subito a cercare la ricetta sul sito di Nigella e la rivista Olive. Per ora non mi hanno mai delusa. Poi, mi ricordo che Sigrid fa diversi tipi di curd e sono andata a sbirciare anche la sua ricetta. Questa che troverete qui sotto è un compromesso, un taglia e cuci tra le tre che avevo letto. Devo dire che sono soddisfatta del risultato. Il lemon curd è un ottimo ripieno alle crostate ed è buono da spalmare sugli scones e muffin, o perchè no, provate a mescolarlo con la crema pasticciera o gelato alla vaniglia. Io lo mangerei anche a cucchiate, così, da solo! :o))

per 2 vasi di 300 gr circa

250 gr di zucchero
125 gr burro
3 limoni biologici, il succo (100 ml ca.) e la scorza
2 uova intere + 1 tuorlo

Fate sciogliere a bagnomaria il burro con la scorza di limone, grattugiata finemente. La Microplane è perfetta per lo scopo.
In un altro recipiente, sbattete e amalgamate le uova assieme allo zucchero. Aggiungete il succo di limone a filo, sempre sbattendo con una frusta, fino ad ottenere un'emulsione liscia.
Unite il composto al burro sciolto. Quindi, mescolate e cuocete, sempre a bagnomaria, fino a quando la crema si addenserà.
Versate il lemon curd ancora caldo nei vasetti sterilizzati e lasciate a raffreddare.
Conservate in frigorifero e consumate entro un mese.

sabato 26 febbraio 2011

Strudel di Banane e Cioccolato, audiovisivo!


Oggi la ricetta è incorporata nel filmato che vedete qui sotto! E' una mia video intervista realizzata dal Friuli Future Forum (FFF) per la rubrica "Cibo2020" del loro sito "3Flog". In questa occasione vorrei ringraziare Rossella, una food-blogger friulana trapiantata a Roma, per avermi messo in contatto con Chiara e Gianluca, i due addetti stampa del FFF. Entrambi i siti meritano di essere seguiti; grazie a loro sto scoprendo davvero tante cose sul territorio friulano.
Senza troppe parole, eccomi nella cucina da dove escono i piatti che vedete apparire in questo blog! :o)) Ah, una cosa, non fateci troppo caso se sbaglio la grammatica! ;p

domenica 20 febbraio 2011

Cheesecake di Crema Candita di Ricotta


Questa è una ricetta di cui sono molto orgogliosa. Ogni volta che preparo questo dessert, faccio rimanere a bocca aperta i miei commensali. Vi sembrerà complicato solo per via della presentazione, ma i suoi due elementi sono davvero facili e veloci da fare. Visto che sono stata generosa a svelarvi questa mia arma vincente, desidererei che almeno voi mi citaste tutte le volte che farete questo dolce! ;o)) 



per 8 cheesecake 



Pan di Spagna

3 uova, a temperatura ambiente

105 gr di zucchero semolato

75 gr di farina 00, setacciata

15 gr di acqua tiepida

1 cucchiaio circa di olio vegetale



Montate l'uovo e lo zucchero con una frusta elettrica per circa 10 minuti fino ad ottenere un composto spumoso e biancastro. La consistenza dovrebbe assomigliare a una mousse e quando alzate la frusta dovrebbe lasciare una traccia.

Aggiungete e amalgamate la farina, un cucchiaio alla volta. Mescolate delicatamente con una spatola facendo i movimenti dal basso verso l'alto. 
Infine, incorporate l'acqua, sempre con lo stesso movimento.

Rivestite 2 placche di misura 30x40 cm circa con la carta da forno. Con un pennello, ungetele leggermente con l'olio. Questo accorgimento evita che il pan di Spagna si attacchi troppo.
Dividete il composto nelle due placche e cercate di allargarlo con la spatola per fare uno strato sottile di 0,5 cm circa.

Infornate in un forno ventilato già caldo a 170°C per 8 minuti o fino alla doratura. 

Lasciate raffreddare a parte senza staccare.
Prendete un anello da pasticceria (o un bicchiere) di diametro 8 cm e ricavate 8 dischi da ogni placca.

