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lunedì 14 ottobre 2013

Cupcake al Cioccolato e Fico



Sto passando delle giornate impegnatissime in queste ultime 2 settimane e ne avrò almeno altre due così! Aiutoooo! Però, giusto per non farvi pensare che stia sparendo di nuovo, ecco una ricetta di un dolcetto! L’ho fatto circa un mese fa, quando i fichi si trovavano in abbondanza. Se non riuscite più a trovare gli ultimissimi dall’albero dei vostri vicini di casa, potete sostituirli con le pere, magari quelle minutine di tipo Coscia. In questo caso, penso vi basterà un quarto di pera per ogni cupcake. Levate il torsolo, però!

per 6 cupcake

60 gr burro morbido (non sciolto!)
60 gr zucchero
1 uovo
50 gr farina autolievitante
15 gr cacao amaro
3 fichi

Montate il burro morbido con lo zucchero con una frusta elettrica, a pomata, fino a quando si sia raddoppiato di volume e abbia raggiunto una colorazione pallida. Inserite e amalgamate l'uovo. Non vi preoccupate se il composto sembra che si stia cagliando o separando. Diventerà di nuovo liscia quando aggiungerete gli ingredienti secchi.
Mescolate la farina con il cacao e setacciate. Unite delicatamente al burro montato con la spatula.
Rivestite gli stampini di muffin con i pirottini e riempiteli con l'impasto fino a 2/3 dell'altezza. Vi consiglio di usare il dosa gelato per questo procedimento, una pallina di impasto per ogni pirottino.
Sbucciate i fichi e divideteli in due. Inserite mezzo fico al centro di ogni cupcake con il lato tagliato in su.
Infornate a 170°C (ventilato) per circa 15 minuti fino a quando i fichi si siano leggermente caramellati e i cupcake siano cotti. Controllate inserendo uno stecco di bambù diagonalmente, visto che nel mezzo c'è il fico! ;)
Lasciate raffreddare prima di decorarle con la ganache montata.

Ganache al cioccolato
100 gr cioccolato fondente al 70% cacao
100 ml di panna fresca

Scaldate la panna su una fiamma dolce fino a raggiungere quasi il bollore. Spegnete il fuoco e unite il cioccolato a pezzi piccoli. Mescolate con la frusta o il mini pimer fino a quando il cioccolato si sia sciolto.
Adagiate il pentolino su un boul di giacchio e montate con la frusta fino ad ottenere una crema montata.
Inserite nella sac a poche con una bochetta a stella chiusa e decorate le cupcake con la crema.
Ho trovato questo tutorial molto utile per capire come fare delle rose con la ganache o la crema al burro.
Quando fa freddo, come lo è già in questo periodo, la ganache si solidifica velocemente e dovete usarla subito per poterla lavorare facilmente. Se vedete che la crema fa fatica a uscire dalla bocchetta, lasciate un attimo che arrivi alla temperatura ambiente. 
A dire la verità, ho scoperto che il phone per i capelli funziona una meraviglia per aiutarci in questa fase. :p Accendetelo al minimo, tenete distante di circa 20 cm dalla sac à poche e scaldate girandola di continuo. Questo serve per "staccare" la parte esterna della crema dal bordo della sacca e farla scivolare meglio.
Questa quantità di ganache è sufficiente per coprire 6 cupcake con delle rose grandi o 12 cupcake con delle rose piccole.

venerdì 29 giugno 2012

Frozen Yoghurt alla Frutta


Okay, qui, in Italia, il buon gelato non manca. Solo in zona centro a Udine abbiamo, beati noi, tante gelaterie di buon livello. Per combattere il caldo, però, non posso consumare una vaschetta da 500 da sola, correndo il rischio che tutta quella panna e uova mi vada sui fianchi! Soprattutto perché l'unico sport che pratico, ogni tanto :)), è la pulizia di casa! Per questa ragione, ho sempre preferito il "frozen yoghurt", ovvero lo yogurt congelato, che, a mio parere, è più dissetante e mi fa sentire più in pace con me stessa anche quando lo consumo in quantità industriali. :)

A Jakarta possiamo trovare almeno 2-3 chioschi di frozen yoghurt in ogni centro commerciale (che, per noi, sono l'equivalente del centro città). Funziona come nelle gelaterie, scegliamo la grandezza della coppetta poi il topping desiderato; variano dalla frutta fresca alle noci, al cioccolato fino al muesli e perfino al mais (!) e al mochi, un dolcetto asiatico fatto di riso glutinoso. Ahimè qui, a Udine, ho trovato solo due venditori ed entrambi mi hanno soddisfatto poco. Perciò ho provato a fare il frozen yoghurt da sola. Non è poi così difficile, dobbiamo solo avere un po' di pazienza nel frullare lo yogurt congelato ogni 2 ore per 2-3 volte come per fare la granita o il sorbetto. Se avete una gelatiera questa rottura si può benissimo evitare.

per 500 gr di frozen yoghurt (circa 8-10 palline)

250 gr di yogurt intero

250 gr polpa di frutta della stagione

circa 50 gr di zucchero, dipende dal gusto personale e dalla dolcezza della frutta scelta
qualche goccia di succo di limone/lime

Inserite tutti gli ingredienti nel frullatore e riducete in purea fino a quando la polpa di frutta si amalgama allo yogurt.
Se avete la gelatiera, dovete solo mettere questo composto di yogurt nella macchina e lasciare che lei faccia il suo dovere. Il risultato sarà sicuramente migliore rispetto al metodo casalingo che ho usato.
Altrimenti, mettete in un contenitore e ponete nel congelatore per circa 2 ore. Il mio congelatore arriva a -18°C, quindi, se avete uno meno freddo, impiegherà più tempo.
Frullate con il minipimer per rompere i cristalli di ghiaccio. Se vedete che lo yogurt è troppo duro, aspettate 5-10 minuti per renderlo più morbido prima di frullare.
Riponete di nuovo nel congelatore e ripetete questo procedimento per 2-3 volte.
Prima di servire, tirate fuori il frozen yoghurt dal congelatore per 5-10 minuti e frullate di nuovo per avere una consistenza più vellutata.
Decorate con i pezzi della stessa frutta fresca usata nel frozen yoghurt.

