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giovedì 29 settembre 2011

Dolci Bocconcini alle Mandorle e Canditi


Allora, è arrivato il momento che Laura ha aspettato con tanta pazienza da due mesi!!! ;p Ecco finalmente la ricetta dei dolcetti che ho portato a casa di Carola per il pranzo al pescheto. A dire la verità, mi ero ispirata al M'hanncha, un dolce tipico marocchino ripieno di mandorle a forma di serpente, ma poi non sono riuscita ad arrotolarlo senza spezzare tutto. Alla fine ho deciso di trasformarlo in "salsicciotti"! :D
Allora, vi dico già subito che tra gli ingredienti ci sarà una spezia rara di difficile reperibilità ma sono riuscita a trovarla qui a Udine!!! :D Ho scoperto che a pochi passi da casa mia esiste un'azienda importatrice di droghe (legali!) del mondo e fornitore di vari negozi chic, tra cui Abitare il Thempo; un grazioso negozio di tè, spezie e sali pregiati in Piazza Matteotti (a.k.a. Piazza San Giacomo, a.k.a. Piazza delle Erbe) via delle Erbe.
Questa spezia si chiama fava tonka e siate pronti a lasciare la paga di circa 3 ore di lavoro da dipendente per comperare un barattolo di 200 gr (circa) di questa meraviglia. E' un investimento, ma non ve ne pentirete! Questa fava va usata con parsimonia come la noce moscata e la dovete grattugiare sul momento. Secondo il mio naso ;), questa unica spezia racchiude in sé i profumi di vaniglia, cacao e noce moscata con un sentore di pepe di Giamaica (Pimento) e un leggero accenno di chiodi di garofano. In mancanza di questa fava, usate un pizzichino di ogni spezia sopraelencata.

per 12 rotoli (60 pezzi di dolcetti circa)

1 pacco di 500 gr di pasta filo (12 fogli)
2 uova intere
200 gr di zucchero a velo
200 gr di burro ammorbidito
200 gr di farina di mandorle o mandorle pelate ridotte in farina
100 gr di farina 00, setacciata
1 cucchiaino di acqua di fiori d'arancio
1/2 fava tonka, grattugiata sul momento
30 gr circa scorza di arancia candita, tagliata a dadini
30 gr circa di zenzero candito / sciroppato tagliato a dadini
125 gr di burro sciolto, per imburrare la pasta filo

per la bagna
150 gr di miele d'arancio
150 gr di acqua

per la guarnizione
50 gr di scaglie di mandorle tostate

Per prima cosa, togliete la pasta filo dal freddo se l'avete conservato in frigorifero. Dovete portarla alla temperatura ambiente prima di srotolarla e lavorarla per evitare che si spacchi.
In una bastardella amalgamate con una frusta le uova e lo zucchero, non serve che li montiate. Anzi, più aria incorporate all'impasto, maggiore sarà il rischio che i vostri rotoli scoppino. Quindi, amalgamate anche il burro ammorbidito.
Successivamente, con l'aiuto di una spatola, unite la farina di mandorle, la farina 00, l'acqua di fiori d'arancio, la fava tonka e i canditi.
Trasferite questa crema in una tasca da pasticciere (sac à poche) con una bocchetta tonda e larga (Ø 14 mm), per facilitarvi il lavoro di farcitura.
Srotolate la pasta filo e prendetene 1 foglio e pennellatelo di burro sciolto. Intanto, coprite gli altri fogli con un panno umido per evitare che si secchino.
Ponete 2 strisce del ripieno a circa 3 cm dal bordo inferiore della pasta filo imburrata, arrotolate e chiudetela a modo di busta, come uno strudel per intenderci. Pennellate la superficie con altro burro e bucherellate con una forchetta.
Continuate il procedimento per gli altri 11 piccoli strudel e trasferiteli in due placche da forno, in modo che non si appicchino.
Cuocete a 200°C (ventilato) fino alla doratura, ci vorranno circa 10-12 minuti. Nello stesso momento potete anche tostare le mandorle a scaglie in un'altra placca per un minuto.

Nel frattempo, preparate lo sciroppo di miele per la bagna. Versate i due ingredienti in un pentolino e cuocete fino a quando il miele si è diluito e l'acqua arriva al bollore.
Versate questo sciroppo sui vostri rotoli mentre sono ancora caldi e cospargeteli di mandorle tostate.
Tagliate a tocchetti e servite tiepidi o freddi assieme a una bella tazza di tè.