Crema candita di ricotta
750 gr di ricotta fresca di buona qualità
250 gr di mascarpone
125 gr zucchero a velo + altro per decorazione

60 gr di frutta esotica candita (papaia e ananas)

40 gr di arancia candita + altro per decorazione

1 cucchiaino di acqua di fiori d'arancio (facoltativa) 



Tagliate la frutta candita a dadini.
In un'ampia ciotola, mescolate lo zucchero a velo con il mascarpone.

Passate la ricotta al setaccio con una maglia fina per ben 3 volte. Questo procedimento è molto importante per ottenere una consistenza cremosa e non granulosa, come succede con la ricotta.

Amalgamate la ricotta al mascarpone con una frusta e cercate di montare leggermente la crema per renderla più soffice.

Aggiungete la frutta candita e l'acqua di fiori d'arancio, mescolate delicatamente con una spatola, dal basso verso l'alto.

L'acqua di fiori d'arancio conferisce un profumo particolare, che mi ricorda il Medio Oriente e il sud della Spagna in primavera. Dovete usarla con parsimonia, altrimenti diventa nauseante. In alternativa, potete usare la buccia grattugiata di un'arancia non trattata.

Potete gustare questa crema subito, ma sarebbe meglio lasciarla in frigorifero per una notte prima di consumarla. In questo modo la frutta candita avrà il tempo per ammorbidirsi e darà più profumo alla crema.



Presentazione

Assemblate i cheesecake all'ultimo momento, giusto prima di servirli. Vi consiglio di munirvi di un anello da pasticceria. Lo potete trovare facilmente nei negozi casalinghi con un prezzo abbordabile. Prendete quello regolabile o quello di 8 cm che, a mio parere, è la misura ideale. E' un investimento utile che vi farà fare bella figura, non solo per assemblare i dolci cremosi ma anche per impiattare altre pieatanze. Altrimenti, pazienza, il vostro dolce sarà meno bello ma sarà buono lo stesso.

Appoggiate l'anello al centro del piatto e inserite un disco di pan di Spagna. Aggiungete 2-3 cucchiai di crema, cercando di distribuirla bene. Finite con un altro disco, con la parte dorata verso l'alto. Premete leggermente e tirate via l'anello delicatamente. 
Spolverate il cheesecake con lo zucchero al velo e decorate con qualche strisce di arancia candita.

Questa ricetta è stata scritta per la mia nuova rubrica settimanale di cucina. Da due settimane collaboro con il sito Udine20: se volete, ogni sabato mi potete leggere anche lì! :o))

giovedì 22 ottobre 2009

Curry di Pollo e Mele

Vi sembra un abbinamento un po' strambo? Anche a me sembrava troppo bizzarro quando l'ho visto fare per la prima volta da una mia ex-collega, Laura. Da buona orientale, nel curry ci metto le verdure con il latte di cocco o lo yoghurt, non la frutta! Sapevo che le mele stanno bene con la carne di maiale, ma con il pollo???
In quel periodo lavoravamo assieme per un locale nuovo. Dovevamo decidere un piatto unico da mettere sul menù e lei aveva suggerito questa ricetta. L'ha imparata da un ristorante dove ha lavorato, qui, nella provincia di Udine. Quel posto però, è conosciuto per la cucina friulana, non per la cucina indiana! Quando ho espresso i miei dubbi lei mi ha detto, "fidati, questo è il curry stile friulano!"