giovedì 24 novembre 2011

Pumpkin Pie


Dai, approffito. Visto che sono K.O. sul divano e devo mettere in prova questa chicca qui, quasi quasi scrivo un post! E' ancora ora direi, no? ;) Visto che oggi gli americani stanno celebrando Thanksgiving e nella loro tavola bandita spesso c'è la pumpkin pie come dessert. A forza di vedere la zucca ovunque, ho pensato di preparare questo dolce che mi incuriosiva da anni. La versione che trovate qui sotto è una mia interpretazione libera di tantissime ricette che ho trovato in rete. Spesso richiedono la purea/polpa di zucca in latta che negli Stati Uniti immagino si trovi facilmente in commercio. Non avendola mai avuta sottomano non ne conosco la consistenza. Quindi, di mia iniziativa, in alternativa ho usato la polpa di zucca cotta nel forno.
La dose riportata qui sotto basta per uno stampo da crostata di 20 cm di diametro, 5 stampi di 12 cm, o tantissime mini pumpkin pie. Non le ho contate, a dire la verità, ma dovreste riuscire a farne 20-25 pezzi.

Quelle crostatine mignon che vedete nella foto le avevo preparate per un incontro organizzato da Annamaria di Coworking Udine, che faceva parte di un ciclo che s'intitola "Conversazioni con....". In questa occasione era una "Conversazione con... 3 foodbloggers"; con Maria Grazia Menegon di Piatti più in Là, Rossella di Ma Che Ti Sei Mangiato (sì, quella dei Blecs ;)), che mi ha gentilmente coinvolta. E' stata una bellissima serata, anche perché ho potuto finalmente dare volto alle splendide amiche di twitter, Sara Rocutto, Elena Roppa, Elena Tubaro e sua sorella Sara. Inoltre, sono venute a salutarci anche altre due blogger udinesi Cristina e Gabriella, che tra l'altro ha preparato più biscotti di noi tre! Grazie, Gabah! :) Ah, se siete curiosi e volete sapere com'è andato, cliccate qui per vedere l'intervista realizzata per Friuli Future Forum e qui se volete vedere quasi tutto l'incontro.

Ora arriviamo alla ricetta!

Pasta frolla base:
125 gr di farina 00
50 gr di zucchero a velo
75 gr di burro freddo
1 tuorlo d'uovo
cannella in polvere, facoltativa

Procedimento a mano:
Setacciate la farina assieme allo zucchero e la cannella e poneteli in una ciotola.
Unite il burro freddo tagliato a tocchetti piccoli e amalgamate alla farina pizzicandolo con le punte delle dita fino a ottenere una consistenza sabbiosa.
Incorporate il tuorlo cercando di compattare l'impasto.
Lavorate fino a quando riuscite a formare una palla.
Coprite la frolla con la pellicola e lasciate a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti prima di stenderlo.

Procedimento col robot o con la planetaria:
Setacciate la farina assieme allo zucchero e la cannella e poneteli nel robot assieme anche al burro freddo tagliato a tocchetti piccoli.
Fate girare la lama o la frusta fino a ottenere una consistenza sabbiosa.
Incorporate il tuorlo e fate girare di nuovo la macchina fino a quando l'impasto si sarà compattato, staccandosi dal bordo e formando una palla.
Coprite la frolla con la pellicola e lasciate a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti prima di stenderlo.

Crema di zucca:
1 kg di zucca butternut (per ottenere circa 400 gr di polpa cotta)
150 gr di zucchero semolato
2 uova
200 ml di panna fresca
30 gr di maizena
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
un pizzico di noce moscata, grattugiata fresca

Sbucciate e tagliate la zucca a cubettoni. Adagiateli su una placca e infornate a 170-175°C per circa 20 minuti fino a quando sarà cotta, tenera e avrà perso la maggior parte della sua acqua. Va benissimo anche se i bordi sono leggermente dorati. Lasciate a raffreddare a parte.
Solitamente, da circa 1 kg di zucca potete ottenere attorno a 400 gr di polpa cotta, ma dipende sempre dal contenuto di acqua all'interno. Se ne avete di più, usate quella avanzata per fare altre ricette! ;)
Appena raffreddata, mettete la zucca assieme al resto degli ingredienti per la crema nel robot e frullate fino ad ottenere una crema liscia.

Trascorso il tempo di riposo, stendete la frolla fredda con un matterello su un piano di lavoro leggermente infarinato. Lo spessore e la misura dipendono dalla grandezza del vostro stampo.
Per le le mini pie o le crostatine, stendete la frolla fino ad avere lo spessore di una moneta di 20 centesimi e tagliatela con una coppapasta (o un bicchiere o una ciotola rovesciati) di 2 cm di diametro più grandi del vostro stampino. Mentre per uno stampo di 20 cm, stendete la frolla per ottenere uno spessore di una moneta di €2.
Fate aderire la frolla per coprire tutta la superficie dello stampo premendolo leggermente con le vostre dita.
Bucherellate il fondo con una forchetta e versate la crema fino a 0,5 cm dal bordo.
Infornate a 170-175° (ventilato) per 15-20 minuti per le crostatine o circa 35 minuti per la crostata.
La frolla deve essere dorata e la crema rassodata ma ancora leggermente wobbly ("traballante") al centro.
Lasciate la crostata a raffreddare completamente prima di toglierla dallo stampo.
Servite con la panna montata e una spolverata di cannella se non siete a dieta! ;)