Ora, se vi posso dare un consiglio ;)), questi rotoli si sposano meravigliosamente con il tè Earl Grey Yin Zhen di Dammann Frères che potete acquistare alla singolare Illyteca a Trieste. Vi assicuro che ne vale il viaggetto!

giovedì 24 settembre 2009

Giocarta

Ecco un'altra risposta alle vostre richieste! Tanti siete arrivati qui dopo aver scritto "orario Giocarta Udine" sul motore di ricerca. Forse perché, tempo fa, l'ho nominato per specificare la posizione di un negozio alimentari asiatici che sta, appunto, di fronte a Giocarta. Questo posto non è altro che una cartoleria molto fornita qui, a Udine, ed è molto frequentata e conosciuta. In qualche modo c'entra anche con la cucina, quindi posso dedicargli questo post. ;o)

Il negozio si trova in zona stazione. In una stradina dietro all'autostazione, la parallela di via Aquileia, precisamente. Oltre alla sezione cancelleria, dove prendo i cartoni colorati per gli sfondi delle mie foto, c’è anche il reparto di cartoleria per le feste. Qui, trovate i piatti e i tovaglioli di carta in vari tipi e colori, le decorazioni per le feste e anche i vari tipi, forme, misure e colori di pirottini di carta, come quelli che vedete nella foto.

Nel caso siate molto diligenti e state già cercando delle bustine di plastica trasparenti per confezionare i vostri biscottini natalizi, qui le trovate in varie misure. Per questo Natale, andate direttamente a Giocarta e trovate tutto quello che serve per decorare la vostra casa e non solo.
Buone spese!

Giocarta
Via Della Rosta, 40
33100 Udine
Tel. 0432 510300
E-mail: giocarta@trost.it
Orario 8.30-12.30 e 15.30-19.30
Aperto dal lunedì al venerdì

sabato 19 settembre 2009

Cosa Si Pesca a Maiorca?


Scusate l'assenza! Vi ho detto che erano 2 valigie di 20 kg! Ci vuole un po' di tempo per svuotarle, lavare e mettere in ordine tutto il loro contenuto! ;o)
Prima di cominciare però, vi avviso che gli indirizzi che sto per condividere con voi non saranno tanti. Ero partita solo con una mini guida (che non è stata molto di aiuto) e un articolo (che si è rivelato molto utile) strappato dalla rivista Olive del mese di Agosto, sulla vacanza low-cost per foodie a Palma di Maiorca. Ma di alberghi economici lì non ce ne sono molti, soprattutto se li volete anche con vista mare. Alla fine, ci siamo fermati soltanto due giorni e, non conoscendo bene il territorio, abbiamo deciso di stare a Santa Ponsa (circa 20 km a sud-est di Palma), per il resto della permanenza sull'isola. Ecco qualche immagine del posto:




Con quella spiaggia, non si può dire che sia un brutto posto. Se vi interessa solo avere il mare per nuotare, prendere il sole e rilassarvi, Santa Ponsa potrebbe essere una soluzione abbordabile. Per cogliere la vera anima dell'isola e vedere Maiorca degli edifici storici di color terracotta, le palme e gli aranceti, dovete andare altrove. Ci sono dei posti migliori sull'isola. Uno dei quali, a circa 8 km da Santa Ponsa, è Port Andratx: molto carino anche se non è per i turisti low-cost. A quanto pare è frequentato dai benestanti e dal Re di Spagna. Ecco giusto due foto della zona:



Qui, per la prima volta nell'isola ho trovato un mercato del pesce!!! Dovete sapere che i pesci sono dei beni preziosi che non ho mai visto a Santa Ponsa. Scoprirete il perché fra poco.