Aveva ragione, il risultato non era per niente azzardato, anzi! I nostri clienti non smettevano di chiedercelo. Ora (per fortuna) nessuna di noi lavora ancora per il locale, ma continuo a cucinare questo curry anche a casa. D'inverno è, addirittura, uno dei piatti che cucino spesso per cena. Ah, siamo in due a casa, ma lo faccio sempre in abbondanza, si sa che il curry è ancora più buono il giorno dopo!

per 4 persone:

400 gr di petto di pollo
4 mele golden
1/4 di cipolla, tritata
2 cm di zenzero fresco, sbucciato e grattugiato
3 chiodi di garofano
una stecca di cannella
1 cucchiaino di semi di coriandolo in polvere
1/2 cucchiaino di pepe di Caienna in polvere (facoltativo)
3 cucchiaini di polvere di curry madras
1 cucchiaino di curcuma in polvere
sale e pepe q.b.
olio di arachidi q.b., per soffriggere

Tagliate il petto di pollo a cubetti di 3x3 cm circa. Sbucciate e grattugiate le mele grossolanamente.
Scaldate a fuoco medio un po' di olio in un'ampia padella o, meglio ancora, in un wok. Soffriggete tutte le spezie, tranne la curcuma, per qualche secondo.
Appena sentite i profumi, aggiungete la cipolla e lo zenzero e fatteli stufare.
Unite il pollo e fatelo abbrustolire leggermente a fuoco vivace. Salate, pepate e mescolate ogni tanto per avere una doratura omogenea.
Abbassate di nuovo il fuoco e aggiungete le mele. Lasciate che rilasciano il succo e si appassiscano. Infine, aggiungete la curcuma e regolate di sale e pepe. Continuate la cottura mescolandolo di tanto in tanto.
Il curry è pronto quando il liquido di cottura si è rappreso (ridotto a circa la metà) e le mele sono diventate morbide e trasparenti. Servite con il riso bianco al vapore.

giovedì 15 ottobre 2009

Pere Sciroppate con Salsa al Cioccolato

E' arrivato l'autunnoooo!!! No, anzi, è arrivato l'inverno! Non sono per niente contenta, rivoglio disperatamente il caldo!!! :o(( Se potessi, andrei in letargo e mi risveglierei in primavera. Sì, come gli orsi! ;o) Così non devo convivere con le giornate fredde e buie! Ah, però magari mi sveglio un attimo a Natale! :o)
Con questo inizio di freddo, le pere si trovano in abbondanza. Il loro matrimonio con il cioccolato è un classico che vediamo più che altro in forma di torta, tra l'altro molto adatta con una tazza di tè per scaldarci. Ma devo ammettere che non sono proprio un'amante della torta di pere al cioccolato. Preferisco mangiare le pere così come sono o sciroppate. Quindi, anche se fa freddo, pere e cioccolato, li sposerei così:

per 6-8 persone

Pere sciroppate
6-8 pezzi (1,5 kg circa) pere morettino o kaiser
1 l + 1 ciotola di acqua

150 gr zucchero semolato
il succo e la scorza di un limone


Ricavate delle strisce di scorza di limone con un pelapatate e spremete il succo. Mettete a bollire 1 litro di acqua con lo zucchero, la scorza e metà del succo di limone. Girate lo sciroppo all'inizio per aiutare a sciogliere meglio lo zucchero.
Sempre con un pelapatate, sbucciate le pere senza staccare i piccioli. Sono belli da vedere e aiutano a tenere ferme le pere quando le mangiate. Immergete subito le pere sbucciate in una ciotola di acqua acidulata con il succo di limone rimasto, per evitare l'ossidazione.
Appena lo sciroppo prende il bollore, unite le pere e fate sobbollire per circa 15 minuti. Se usate le pere kaiser, cuocete per qualche minuto in più. Trascorso il tempo, spegnete il fuoco e lasciate a raffreddare nello sciroppo.
Dato che queste pere sciroppate non contengono tanto zucchero, conservatele in frigorifero e in un contenitore ermetico, per al massimo 2-3 giorni. Servite fredde (o a temperatura ambiente) con la salsa al cioccolato.
Se avete la fortuna di abitare in un posto con una temperatura adatta, un'aggiunta del gelato alla crema ci starebbe proprio bene.