giovedì 29 settembre 2011

Dolci Bocconcini alle Mandorle e Canditi


Allora, è arrivato il momento che Laura ha aspettato con tanta pazienza da due mesi!!! ;p Ecco finalmente la ricetta dei dolcetti che ho portato a casa di Carola per il pranzo al pescheto. A dire la verità, mi ero ispirata al M'hanncha, un dolce tipico marocchino ripieno di mandorle a forma di serpente, ma poi non sono riuscita ad arrotolarlo senza spezzare tutto. Alla fine ho deciso di trasformarlo in "salsicciotti"! :D
Allora, vi dico già subito che tra gli ingredienti ci sarà una spezia rara di difficile reperibilità ma sono riuscita a trovarla qui a Udine!!! :D Ho scoperto che a pochi passi da casa mia esiste un'azienda importatrice di droghe (legali!) del mondo e fornitore di vari negozi chic, tra cui Abitare il Thempo; un grazioso negozio di tè, spezie e sali pregiati in Piazza Matteotti (a.k.a. Piazza San Giacomo, a.k.a. Piazza delle Erbe) via delle Erbe.
Questa spezia si chiama fava tonka e siate pronti a lasciare la paga di circa 3 ore di lavoro da dipendente per comperare un barattolo di 200 gr (circa) di questa meraviglia. E' un investimento, ma non ve ne pentirete! Questa fava va usata con parsimonia come la noce moscata e la dovete grattugiare sul momento. Secondo il mio naso ;), questa unica spezia racchiude in sé i profumi di vaniglia, cacao e noce moscata con un sentore di pepe di Giamaica (Pimento) e un leggero accenno di chiodi di garofano. In mancanza di questa fava, usate un pizzichino di ogni spezia sopraelencata.

per 12 rotoli (60 pezzi di dolcetti circa)

1 pacco di 500 gr di pasta filo (12 fogli)
2 uova intere
200 gr di zucchero a velo
200 gr di burro ammorbidito
200 gr di farina di mandorle o mandorle pelate ridotte in farina
100 gr di farina 00, setacciata
1 cucchiaino di acqua di fiori d'arancio
1/2 fava tonka, grattugiata sul momento
30 gr circa scorza di arancia candita, tagliata a dadini
30 gr circa di zenzero candito / sciroppato tagliato a dadini
125 gr di burro sciolto, per imburrare la pasta filo

per la bagna
150 gr di miele d'arancio
150 gr di acqua

per la guarnizione
50 gr di scaglie di mandorle tostate

Per prima cosa, togliete la pasta filo dal freddo se l'avete conservato in frigorifero. Dovete portarla alla temperatura ambiente prima di srotolarla e lavorarla per evitare che si spacchi.
In una bastardella amalgamate con una frusta le uova e lo zucchero, non serve che li montiate. Anzi, più aria incorporate all'impasto, maggiore sarà il rischio che i vostri rotoli scoppino. Quindi, amalgamate anche il burro ammorbidito.
Successivamente, con l'aiuto di una spatola, unite la farina di mandorle, la farina 00, l'acqua di fiori d'arancio, la fava tonka e i canditi.
Trasferite questa crema in una tasca da pasticciere (sac à poche) con una bocchetta tonda e larga (Ø 14 mm), per facilitarvi il lavoro di farcitura.
Srotolate la pasta filo e prendetene 1 foglio e pennellatelo di burro sciolto. Intanto, coprite gli altri fogli con un panno umido per evitare che si secchino.
Ponete 2 strisce del ripieno a circa 3 cm dal bordo inferiore della pasta filo imburrata, arrotolate e chiudetela a modo di busta, come uno strudel per intenderci. Pennellate la superficie con altro burro e bucherellate con una forchetta.
Continuate il procedimento per gli altri 11 piccoli strudel e trasferiteli in due placche da forno, in modo che non si appicchino.
Cuocete a 200°C (ventilato) fino alla doratura, ci vorranno circa 10-12 minuti. Nello stesso momento potete anche tostare le mandorle a scaglie in un'altra placca per un minuto.

Nel frattempo, preparate lo sciroppo di miele per la bagna. Versate i due ingredienti in un pentolino e cuocete fino a quando il miele si è diluito e l'acqua arriva al bollore.
Versate questo sciroppo sui vostri rotoli mentre sono ancora caldi e cospargeteli di mandorle tostate.
Tagliate a tocchetti e servite tiepidi o freddi assieme a una bella tazza di tè.

Ora, se vi posso dare un consiglio ;)), questi rotoli si sposano meravigliosamente con il tè Earl Grey Yin Zhen di Dammann Frères che potete acquistare alla singolare Illyteca a Trieste. Vi assicuro che ne vale il viaggetto!

giovedì 22 settembre 2011

Pesche all'Amaretto

Visto che negli ultimi due post ho fatto accenno alle pesche, ora vi passo una ricetta a base di questo frutto. Non ho usato le pesche bianche di Carola, quelle me le sono mangiate così e usate per fare i Bellini, erano trooooppo buone!
[Quindi, Laura, perdonami, so che ho promesso di pubblicare la ricetta di quel dolcetto alle mandorle, ma devo smentirmi! Scrivo prima questa, visto che fra poco non troviamo più le pesche! :)) Ma poi arriverà davvero anche quella!]
Allora, immagino che tanti di voi abbiano già preparato (magari anche spesso) queste pesche all'amaretto, ma per me è stata la prima volta. Non mi sono documentata più di tanto prima di mettermi lì a sbriciolare i biscotti. Ho voluto farle subito, ero molto curiosa di queste pesche che miei amici del Caffè Grosmi Udine [lo so, vi ho promesso anche un post su questo posto! ;) Gesù, quante promesse faccio?!], metà friulani - metà piemontesi, mi hanno raccontato con gioia! 
Metto le mani in avanti, le ho fatte in modo approssimativo, in base al racconto della loro mamma, Luciana. Quindi, se non sono fatte a regola d'arte Piemontese, pazienza, comunque il risultato finale era piaciuto assai a me e alla cavia! ;))

per 2-4 persone (dipende dal grado di golosità)

2 pesche gialle grosse, mature e sode, su cui ricavare
60 gr di polpa di pesca
60 gr di amaretti, sbriciolati
25 gr di fette biscottate, sbriciolate
20 gr di cioccolato fondente 70%, grattugiato grossolanamente
10 gr di cacao
burro, per imburrare

per servire
gelato alla vaniglia
mandorle a scaglie
, tostate
amaretti, sbriciolati