La parte urbana di Santa Ponsa vi potrebbe ricordare il lungomare di Rimini o Lignano per noi del Friuli. Tutte le strutture lungo la costiera sono di recente costruzione, circa dagli anni 80 in poi. La cittadina vive di turismo e c'è una massiccia presenza di turisti britannici. Se non fosse stato per le insegne in spagnolo o catalano, mi sembrava davvero di essere in Inghilterra. Di conseguenza, nei bar, la colazione inglese con bacon e uova si trova più facilmente della ensaimada con il caffellatte. E così anche per cena e pranzo. I ristoranti seguono il gusto della loro clientela che gradisce una cotoletta di pollo surgelato più di pa amb oli con jamon.
Purtroppo sembra che siano simili anche le altre 2-3 cittadine che abbiamo visitato. Palma si salva per i suoi locali nel centro storico, nonostante in zona Passeig Maritimo, dove eravamo alloggiati, la situazione non fosse tanto diversa. Lungo il viale ci sono soltanto Hard Rock Caffè, Burger King, 3 ristoranti anglo-indiani, e qualche locale con dei menù, ovviamente, anglosassoni. Sono riuscita a capire meglio la cultura gastronomica e i prodotti tipici di Maiorca solo dopo aver trovato per caso, in un negozio di souvenir, questo libro.

Comunque, quello che vi ho appena raccontato sono le impressioni mie durante i nove giorni di permanenza. Mi rendo conto che sono davvero pochi per capire realmente un posto. Se qualcuno di voi conosce bene Maiorca (o le Isole Baleari in generale) mi farebbe tanto piacere sentire il vostro punto di vista. Se mi date pure qualche suggerimento utile per (chissà) un prossimo viaggio, ancora meglio! Quindi, forza, non siate timidi, avanti con le dritte! ;o)

Ora, finalmente, arriviamo agli indirizzi che vi ho promesso.


C
a'n Juan de s'Aigo
C/ Can Sanç 10
Palma de Mallorca

+34 971 710 759


C/ del Barò de Santa Maria del Sepulcre 5

Palma de Mallorca

+34 971 72 57 60


Come vi ho già accennato nel post precedente, ho scoperto questo bar dalla rivista Olive. Avevo sbagliato, però! L'hanno segnalato per la horchata (tipo granita a base di latte di mandorle) e non per la ensaimada. Beh, se nella foto hanno messo la ensaimada e non la horchata, colpa mia? ;o) Comunque sia, la loro ensaimada rimane la migliore delle tre che ho assaggiato. No, non ho provato la horchata, non avevo più spazio nello stomaco! Ho dovuto portare via pure la ensaimada e non l'ho mangiata sul posto. Peccato, perchè il locale era molto carino con i dettagli d'epoca. Quello storico è la filiale in Carrer Can Sans, è un pò imboscato in un vicolo, non tanto facile da trovare. Sul biglietto da visita hanno perfino disegnato la mappa! Quando arrivate davanti alla chiesa Santa Eulalia, cominciate pure a chiedere in giro. Dovrebbero saperlo. Sembra che sia molto amato anche dalla gente del posto. Volendo, potete anche diventare uno dei (quasi) 6900 fan della caffetteria sul facebook.

Forn des Teatre
Plaza Weyler 9
07001 Palma de Mallorca

+34 971715254


Un fornaio storico di Palma dove potete acquistare i dolci tipici dell'isola, da mangiare sul posto o da portare via. A fianco al panificio c’è il locale dove potete gustare le tapas, i pintxos e non solo. Il cibo è buono ma non eccezionale. I prezzi sono nella norma. Vale pena visitarlo per la sua facciata caratteristica e l'atmosfera dei dintorni. La sua posizione è molto strategica, ideale per osservare la gente e respirare la vita a Palma. Mi è piaciuta per queste ragioni, anche se ho dovuto aspettare 40 minuti per la mia truita (tortilla) e il panettiere era antipatico! ;o)

Cappuccino
C/ Unio 11 (angolo Plaza Weyler)

07001 Palma de Mallorca


Se non trovate posti al Forn des Teater, dopo circa 20 metri trovate "Cappucino"; una piccola filiale di un grande gruppo di ristorazione a Maiorca. I loro locali sono siti sempre nei posti centrali ed esteticamente piacevoli. Questa in Piazza Weyler è una caffetteria con una formula take-away che dispongono anche qualche tavolo per sedervi fuori. Vendono cibo preparato in precedenza, preconfezionato e messo in frigorifero, pronto per il consumo. Secondo il loro "claim", i prodotti sono "home made" in giornata. Di solito sono un pò perplessa dei locali del genere ma, nonostante penso che lo slogan "fatti in casa" non sia adatto, la qualità è davvero ottima e curano perfino l'aspetto artistico. Cioè, la mia insalata di frutta (seriamente fresca) era sistemata a modo di fiore con tanto di ciuffetto di menta al centro!!! Insolita per essere un take-away. Considerando il servizio offerto e la qualità, i prezzi sono ottimi. Nella foto, la filiale in Palau March.