Salsa al cioccolato
100 g di cioccolato fondente (minimo al 70% di cacao)
150 ml dello sciroppo di cottura

Tagliate il cioccolato in piccoli pezzi e scioglietelo a bagno-maria con un fuoco dolce. Il fondo della bastardella di inox (o della ciotola di vetro) non dovrebbe toccare l'acqua che sobbolle nella pentola sottostante.
Aggiungete lo sciroppo e amalgamate bene con una spatola di gomma. Non usate la frusta perché incorpora troppa aria e la salsa avrebbe troppe bolle. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
All'inizio vi potrebbe sembrare troppo liquida, ma mano a mano che si raffredda la salsa si addensa e ottiene la giusta consistenza a temperatura ambiente.
Se non la usate subito, conservatela in frigorifero, con l'accorgimento di tirarla fuori dal freddo circa 15-20 minuti prima dell'uso.

domenica 4 ottobre 2009

Torta di Mele con Farina Integrale

Al ritorno dalle abbuffate durante le vacanze, sto lottando per poter chiudere i miei pantaloni senza trattenere troppo il respiro. E' arrivato il momento per cercare di non esagerare e di mangiare meglio. Potessi ridurre anche i dolci, sarebbe ancora meglio. Purtroppo sta arrivando il freddo (vale a dire sotto i 22°C per il mio standard), quindi una tazza di tè caldo e un pezzo di torta stanno proprio bene per scaldarmi. Non so perché, una torta di mele mi da sempre l'idea di una torta "light", anche se non è sempre vero. Ovviamente, dipende da cosa ci mettiamo!


Uso spesso questa ricetta come base per fare la torta di mele. Potete usare anche la farina 00, la torta sarà buona lo stesso. Ma avevo appena preso questa farina da Orto sul Tasto, quindi volevo assolutamente provarla. Poi, quando mangio qualcosa con tante fibre, mi sento subito più sana! ;o)
La farina integrale ha bisogno di più liquido per ottenere la stessa consistenza della farina 00, quindi ho sostituito lo zucchero con il malto per dare più umidità. Se usate lo zucchero, il risultato finale sarà comunque buono ma otterrete una torta più secca. Preferisco il malto che, oltre a renderla più soffice, dà anche un retrogusto caramellato.
Se usate una tortiera di 24 cm di diametro, con questa ricetta si ottiene una torta bassa. Se la preferite alta, raddoppiate la dose o usate uno stampo di diametro 20 cm. Ah, non amo i dolci troppo carichi di zucchero, se ritenete di essere dei golosoni forse volete aumentare anche la dose del malto (dello zucchero) di 20 gr.

per 6-8 persone:

2-3 mele golden, dipende se usate lo stampo di 20/24 cm
il succo e la scorza di un limone
1 uovo
80 gr di malto di riso (o miele delicato)
125 gr farina integrale
8 gr (2 cucchiaini) di lievito per dolci
30 gr (3 cucchiai) di latte
65 gr di olio di cereali (o olio vegetale)
burro q.b. (10 gr circa)
zucchero a velo q.b. (facoltativo)

Sbucciate le mele, levate il torsolo e tagliatele a spicchi sottili di circa 0,5 cm. Bagnatele con il succo di limone per prevenire l'ossidazione.
Con l'aiuto di una frusta, sbattete le uova e il malto (o il miele) in una ciotola concava, affinché siano emulsionati bene. Quindi, aggiungete la scorza di limone. Setacciate la farina assieme al lievito, unite all'uovo e amalgamate. Incorporate il latte e, infine, l'olio.
Versate l'impasto nello stampo, imburrato e infarinato in precedenza. Cercate di coprire omogeneamente tutta la sua superficie. Inserite gli spicchi di mele a modo di cerchio, con i torsoli rivolti verso basso. Sistemate qualche fiocco di burro sulle mele, per non farle asciugare troppo.
Infornate in un forno ventilato già caldo a 170°C per circa 20-25 minuti, fino alla doratura. Servite tiepida, a fette con una spolverata di zucchero a velo se desiderate.