Dividete le pesche in due, seguendo la riga naturale del frutto, e denocciolate.
Con uno scavino, ricavate un po' di polpa (60 gr in totale) dalla parte centrale delle pesche, cercando di mantenere dei buchi rotondi.
Schiacciate la polpa con una forchetta e unite gli amaretti, le fette biscottate, il cioccolato e il cacao amaro.
Mescolate fino ad ottenere un composto leggermente appiccicoso e formate quattro palline di ugual misura.
Inseritele nei 4 spicchi di pesche cercando di dare la forma del nocciolo.
Se siete precisini come me ;), bagnate leggermente una forchetta e disegnate delle righe curve come quelle del seme vero.
Imburrate leggermente una pirofila e sistemate le pesche in modo che stiano diritte. Tagliate qualche millimetro della parte sottostante se serve.
Infornate a 175°C per 25 minuti circa fino a quando le pesche si ammorbidiscono e il ripieno è leggermente croccante all'esterno.
Lasciate a raffreddare a parte. Servite tiepide o fredde con il gelato, le mandorle tostate, qualche briciolo di amaretti e un giro della "salsina" che le pesche avranno rilasciato durante la cottura.

martedì 9 agosto 2011

Klappertaart: un dolce cremoso al cocco

Siete già in partenza? Beati voi! Per chi, come me, deve pazientare ancora, viaggiamo almeno virtualmente, va'! Che ne dite, andiamo in Indonesia, il mio paese, con questo dolce goloso a base di cocco? Si chiama Klappertaart, una parola composta che in olandese vuol dire letteralmente “torta di cocco”, ma di fatto è un dolce al cucchiaio. L’Indonesia era rimasta per un lunghissimo periodo sotto l’occupazione dei Paesi Bassi, inevitabilmente qualche loro influenza è rimasta tuttora anche nell’arte culinaria.

Nella ricetta originale si usa la polpa di cocco giovane, quando è ancora tenera. Sarebbe meglio usarla fresca da un frutto appena aperto ma, per ovvie ragioni, qui sarebbe quasi impossibile. Comunque, nei negozi di alimentari orientali potete trovare la polpa sciroppata in lattine. Questo budino è tra i miei dessert indonesiani preferiti, spero piacerà anche a voi.

per 12 porzioni

4 uova, separate l’albume e i tuorli

160 + 40 gr di zucchero semolato

40 gr (2 cucchiai colmi) di maizena

400 ml latte di cocco

400 ml latte intero

1 baccello di vaniglia

180 gr (1 latta) polpa di cocco sciroppata

40 gr di uvetta

un pizzico di sale (facoltativo)

Mettete in ammollo in acqua tiepida l’uvetta. Scolate la polpa di cocco dallo sciroppo e riducetela in pezzi piccoli. Solitamente a strisce sottili.
Separate attentamente gli albumi e i tuorli delle uova. Disponeteli in due ampie ciotole. Unite 160 gr di zucchero ai tuorli e 40 gr all’albume.

Mescolate subito con una frusta i tuorli e lo zucchero. Quando lo zucchero sarà disciolto, amalgamate la maizena e, infine, il latte di cocco.
Nel frattempo, mettete a scaldare il latte vaccino a fuoco basso. Dividete il baccello di vaniglia in due e raschiate i semi con la lama del coltello e uniteli nel latte. Potete anche mettere la buccia, ma ricordate di toglierla dopo.
Quando il latte sta per prendere il bollore, spegnete il fuoco e versate la metà, a filo, sul composto di tuorlo e il latte di cocco, sempre mescolando con la frusta. Riversate questo composto nella pentola del latte e rimettete di nuovo sul fuoco.
Continuate a cuocere fino a quando si addenserà e otterrete una crema.
 Infine, unite la polpa di cocco e cuocete ancora per un paio di minuti, giusto per scaldarlo e amalgamarlo bene.
Dividete la crema nelle dodici cocottine e lasciate a raffreddare a parte.
Montate gli albumi e lo zucchero a neve ferma. Se volete, potete anche aggiungere un pizzico di sale. Trasferite in una sacca da pasticceria con una bocca larga e tonda.
Coprite la superficie della crema con la meringa (gli albumi zuccherati) e decorate con l’uvetta già strizzata dall’acqua.
Sistemate le cocottine in una teglia coperta con un dito di acqua (a bagnomaria) e infornate a 200°C per 8-10 minuti circa, fino alla doratura della meringa.
Lasciate raffreddare a parte e refrigerate. Servite freddo.

martedì 17 maggio 2011

Torta Marocchina alle Arance e Cardamomo


Abbiate fiducia, gli indirizzi di churrerías arriveranno! Se volete, potete già prenotare il volo per Siviglia, poi vi darò le dritte! ;) Intanto, prima che spariscano del tutto le arance dal mercato, vi passo una ricetta di una torta marocchina fatta con mandorle e semolino. Questa torta è più buona mangiata il giorno dopo. Trattandosi di una torta sciroppata, più lasciamo che lo sciroppo penetri, meglio è; altrimenti potrebbe risultare un po' secca. Ovviamente, non potete abbandonarla per una settimana a giacere in cucina.

per 8-10 porzioni

115 gr di burro ammorbidito + altro per ungere
100 gr di zucchero di canna, per la torta
100 gr di zucchero semolato, per lo sciroppo
2 uova
3 grosse arance biologiche/ non trattate, la scorza grattugiata e il succo
175 gr di semolino + altro per infarinare
100 gr di farina di mandorle
10 gr di lievito per dolci in polvere
1 cucchiaino di acqua di fiori d’arancio (facoltativo)
3 bacche di cardamomo
2 vasetti da 170 gr di yogurt greco al naturale, per servire

Lavorate il burro, la scorza di arance e lo zucchero di canna con un mixer fino a quando sarà spumoso e lo zucchero sarà disciolto. Incorporate le uova uno alla volta e infine, se la usate, l’acqua di fiori di arancio.
Successivamente, unite anche il semolino e la farina di mandorle con una spatola o, se usate sempre il mixer, usate la velocità bassa.
Ungete e infarinate con il semolino uno stampo rotondo di 24 cm di diametro circa e versateci il composto.
Infornate a 170°C (forno ventilato) per 15-20 minuti fino a quando la torta sarà dorata. Inserite uno spiedino di bambù o un coltello al centro di essa, se la torta è cotta, dovrebbe risultare asciutto.

Nel frattempo, potete preparare lo sciroppo. Mettete il succo di arance (300 ml circa) e lo zucchero semolato in un pentolino assieme alle tre bacche di cardamomo (leggermente schiacciate).
Fate ridurre il tutto a fuoco dolce fino a quando avrà una consistenza sciropposa.