Per recensioni sugli altri locali a Maiorca, date un'occhiata questo sito. Ovviamente, l'ho scoperto solo ora, mentre facevo la ricerca per questo post! Se l'avessi trovato prima….

Ora per la caccia dei prodotti tipici. Andate direttamente in Carrer Sant Domingo e trovate questi due "colmadi", ovvero, gastronomie.

Colmado Colom
C/ Sant Domingo, 5

07001 Palma de Mallorca

+34 971 71 11 59


E’ un piccolo negozio alimentare dotato di un banco frigo con il cibo pronto consumo. In cassa ho trovato anche un po' di coda degli abitanti del posto che lo frequentano per la spesa quotidiana, questo è un bene. Qui potete acquistare il rinomato flor de sal d'es Trenc. Una linea di fior di sale aromatizzati che l'azienda ha realizzato assieme a Mark Fosh, uno chef inglese michelin-stellato trapiantato a Maiorca. Oltre al fior di sale naturale, ci sono quelli alle olive nere, all’ibisco, alla rosa (con un tocco di pepe di Sichuan e di Serawak), alle erbe mediterranee (timo, rosmarino, maggiorana e origano) e Sri Lanka (speziato). Ho un debole per i sali! Potendo, li avrei pressi tutti, ma purtroppo non costano proprio quattro soldi. La commessa è stata gentilissima e mi ha fatto sentire i profumi di questi sali. Sono tornata a casa con quello alla rosa e anche un barattolone di fiocchi di sale, sempre della salina d'es Trenc. Qui c'è una piccola storia sulla fondatrice dell'azienda, con un nome non proprio spagnolo, Katja Wöhr. Ah, in questo negozio finalmente ho trovato anche la paprica affumicata di questa marca specifica che a Barcellona non ero riuscita a trovare.

Colmado Santo Domingo
C/ Sant Domingo 1
07001 Palma de Mallorca

+34 971 71 48 87


Ecco, qui non sono riuscita nemmeno a entrare! Ho dato giusto una sbirciatina. C'era sempre la gente in attesa, mentre il posto è davvero minuscolo. E' disposto a forma di ferro di cavallo; il titolare sta dietro il banco in fondo, sui lati destra e sinistra ci sono le merci e il soffitto è riempito di vari tipi di sobrassada. A quanto pare, la bottega si specializza in questi insaccati pregiati del porc negre di Maiorca. Lo spazio rimasto libero dai salumi è il corridoio, dove passa una persona a malapena, comunemente usato per fare la coda. Se siete alti più di 190 cm, missa che dovete pure inchinarvi! L'esperienza mi ha insegnato, quando c’è la coda, merita una visita. Sempre se riusciamo a infilarci! ;o)

Se non avete voglia di girare nelle gastronomie, ma desiderate comunque portare le meraviglie dell'isola a casa, ho scoperto che anche La Tienda del Aeroporto di Maiorca è abbastanza fornita. Non trovate il flor de sal d'es Trenc di Gustomundial, ma così magari evitate la multa per l'eccesso di bagaglio!

mercoledì 29 luglio 2009

L'Orto sul Tasto





















A Udine è arrivata una novità che mi ha fatto saltare di gioia! Il titolo curioso è il nome di un'attività di due ragazze, Elisabetta e Maria, che offrono il servizio di vendita on-line di prodotti ortofrutticoli e non solo. Per garantirne la qualità, propongono soltanto i prodotti coltivati localmente, dalle aziende agricole di piccola e media dimensioni nella provincia di Udine. Più chilometri zero di così è solo se li coltivate da soli!

Con un click e un minimo d'ordine di 10 euro, potete comporre la vostra cassetta di frutta e ortaggi che vi arriva direttamente a casa o in ufficio. Basta registrarvi sul loro sito e ricordarvi di fare l'ordinazione, dal venerdì alle 13 fino al lunedì alle 13, e ve la consegnano di mercoledì. Per ora questo servizio vale solo per il Comune di Udine. Se abitate fuori, abbiate pazienza o usate la vostra creatività! Non so, magari avete un amico che abita o lavora in zona? Fate prima la promozione e la propaganda, poi, quando si sarà convinto, non gli costerà nulla ordinare 2 chili di pomodori al posto di un chilo! ;o)