Un trucchetto che forse sapete già in tanti; per imburrare e infarinare le tortiere, uso raramente la farina perché lascia spesso una patina bianca sulla torta che, onestamente, è brutta da vedere. Preferisco usare, dunque, il pangrattato fino o il cacao per le torte di cioccolato.

domenica 9 agosto 2009

Torta Rovesciata di Fichi e Pinoli

Questa torta non è proprio dietetica. Di conseguenza, non è per chi si preoccupa del suo aspetto in costume da bagno! Io preferisco dover cambiare la taglia che rinunciare ai fichi, così ho anche una scusa per fare shopping! ;o) Se volete renderla più leggera potete sostituire il burro con l'olio vegetale, ma il risultato finale è decisamente meno buono. Un consiglio: la compagnia di una pallina (o due) di gelato ai pinoli renderebbe questa torta e le vostre cavie ancora più felici. ;o)
La dose riportata qui sotto è per una tortiera di 18 cm di diametro, per 6-8 persone. Raddoppiatela per uno stampo più grande.

4-6 fichi non troppo maturi, tagliati in 4 spicchi
210 + 65 gr di zucchero di canna biondo
70 ml di acqua

1 uovo
la scorza e il succo di 1/2 limone
, non trattato
65 gr burro liquefatto + altro per ungere lo stampo
80 gr di farina 00, setacciata
6 gr (1 cucchiaino) di lievito per dolci
20 gr (2 cucchiai) di latte
20 gr di pinoli, tostati

Sciogliete, a fuoco medio, 210 gr di zucchero con l'acqua. Appena lo sciroppo prende il bollore, aggiungete i fichi. Fateli cuocere per circa 3 minuti, girandoli ogni tanto in modo che siano velati di sciroppo. Togliete dal fuoco quando si ammorbidiscono leggermente.
Preriscaldate il forno ventilato a 160°C (170°C statico). Rivestite la tortiera con la carta di forno e ungetela con il burro. Cospargete il fondo dello stampo con i pinoli. Sistemate i fichi a modo di fiori, alternandoli tra il lato della buccia e il lato della polpa, e versate circa un terzo dello sciroppo.
In una ciotola, sbattete l'uovo e 65 gr di zucchero. Aggiungete il burro (sciolto in precedenza per qualche secondo nel microonde, a temperatura più bassa) e amalgamate bene. Unite la scorza e il succo di limone. Incorporate la farina e il lievito e, infine, il latte. Versate l'impasto delicatamente, una cucchiaiata alla volta, sopra i fichi sciroppati. Infornate per circa 25-30 minuti, fino a quando la torta non si è dorata e uno spiedino di bambù non esce pulito dal centro di essa.
Rovesciatela in un piatto piano in modo che il fondo diventi la superficie. Servite tiepida a fette. Inumidite la fetta con lo sciroppo rimasto, qualche pinolo tostato e, ribadisco, del gelato ai pinoli.

domenica 19 luglio 2009

Torta di Mousse allo Yogurt e Frutti di Bosco

Al mercato sono arrivati dei bellissimi e freschissimi frutti di bosco, ed ecco una torta estiva per fargli onore come si deve! Quando sono freschi preferisco non cuocerli e il connubio con lo yogurt, secondo me, è una fine molto dignitosa!
Se non avete voglia di accendere il forno per fare il pan di spagna, potete versare la mousse direttamente nei bicchierini e decorarli con i frutti di bosco. Ma, credetemi, questo sforzo in più ha un suo perché e vi sentirete più gratificati. ;o)

per 4-6 persone

Pan di Spagna:
1 uovo (a temperatura ambiente)
35 gr di zucchero semolato (o 25 gr di fruttosio)
25 gr di farina, setacciata
5 gr di acqua calda (non bollente) olio vegetale q.b.

Montate l'uovo e lo zucchero con una frusta elettrica per circa 10 minuti fino ad ottenere un composto spumoso e biancastro. La consistenza dovrebbe assomigliare una mousse e quando alzate la frusta dovrebbe lasciare una traccia. Aggiungete e amalgamate la farina delicatamente con una spatola, facendo i movimenti dal basso verso l'alto. Infine, incorporate l'acqua, sempre con lo stesso movimento.
Spennellate una tortiera a cerniera di diametro 18 cm con un po' di olio vegetale. Tagliate 2 pezzi di carta da forno per rivestirla; uno rotondo con il diametro di 22 cm per il fondo e una striscia lunga (60 x 6 cm) per il bordo. Ungete leggermente anche la carta, questo accorgimento aiuta la torta e la mousse a non attaccarsi troppo. Versate il composto, cercando di livellarlo il più possibile, e infornate a 170°C per circa 10-12 minuti. Verificate la cottura con uno stecchino di bambù o premete leggermente la parte centrale della torta (dovrebbe essere resistente al tatto e non si sgonfia). Lasciate raffreddare a parte senza staccarla dallo stampo.