Quando la torta sarà pronta, bagnatela con 2/3 dello sciroppo e conservate l’atro 1/3 per la presentazione. Servite la torta a spicchi con una cucchiaiata di yogurt e un giro di sciroppo.

domenica 20 febbraio 2011

Cheesecake di Crema Candita di Ricotta


Questa è una ricetta di cui sono molto orgogliosa. Ogni volta che preparo questo dessert, faccio rimanere a bocca aperta i miei commensali. Vi sembrerà complicato solo per via della presentazione, ma i suoi due elementi sono davvero facili e veloci da fare. Visto che sono stata generosa a svelarvi questa mia arma vincente, desidererei che almeno voi mi citaste tutte le volte che farete questo dolce! ;o)) 



per 8 cheesecake 



Pan di Spagna

3 uova, a temperatura ambiente

105 gr di zucchero semolato

75 gr di farina 00, setacciata

15 gr di acqua tiepida

1 cucchiaio circa di olio vegetale



Montate l'uovo e lo zucchero con una frusta elettrica per circa 10 minuti fino ad ottenere un composto spumoso e biancastro. La consistenza dovrebbe assomigliare a una mousse e quando alzate la frusta dovrebbe lasciare una traccia.

Aggiungete e amalgamate la farina, un cucchiaio alla volta. Mescolate delicatamente con una spatola facendo i movimenti dal basso verso l'alto. 
Infine, incorporate l'acqua, sempre con lo stesso movimento.

Rivestite 2 placche di misura 30x40 cm circa con la carta da forno. Con un pennello, ungetele leggermente con l'olio. Questo accorgimento evita che il pan di Spagna si attacchi troppo.
Dividete il composto nelle due placche e cercate di allargarlo con la spatola per fare uno strato sottile di 0,5 cm circa.

Infornate in un forno ventilato già caldo a 170°C per 8 minuti o fino alla doratura. 

Lasciate raffreddare a parte senza staccare.
Prendete un anello da pasticceria (o un bicchiere) di diametro 8 cm e ricavate 8 dischi da ogni placca.

Crema candita di ricotta
750 gr di ricotta fresca di buona qualità
250 gr di mascarpone
125 gr zucchero a velo + altro per decorazione

60 gr di frutta esotica candita (papaia e ananas)

40 gr di arancia candita + altro per decorazione

1 cucchiaino di acqua di fiori d'arancio (facoltativa) 



Tagliate la frutta candita a dadini.
In un'ampia ciotola, mescolate lo zucchero a velo con il mascarpone.

Passate la ricotta al setaccio con una maglia fina per ben 3 volte. Questo procedimento è molto importante per ottenere una consistenza cremosa e non granulosa, come succede con la ricotta.

Amalgamate la ricotta al mascarpone con una frusta e cercate di montare leggermente la crema per renderla più soffice.

Aggiungete la frutta candita e l'acqua di fiori d'arancio, mescolate delicatamente con una spatola, dal basso verso l'alto.

L'acqua di fiori d'arancio conferisce un profumo particolare, che mi ricorda il Medio Oriente e il sud della Spagna in primavera. Dovete usarla con parsimonia, altrimenti diventa nauseante. In alternativa, potete usare la buccia grattugiata di un'arancia non trattata.

Potete gustare questa crema subito, ma sarebbe meglio lasciarla in frigorifero per una notte prima di consumarla. In questo modo la frutta candita avrà il tempo per ammorbidirsi e darà più profumo alla crema.



Presentazione

Assemblate i cheesecake all'ultimo momento, giusto prima di servirli. Vi consiglio di munirvi di un anello da pasticceria. Lo potete trovare facilmente nei negozi casalinghi con un prezzo abbordabile. Prendete quello regolabile o quello di 8 cm che, a mio parere, è la misura ideale. E' un investimento utile che vi farà fare bella figura, non solo per assemblare i dolci cremosi ma anche per impiattare altre pieatanze. Altrimenti, pazienza, il vostro dolce sarà meno bello ma sarà buono lo stesso.

Appoggiate l'anello al centro del piatto e inserite un disco di pan di Spagna. Aggiungete 2-3 cucchiai di crema, cercando di distribuirla bene. Finite con un altro disco, con la parte dorata verso l'alto. Premete leggermente e tirate via l'anello delicatamente. 
Spolverate il cheesecake con lo zucchero al velo e decorate con qualche strisce di arancia candita.

Questa ricetta è stata scritta per la mia nuova rubrica settimanale di cucina. Da due settimane collaboro con il sito Udine20: se volete, ogni sabato mi potete leggere anche lì! :o))

lunedì 14 febbraio 2011

Tortino Fondente al Cioccolato


Non festeggio molto il giorno di San Valentino, mi sentirei troppo sdolcinata! Però se mi arrivasse un bouquet di fiori, tipo dei bei carciofi romani, sarei contentissima! ;o))
Vabbé, comunque sia, vorrei augurarvi una bella giornata passata con i vostri cari. Visto che è una giornata di lavoro, non so se pensavate di passare la serata massacrandovi davanti ai fornelli per preparare una cena romantica, nel caso, vi do una ricetta di un dolce semplice che ritengo sia molto sensuale! :o)) Poiché contiene il cioccolato, dicono sia anche afrodisiaco, ma non potrei darvi garanzie. Provatelo e poi mi sapete dire! ;p

per 4 tortini:

100 gr di cioccolato fondente al 50-75%
60 gr di burro + altro per imburrare
60 gr di zucchero di canna
30 gr di farina 00, setacciata
2 gr di lievito per dolci
120 gr di uova (2 grandi)
cacao q.b.
zucchero a velo