Oggi è arrivata la mia prima cassetta ed è piena di vari tipi di pomodori e melanzane particolari che, altrimenti, trovo difficilmente. Grazie a "L'Orto Sul Tasto"!!!

domenica 14 giugno 2009

Bocconcini di Riso Glutinoso al Cocco e Zenzero

Giovedì sera c'è stata l'inaugurazione della mostra di Thomas e Monica. E' andata benissimo ed è venuta anche Magda, un'amica e ormai anche una mia assidua lettrice :o), che ha saputo dell'evento tramite questo blog! [Grazie Magda, mi ha fatto piacere!]. Grazie anche a Emilio (un mio amico dai tempi della scuola di cucina che ora lavora qui) che mi ha aiutato nella preparazione.

Come vi ho promesso, darò tutte le ricette del buffet. Dato che c'erano quattro cose, onde evitare un post lunghissimo e soprattutto per non complicarmi la vita, le pubblicherò una alla volta. A cominciare da questa pietanza indonesiana che da bambina mangiavo spesso come merenda durante la pausa. Rispetto alla versione originale, la mia è semplificata, con gli ingredienti che riesco a trovare qui. L'ho resa anche più attuale usandola come finger food. In realtà, in Indonesia si vendono al mercato a misura di un palmo della mano.

Per circa 30 bocconcini di riso

Cocco tostato (Serundeng Kelapa):
125 gr di cocco essiccato
125 ml di latte di cocco
250 ml acqua
20 gr di zucchero di canna bruno tipo muscovado
1 scalogno, ridotto in pasta
1 aglio, ridotto in pasta
3 cm di zenzero fresco, grattugiato
3 cucchiaini di olio di semi o di oliva
sale q.b.

Riducete lo scalogno, l'aglio, lo zenzero in una pasta fino ad assomigliare a una poltiglia. Usate pure il metodo che vi piace di più, gli indonesiani usano il mortaio ma rischiate di lacrimare un pò troppo. Potete usare il minipimer, aggiungendo un pò di olio per facilitare il lavoro. In questo caso, non serve mettere l'olio quando arriva il momento di soffriggerli. Altrimenti, è quello che faccio spesso io, grattugiateli con una grattugia simil-microplane (quella originale costa troppo!). In questo modo sporcate di meno e riuscite a separare e scartare le fibre filamentose dello zenzero dalla sua polpa succosa. Scaldate l'olio in un wok e soffriggete gli odori. Appena appassiscono, aggiungete il resto dell'ingrediente. Mescolate bene per aiutare lo zucchero a sciogliersi. Lasciate cuocere a fuoco medio mescolando di tanto in tanto. Quando il liquido comincia ad asciugarsi, abbassate il fuoco al minimo. Mescolate e girate in continuazione per evitare che si bruci. Deve risultare di nuovo secco come il cocco disidratato ed è pronto quando ha il colore dorato tendente all'ambrato.

Riso glutinoso al latte di cocco (Nasi Ketan Uduk):
200 gr di riso glutinoso
200 ml di latte di cocco
200 ml di acqua
2 cm di zenzero, tagliato a fette
3 foglie di alloro
1 cucchiaino di sale

Lavate il riso due volte fino a quando l'acqua risulta quasi trasparente. Versate in una pentola assieme al resto dell'ingrediente e fate cuocere a fuoco lento. Mescolate e girate ogni tanto per evitare che si attacchi. Quando il liquido si è assorbito quasi del tutto dal riso, trasferitelo ad una vaporiera già calda e continuate la cottura a fuoco medio fino a quando il riso è cotto. Ci vogliono circa 15-20 minuti. Lasciate intiepidire e formate delle palline di riso di diametro 3 cm circa. Arrotolatele sopra il cocco tostato e mettetele sui pirottini di carta. Potete servirle sia calde che fredde.

Nota:
Il metodo di cottura al vapore come ho spiegato sopra è quello che si usa tradizionalmente in Indonesia. Al mio parere è il metodo migliore per cuocere il riso orientale, incluso il basmati. Il riso glutinoso diventa trasparente quando è cotto, mentre gli altri risi si "aprono", ovvero i chicchi si spaccano leggermente e si crea una riga trasversale lungo il chicco. La dose è più o meno 200 ml di acqua per 100 gr di riso, dipende sempre dal tipo riso e dal gusto personale. Come anche qui in Italia, c'è a chi piace il riso ancora al dente.