Mousse allo yogurt e frutti di bosco:
200 ml di panna fresca fredda (a temperatura frigo)
1 vaschetta da 170 gr di yogurt greco intero (classico)
50 gr di zucchero semolato (o 35 gr di fruttosio)
1 foglia (3 gr) di gelatina
125 gr di more
125 gr di lamponi
125 gr di mirtilli
zucchero a velo q.b.

Mettete 2 cucchiai di panna in un pentolino e la gelatina in ammollo nell'acqua fredda. Montate a neve ferma il resto della panna con 1/3 dello zucchero e conservate in frigorifero. Con una frusta, mescolate lo yogurt e lo zucchero rimasto. A fuoco basso, fate intiepidire la panna messa a parte e fateci sciogliere dentro la gelatina (precedentemente strizzata). Aggiungetela a filo e amalgamatela allo yogurt. Con l'aiuto di una spatola, incorporate la panna montata, uno o due cucchiai alla volta, con i movimenti dal baso verso l'alto. Versate la mousse sopra il pan di spagna e decorate con i frutti di bosco, premendoli leggermente. Lasciate in frigorifero a solidificare per circa 2-3 ore, dopodiché potete toglierla dallo stampo e trasferirla delicatamente in un piatto di portata. Servite a fette con una spolverata di zucchero a velo.

mercoledì 15 luglio 2009

Fresh Lemon and Lime Soda

Con questa ondata di caldo (finalmente!!!) ci vuole una bibita dissetante, ed ecco una delle mie preferite. Potrebbe ricordarvi il mojito, però è analcolica ed è senza l'aggiunta della menta. Potete farla sia con limone sia con lime o, perché no, con tutti e due.

Tagliate un limone o un lime in sei spicchi. Spremete direttamente nei bicchieri il succo di 2 spicchi di lime o di limone ciascuno. Aggiungete 1 cucchiaio raso di zucchero di canna e qualche cubetto di giacchio. Versate la soda fino ad arrivare a un terzo del bicchiere e mescolate per far sciogliere lo zucchero. Infine, riempite i bicchieri con la rimanente soda e servite. In genere, ci vogliono 2 bottiglie piccole di soda per fare 2-3 bicchieri di bibite.

Ah, la bibita non è una mia invenzione. L'ho copiata da una grande catena di ristoranti noodles, "Bakmi GM", molto amata dagli Indonesiani. Se capitate per caso nell'arcipelago, vi consiglio vivamente di provare il loro classico "Bakmi Ayam", ovvero, dei tagliolini al pollo serviti con una ciotola di brodo a parte; sono semplicemente i noodles più buoni che abbia mai mangiato!!! Da bere, ovviamente, il loro "fresh lemon soda". Siete un po’ perplessi dell'abbinamento noodles-limonata? Allora bevete prima la bibita per dissertarvi (che in Indonesia aiuta sicuramente), poi mangiate i noodles e dopo potrete bere quello che volete! ;o)

giovedì 2 luglio 2009

Strudel di Mele

Questi giorni, qui, si svendono le mele, soprattutto tipo golden di origine friulana. Mi domandavo se i contadini o i negozianti devono venderle prima che comincino ad appassire. Nonostante questo dubbio, non ho resistito a comperarne tante. Erano ancora belle e sode, peccato che non erano più ottimali da mangiare crude. Per fortuna, non mangio quasi mai le mele come frutta da tavola, non mi fanno impazzire. Le trasformo sempre in dolci, così sì che mi piacciono un sacco. Ecco, quindi, quello preferito da mio marito. Lo faccio spesso perché, con la sfoglia già pronta e stesa, si sta poco a preparare.
Per quanto riguarda la pasta sfoglia, un giorno vi racconterò come si fa. Dovete avere la pazienza e circa 2 ore a disposizione per farla bene però, eh!