Fate scogliere il cioccolato e il burro a bagnomaria in una bastardella: un recipiente concavo di inox.
In un'altra ciotola, amalgamate la farina, il lievito, lo zucchero e le uova. Aiutatevi con una frusta.
Unite il cioccolato sciolto all'impasto, poco alla volta, e mescolate con una spatola.
Imburrate gli stampi di alluminio e rivestiteli di cacao.
Successivamente, riempiteli fino al 3/4 con il composto.
Infornate a in un forno ventilato già caldo a 200°C per 7 minuti.
Togliete dal forno e aspettate per circa un minuto prima di togliere i tortini dallo stampo.
Rovesciate su un piattino e decorate con lo zucchero a velo.
Se siete golosi, potete mettergli accanto una pallina di gelato alla vaniglia o al cioccolato. Mi raccomando, però, non di quello industriale! Altrimenti rovinate la magia! ;p

giovedì 15 ottobre 2009

Pere Sciroppate con Salsa al Cioccolato

E' arrivato l'autunnoooo!!! No, anzi, è arrivato l'inverno! Non sono per niente contenta, rivoglio disperatamente il caldo!!! :o(( Se potessi, andrei in letargo e mi risveglierei in primavera. Sì, come gli orsi! ;o) Così non devo convivere con le giornate fredde e buie! Ah, però magari mi sveglio un attimo a Natale! :o)
Con questo inizio di freddo, le pere si trovano in abbondanza. Il loro matrimonio con il cioccolato è un classico che vediamo più che altro in forma di torta, tra l'altro molto adatta con una tazza di tè per scaldarci. Ma devo ammettere che non sono proprio un'amante della torta di pere al cioccolato. Preferisco mangiare le pere così come sono o sciroppate. Quindi, anche se fa freddo, pere e cioccolato, li sposerei così:

per 6-8 persone

Pere sciroppate
6-8 pezzi (1,5 kg circa) pere morettino o kaiser
1 l + 1 ciotola di acqua

150 gr zucchero semolato
il succo e la scorza di un limone


Ricavate delle strisce di scorza di limone con un pelapatate e spremete il succo. Mettete a bollire 1 litro di acqua con lo zucchero, la scorza e metà del succo di limone. Girate lo sciroppo all'inizio per aiutare a sciogliere meglio lo zucchero.
Sempre con un pelapatate, sbucciate le pere senza staccare i piccioli. Sono belli da vedere e aiutano a tenere ferme le pere quando le mangiate. Immergete subito le pere sbucciate in una ciotola di acqua acidulata con il succo di limone rimasto, per evitare l'ossidazione.
Appena lo sciroppo prende il bollore, unite le pere e fate sobbollire per circa 15 minuti. Se usate le pere kaiser, cuocete per qualche minuto in più. Trascorso il tempo, spegnete il fuoco e lasciate a raffreddare nello sciroppo.
Dato che queste pere sciroppate non contengono tanto zucchero, conservatele in frigorifero e in un contenitore ermetico, per al massimo 2-3 giorni. Servite fredde (o a temperatura ambiente) con la salsa al cioccolato.
Se avete la fortuna di abitare in un posto con una temperatura adatta, un'aggiunta del gelato alla crema ci starebbe proprio bene.

Salsa al cioccolato
100 g di cioccolato fondente (minimo al 70% di cacao)
150 ml dello sciroppo di cottura

Tagliate il cioccolato in piccoli pezzi e scioglietelo a bagno-maria con un fuoco dolce. Il fondo della bastardella di inox (o della ciotola di vetro) non dovrebbe toccare l'acqua che sobbolle nella pentola sottostante.
Aggiungete lo sciroppo e amalgamate bene con una spatola di gomma. Non usate la frusta perché incorpora troppa aria e la salsa avrebbe troppe bolle. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
All'inizio vi potrebbe sembrare troppo liquida, ma mano a mano che si raffredda la salsa si addensa e ottiene la giusta consistenza a temperatura ambiente.
Se non la usate subito, conservatela in frigorifero, con l'accorgimento di tirarla fuori dal freddo circa 15-20 minuti prima dell'uso.

domenica 9 agosto 2009

Torta Rovesciata di Fichi e Pinoli

Questa torta non è proprio dietetica. Di conseguenza, non è per chi si preoccupa del suo aspetto in costume da bagno! Io preferisco dover cambiare la taglia che rinunciare ai fichi, così ho anche una scusa per fare shopping! ;o) Se volete renderla più leggera potete sostituire il burro con l'olio vegetale, ma il risultato finale è decisamente meno buono. Un consiglio: la compagnia di una pallina (o due) di gelato ai pinoli renderebbe questa torta e le vostre cavie ancora più felici. ;o)
La dose riportata qui sotto è per una tortiera di 18 cm di diametro, per 6-8 persone. Raddoppiatela per uno stampo più grande.

4-6 fichi non troppo maturi, tagliati in 4 spicchi
210 + 65 gr di zucchero di canna biondo
70 ml di acqua

1 uovo
la scorza e il succo di 1/2 limone
, non trattato
65 gr burro liquefatto + altro per ungere lo stampo
80 gr di farina 00, setacciata
6 gr (1 cucchiaino) di lievito per dolci
20 gr (2 cucchiai) di latte
20 gr di pinoli, tostati

Sciogliete, a fuoco medio, 210 gr di zucchero con l'acqua. Appena lo sciroppo prende il bollore, aggiungete i fichi. Fateli cuocere per circa 3 minuti, girandoli ogni tanto in modo che siano velati di sciroppo. Togliete dal fuoco quando si ammorbidiscono leggermente.
Preriscaldate il forno ventilato a 160°C (170°C statico). Rivestite la tortiera con la carta di forno e ungetela con il burro. Cospargete il fondo dello stampo con i pinoli. Sistemate i fichi a modo di fiori, alternandoli tra il lato della buccia e il lato della polpa, e versate circa un terzo dello sciroppo.
In una ciotola, sbattete l'uovo e 65 gr di zucchero. Aggiungete il burro (sciolto in precedenza per qualche secondo nel microonde, a temperatura più bassa) e amalgamate bene. Unite la scorza e il succo di limone. Incorporate la farina e il lievito e, infine, il latte. Versate l'impasto delicatamente, una cucchiaiata alla volta, sopra i fichi sciroppati. Infornate per circa 25-30 minuti, fino a quando la torta non si è dorata e uno spiedino di bambù non esce pulito dal centro di essa.
Rovesciatela in un piatto piano in modo che il fondo diventi la superficie. Servite tiepida a fette. Inumidite la fetta con lo sciroppo rimasto, qualche pinolo tostato e, ribadisco, del gelato ai pinoli.