Per 5-6 persone:

1 confezione (230gr) di pasta sfoglia (tra quelli che si trovano in commercio, preferisco Buitoni)
3 mele golden o granny smith
3 cucchiai di zucchero di canna

1 cucchiaino di cannella
una manciata (50 gr) di uvetta cilena

1 limone
una noce di burro

1 cucchiaio di farina

1 cucchiaio di pangrattato

1 uovo
sbattuto e diluito con 1 cucchiaio di latte
zucchero a velo q.b. (facoltativo)

Sbucciate e tagliate le mele a cubetti. Con un pelapatate, ricavate delle strisce di scorza di limone (senza prendere la parte bianca) e spremete il suo succo sulle mele per prevenire l'ossidazione. A fuoco medio, fate sciogliere il burro in una padella e versate le mele. Aggiungete lo zucchero, la scorza di limone, la cannella e le uvette. Dopo un paio di minuti, le mele cominciano a rilasciare il loro liquido. A questo punto, aggiungete la farina (setacciata) e mescolate velocemente. Appena l'acqua si raddensa e ottiene la consistenza di una salsa, spegnete il fuoco. Unite il pangrattato e mescolate in modo che si distribuisca sulle mele uniformemente. Togliete le scorze di limone e mettete il ripieno a parte a raffreddare. L'aggiunta della farina fa sì che il liquido rilasciato dalle mele (anche durante la cottura in forno) diventi una specie di crema. Questo vi permette di usare poco pangrattato che, a mio avviso, rovina il sapore del ripieno. Inoltre, non correte il rischio di avere la sfoglia umida e sgonfia.

Se volete avere la forma di strudel come nella foto, prendete la sfoglia rotonda e ricavate 10 cerchi con un coppapasta o un bicchiere rovesciato. Dividete il ripieno in 5 parti uguali su 5 dischi di sfoglia, lasciando liberi 1 cm di bordo. Adagiate gli altri 5 dischi sopra, allargandoli leggermente con le mani. Unite e chiudete e, con una forchetta, premete i bordi (precedentemente spennellati con l'uovo sbattuto).
Per la forma classica, vi consiglio di prendere la pasta sfoglia quadrata che evita lo spreco ed è più semplice da piegare. Srotolate la sfoglia con i lati più lunghi in orizzontale. Adagiate il ripieno sulla sfoglia, cercando di dargli una forma rettangolare. Lasciate liberi circa 5 cm del bordo inferiore e 3 cm dei bordi laterali. Riempite di ripieno soltanto 2/3 dello spazio rimanente.
Spennellate i bordi con l'uovo sbattuto e portate il lato superiore della sfoglia a coprire il ripieno. Infine, infilate la parte in eccesso sotto, così non si aprono durante la cottura.

La fase successiva è uguale per entrambe le forme: spennellate 2 volte la superficie dello strudel con l'uovo sbattuto e bucherellate generosamente con una forchetta. Infornate in un forno ventilato già caldo a 200°C per 20 minuti (15 minuti per quelli piccoli). Dopodiché, abbassate la temperatura a 180°C e continuate la cottura per altri 5-10 minuti, fino a quando la sfoglia si è ben dorata. Servite con una spolverata di zucchero a velo e, dato che è l'estate, del gelato alla vaniglia.
Nella foto: ho aggiunto nel 500 gr di gelato una decina di biscotti spekulaas sbriciolati con il robot.

mercoledì 24 giugno 2009

Salatini al Cardamomo con Marmellata di Arance

Avevo fatto una marmellata di arance e desideravo usarla per questo rinfresco. L'idea per questi biscotti salati mi è venuta dal fatto che qui, in Italia, trovo spesso i formaggi (quindi, salati) accostati alla frutta o mostarda. Ho aggiunto del cardamomo nella frolla per renderli più “esotici” e profumati. Mi piace molto l'abbinamento cardamomo-arance da quando, un giorno, ho fatto una torta marocchina di semolino con lo sciroppo di arance al cardamomo (prima o poi, condividerò con voi la ricetta anche di quest'ultima!). Al posto del prosecco, li ho serviti con il tè freddo alla menta.