domenica 19 luglio 2009

Torta di Mousse allo Yogurt e Frutti di Bosco

Al mercato sono arrivati dei bellissimi e freschissimi frutti di bosco, ed ecco una torta estiva per fargli onore come si deve! Quando sono freschi preferisco non cuocerli e il connubio con lo yogurt, secondo me, è una fine molto dignitosa!
Se non avete voglia di accendere il forno per fare il pan di spagna, potete versare la mousse direttamente nei bicchierini e decorarli con i frutti di bosco. Ma, credetemi, questo sforzo in più ha un suo perché e vi sentirete più gratificati. ;o)

per 4-6 persone

Pan di Spagna:
1 uovo (a temperatura ambiente)
35 gr di zucchero semolato (o 25 gr di fruttosio)
25 gr di farina, setacciata
5 gr di acqua calda (non bollente) olio vegetale q.b.

Montate l'uovo e lo zucchero con una frusta elettrica per circa 10 minuti fino ad ottenere un composto spumoso e biancastro. La consistenza dovrebbe assomigliare una mousse e quando alzate la frusta dovrebbe lasciare una traccia. Aggiungete e amalgamate la farina delicatamente con una spatola, facendo i movimenti dal basso verso l'alto. Infine, incorporate l'acqua, sempre con lo stesso movimento.
Spennellate una tortiera a cerniera di diametro 18 cm con un po' di olio vegetale. Tagliate 2 pezzi di carta da forno per rivestirla; uno rotondo con il diametro di 22 cm per il fondo e una striscia lunga (60 x 6 cm) per il bordo. Ungete leggermente anche la carta, questo accorgimento aiuta la torta e la mousse a non attaccarsi troppo. Versate il composto, cercando di livellarlo il più possibile, e infornate a 170°C per circa 10-12 minuti. Verificate la cottura con uno stecchino di bambù o premete leggermente la parte centrale della torta (dovrebbe essere resistente al tatto e non si sgonfia). Lasciate raffreddare a parte senza staccarla dallo stampo.

Mousse allo yogurt e frutti di bosco:
200 ml di panna fresca fredda (a temperatura frigo)
1 vaschetta da 170 gr di yogurt greco intero (classico)
50 gr di zucchero semolato (o 35 gr di fruttosio)
1 foglia (3 gr) di gelatina
125 gr di more
125 gr di lamponi
125 gr di mirtilli
zucchero a velo q.b.

Mettete 2 cucchiai di panna in un pentolino e la gelatina in ammollo nell'acqua fredda. Montate a neve ferma il resto della panna con 1/3 dello zucchero e conservate in frigorifero. Con una frusta, mescolate lo yogurt e lo zucchero rimasto. A fuoco basso, fate intiepidire la panna messa a parte e fateci sciogliere dentro la gelatina (precedentemente strizzata). Aggiungetela a filo e amalgamatela allo yogurt. Con l'aiuto di una spatola, incorporate la panna montata, uno o due cucchiai alla volta, con i movimenti dal baso verso l'alto. Versate la mousse sopra il pan di spagna e decorate con i frutti di bosco, premendoli leggermente. Lasciate in frigorifero a solidificare per circa 2-3 ore, dopodiché potete toglierla dallo stampo e trasferirla delicatamente in un piatto di portata. Servite a fette con una spolverata di zucchero a velo.

giovedì 2 luglio 2009

Strudel di Mele

Questi giorni, qui, si svendono le mele, soprattutto tipo golden di origine friulana. Mi domandavo se i contadini o i negozianti devono venderle prima che comincino ad appassire. Nonostante questo dubbio, non ho resistito a comperarne tante. Erano ancora belle e sode, peccato che non erano più ottimali da mangiare crude. Per fortuna, non mangio quasi mai le mele come frutta da tavola, non mi fanno impazzire. Le trasformo sempre in dolci, così sì che mi piacciono un sacco. Ecco, quindi, quello preferito da mio marito. Lo faccio spesso perché, con la sfoglia già pronta e stesa, si sta poco a preparare.
Per quanto riguarda la pasta sfoglia, un giorno vi racconterò come si fa. Dovete avere la pazienza e circa 2 ore a disposizione per farla bene però, eh!

Per 5-6 persone:

1 confezione (230gr) di pasta sfoglia (tra quelli che si trovano in commercio, preferisco Buitoni)
3 mele golden o granny smith
3 cucchiai di zucchero di canna

1 cucchiaino di cannella
una manciata (50 gr) di uvetta cilena

1 limone
una noce di burro

1 cucchiaio di farina

1 cucchiaio di pangrattato

1 uovo
sbattuto e diluito con 1 cucchiaio di latte
zucchero a velo q.b. (facoltativo)

Sbucciate e tagliate le mele a cubetti. Con un pelapatate, ricavate delle strisce di scorza di limone (senza prendere la parte bianca) e spremete il suo succo sulle mele per prevenire l'ossidazione. A fuoco medio, fate sciogliere il burro in una padella e versate le mele. Aggiungete lo zucchero, la scorza di limone, la cannella e le uvette. Dopo un paio di minuti, le mele cominciano a rilasciare il loro liquido. A questo punto, aggiungete la farina (setacciata) e mescolate velocemente. Appena l'acqua si raddensa e ottiene la consistenza di una salsa, spegnete il fuoco. Unite il pangrattato e mescolate in modo che si distribuisca sulle mele uniformemente. Togliete le scorze di limone e mettete il ripieno a parte a raffreddare. L'aggiunta della farina fa sì che il liquido rilasciato dalle mele (anche durante la cottura in forno) diventi una specie di crema. Questo vi permette di usare poco pangrattato che, a mio avviso, rovina il sapore del ripieno. Inoltre, non correte il rischio di avere la sfoglia umida e sgonfia.