Marmellata di arance (per circa 320-340 gr)
3 grosse arance bionde (tipo navel) biologiche/non trattate
circa 150 gr di zucchero (o 1/3 del peso netto della frutta)

Ricavate delle strisce di scorze di arance con un pelapatate (cercando di prendere solo la parte arancione) e tagliatele a julienne. Sbucciate le arance e pulite la parte bianca della buccia il più possibile, ma lasciate pure le pellicine, un po’ di amarognolo ci sta bene. Tagliate la polpa a dadini e pesate assieme alla scorza. Trasferitele in una casseruola larga di inox col fondo pesante. Unite lo zucchero dal peso pari a un terzo del peso netto della frutta, cioè la polpa e la scorza. A fuoco medio, portate il tutto a ebollizione e mescolate per far sciogliere meglio lo zucchero. Appena prende il bollore, abbassate la fiamma e continuate la cottura a fuoco dolce. Mescolate di tanto in tanto per evitare che la marmellata si attacchi. Se dovesse creare tanta schiuma, toglietela con una schiumarola. Quando il liquido si è ridotto a circa la metà, frullate il tutto con minipimer, finché ottenete la grossezza desiderata. Io la preferisco non tanto vellutata, mi piace avere ancora dei pezzi di scorza per dare un aspetto più rustico. Continuate la cottura ancora e mescolate spesso fino a quando la marmellata non si è ristretta a un terzo del volume originale.
Per sapere se la consistenza è giusta, fate questa prova: soffiate la marmellata attaccata sul cucchiaio di legno, dovrebbe lasciare una traccia che assomiglia a un fiore. Se avete le mani d’amianto, potete anche provare a fare una riga verticale sul cucchiaio. Se la riga non si dissolve, la marmellata è pronta.
Versate la marmellata ancora bollente in un barattolo caldo e sterilizzato. Chiudetelo e capovolgetelo in una superficie piatta fino al completo raffreddamento. Questo passaggio dovrebbe creare l'effetto sottovuoto. Per una maggiore sicurezza potete far bollire il barattolo per circa 20-30 minuti e lasciarlo nell'acqua fino a quando non si raffreddi.

Salatini al cardamomo
200 gr farina 00
2 g (una punta di un cucchiaino) di lievito per dolci
30 gr di grana, grattugiato
sale q.b. (circa 1 cucchiaino)
120 gr burro freddo, tagliato a cubetti
1 uovo, separate il tuorlo dall'albume
20 gr di latte + un cucchiaio per diluire l'albume d’uovo
3 bacche di cardamomo verdi

Con la lama di un coltello schiacciate le bacche di cardamomo in modo che si schiudano. Tostatele a fuoco basso finché le bucce sono dorate. Sbucciate e riducete solo i semini in polvere con un mortaio. Se non volete fare tutto questo, potete anche usare una punta di un cucchiaino di cardamomo in polvere, ma il risultato è meno profumato. In un contenitore o su un piano lavoro setacciate la farina assieme al lievito. Aggiungete e mescolate bene il cardamomo, il sale e il grana. Unite il burro e pizzicate l'impasto fino a ottenere una consistenza sabbiosa. Sbattete leggermente il tuorlo con 20 gr di latte e incorporate all'impasto. Lavorate velocemente fino a quando riuscite a formare una palla. Coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigo per almeno mezz'ora.
Passato il tempo di riposo, stendete l'impasto tra due fogli di carta da forno fino ad avere lo spessore di circa 0,5 cm. Tagliate a triangoli (che ricordano la forma del formaggio) o a sagoma desiderata. Spennellate le superfici dei biscotti con l’albume diluito con un po' di latte. Infornate a 165°C (175°C se statico) per circa 10-15 minuti, fino alla doratura.