Se volete avere la forma di strudel come nella foto, prendete la sfoglia rotonda e ricavate 10 cerchi con un coppapasta o un bicchiere rovesciato. Dividete il ripieno in 5 parti uguali su 5 dischi di sfoglia, lasciando liberi 1 cm di bordo. Adagiate gli altri 5 dischi sopra, allargandoli leggermente con le mani. Unite e chiudete e, con una forchetta, premete i bordi (precedentemente spennellati con l'uovo sbattuto).
Per la forma classica, vi consiglio di prendere la pasta sfoglia quadrata che evita lo spreco ed è più semplice da piegare. Srotolate la sfoglia con i lati più lunghi in orizzontale. Adagiate il ripieno sulla sfoglia, cercando di dargli una forma rettangolare. Lasciate liberi circa 5 cm del bordo inferiore e 3 cm dei bordi laterali. Riempite di ripieno soltanto 2/3 dello spazio rimanente.
Spennellate i bordi con l'uovo sbattuto e portate il lato superiore della sfoglia a coprire il ripieno. Infine, infilate la parte in eccesso sotto, così non si aprono durante la cottura.

La fase successiva è uguale per entrambe le forme: spennellate 2 volte la superficie dello strudel con l'uovo sbattuto e bucherellate generosamente con una forchetta. Infornate in un forno ventilato già caldo a 200°C per 20 minuti (15 minuti per quelli piccoli). Dopodiché, abbassate la temperatura a 180°C e continuate la cottura per altri 5-10 minuti, fino a quando la sfoglia si è ben dorata. Servite con una spolverata di zucchero a velo e, dato che è l'estate, del gelato alla vaniglia.
Nella foto: ho aggiunto nel 500 gr di gelato una decina di biscotti spekulaas sbriciolati con il robot.

martedì 3 febbraio 2009

Mango Smoothie

Quando mi sento gonfia, mi faccio questo frullato di mango e yogurt e lo bevo dopo cena, la mattina dopo sicuramente mi sento più leggera. Alla faccia di Activia! :o)
Al di là di questo preludio però, questo smoothie, servito in piccole dosi, è un pre-dessert perfetto per una cena etnica: speziata e con sapori forti. Vi pulisce il palato e lo prepara a degustare tutto lo splendore del dolce, qualunque esso sia. Voglio dire, non è bello mangiare un tortino fondente al cioccolato con il retrogusto di curry, cipolla o aglio!
Fatelo al momento, è veramente semplice e veloce da preparare. Lo potete realizzare mentre chiacchierate con i vostri ospiti!

Per 2 persone o 6-8 bicchierini d'assaggio:

1 mango maturo, sbucciato e tagliato a cubetti
il succo di 1/2 lime (usate l'altra metà del frutto per decorazioni)
1 vasetto da 125 gr di yogurt bianco intero
2 cucchiai di zucchero di canna
10 cubetti di ghiaccio

Mettete tutti gli ingredienti in un frullatore e frullate fino ad avere una consistenza cremosa e setosa. Versate nei bicchierini, decorate con le fette di lime e servite subito. Più semplice di così!


Whenever I feel bloated, I would make myself this mango and yoghurt frappe after dinner and the next morning I would certainly feel a lot lighter. Beat that, Activia! :o)
Nonetheless, if served in smaller portions, this smoothie is perfect pre-dessert drink after a spicy exotic meal with strong flavours, like Indian an Thai cuisine for example. It will help you clean your palate and prepare it to enjoy the dessert to the fullest, whatever it is. I mean, it's not actually pleasant to eat a chocolate fondant with the curry, garlic and onions aftertaste!
Prepare this drink right before you want to serve it. It's so easy and quick to make that you can even do it while chitchatting with your guests!

For 2 persons or 6-8 small glasses:

1 ripe mango, peeled and cut into small cubes
The juice of 1/2 of a lime (use the other half of the fruit for decorations)
125 ml of plain natural yoghurt
2 tablespoons of cane sugar
10 ice cubes

Put all your ingredients in a blender and pulse until it's smooth and silky. Pour in tiny glasses, decorate them with slices of lime and serve right away. It doesn't get easier than that!

venerdì 1 agosto 2008

Fichi Caramellati al Miele

Finalmente stanno arrivando i fichi in quantità industriale al mercato. Beati voi che ne avete un albero nel vostro giardino! Io li adoro. Dato che li posso trovare solo in questo periodo dell'anno, tendo a comperarne tanti e a mangiarli anche come merenda.
Mi capita però, a volte, di trovare dei fichi che non sono ancora abbastanza maturi e dolci. Se capita anche a voi, questa è una ricetta molto veloce e semplice per usarli.
Sono buonissimi mangiati tiepidi ed accompagnati con del gelato. Perfetti anche come un dessert estivo di fine pasto, soprattutto quando avete una cena con amici all'improvviso.

per circa 6-7 persone:
10 fichi
10 cucchiaini di miele

(meglio se di acacia o miele con un colore chiaro e un gusto delicato)
zucchero di canna grezzo q.b.

Dividere i fichi a metà. Preparare una pirofila o una teglia con dell'acqua (circa 0,5 cm di altezza) e disporre i fichi con la parte tagliata verso l'alto. Versare circa un cucchiaino di miele su ogni spicchio e una spolverata di zucchero di canna grezzo. Mettere nel forno già caldo a 180°C per circa 15-20 minuti dipende dalla grandezza del frutto. Sono pronti quando la polpa non è più bianca ma dorata. Lasciar intiepidire.
Servire con lo sciroppo che si sarà creato sul fondo della pirofila e del gelato alla crema o almeno che abbia un gusto neutro e non acidulo.
Nella foto ho abbinato i miei fichi caramellati con il gelato alla cassata siciliana e li ho decorati con una spolverata di cacao amaro.

Ho trovato questo gusto particolare in una gelateria qui, a Udine, dove abito. Devo dire che è uno dei gelati più buoni che abbia mai mangiato.Se siete indigeni o vi capita di passare per Udine e volete assaggiarlo, questo è l'indirizzo:

Gelateria "Mont Blanc" (No, non mi pare che i titolari siano francesi!)
Via Adriatica 172, Basaldella di Campoformido (UD)
tel. 0432 561484

Se vi piacciono i classici, sono ottimi il pinolato e il pistacchio, ma vi consiglio vivamente di provare, oltre alla cassata siciliana (ovviamente!), "la mandorla tostata". Secondo il mio palato è una versione più delicata del gusto amaretto arricchita con tante mandorle intere caramellate.