Ah, potete trovare gli ingredienti facilmente nei negozi alimentari asiatici. A Udine andate pure al negozio che ho nominato in qualche post fa. Mentre lo zenzero si trova sicuramente anche alla "Grande Mela" in via Viola (Udine) e al "Friulmarket" in via IV Novembre (Feletto Umberto).

sabato 30 maggio 2009

Involtini di Primavera e Salsa Agrodolce di Peperoncini


Lo so che non sono delle novità, li trovate sempre nei ristoranti cinesi. Ma sono veramente facili se li volete fare in casa, così almeno non avete dubbi sulla loro qualità e la provenienza della materia prima. Potete trovare la maggior parte degli ingredienti ormai in qualsiasi ipermercato, tranne la pasta (l'involucro) per gli involtini. Quest'ultima potete comperarla surgelata ai negozi alimentari asiatici, solitamente in una confezione da 20 o 50 fogli. Compro spesso la marca "Spring Home", prodotti a Singapore. Assorbe meno olio rispetto a quella delle altre marche, è leggermente elastica quindi non si rompe facilmente.

Per circa 50 ml di salsa piccante:

20 peperoncini tailandesi (potete anche usare altri tipi meno piccanti)
una punta d'aglio, tritato
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiaini di aceto di riso o di vino bianco
150 ml acqua
sale q.b

Dividete i peperoncini in due e togliete i semini. Sciacquateli sotto l'acqua corrente e tagliateli a rondelline. Metteteli in una piccola casseruola assieme al resto dell'ingrediente. Fate cuocere il tutto a fuoco basso finché il liquido si è ristretto a metà. Togliete dal fuoco e frullate con un mini pimer fino a quando i peperoncini sono ridotti quasi a potiglia. Rimettete sul fuoco e fate ridurre ancora fino a circa un terzo della quantità originale. Spegnete e lasciate che si raffreddi prima di servirla con gli involtini.

Per circa 20 involtini di primavera:

150 gr di vermicelli di riso
1 spicchio d'aglio
2 carote
2 cipolloti bianchi o 1 porro
1/2 cavolo cappucio (l'avevo saltato, non ce l'avevo)
1 pacchetto di 20 fogli (misura 21x21cm) di pasta per gli involtini di primavera
1 cucchiaio di salsa di soia cinese
sale e pepe q.b.
1 uovo sbattuto
circa 4 cucchiai di olio di arachidi + altro per friggere

Fate cuocere i vermicelli di riso in acqua salata bollente per circa 5 minuti, finché sono cotti. Scolate e mettete a parte con 1 cucchiaio di olio d'arachidi in modo che non si attacchino. Tagliate a julliene le verdure e tritate finemente l'aglio. A fuoco medio, scaldate circa 3 cucchiai di olio in un wok o un'ampia padella e soffriggeteci l'aglio. Quando si è quasi dorato, aggiungete le verdure, salate e pepate. Alzate la fiamma e fate saltare (o mescolare) il tutto. Quando le verdure si ammorbidiscono, unite i vermicelli di riso e la salsa di soia. Mescolate ancora per circa 2 minuti prima di togliere dal fuoco. Lasciate intiepidire. Disponete un foglio dell'involucro su un tagliere e mettete circa 2 cucchiai di ripieno a circa 4 cm dal bordo inferiore. Arrotolate e chiudete a modo di busta. Sigillate la parte finale con l'uovo per prevenire che si aprano durante la cottura. Friggete in abbondante olio di arachidi fino alla doratura. Servite caldo con la salsa di peperoncino.

Per la spesa di alimentari asiatici a Udine:
"China Africa Market"
via della Rosta 15 (di fronte a Giocarta)
Tel. 0432 299955
Orario: 09.00 - 20.30
Aperto lunedì - domenica

Da fuori questo negozio sembra che venda soltanto i vestiti e l'oggettistica. Entrate pure e vedrete che sul lato sinistro del negozio c'è la sezione alimentare. Già che siete lì, comperate pure il cuociriso, un elettrodomestico fondamentale nelle case in Asia. Almeno che non vogliate fare una potiglia, il riso orientale non va MAI bollito! Si sa che cuocere il riso a vapore come si deve è un lavorone, quindi acquistatelo. Se siete appassionati di cucina orientale è un investimento. Non serve prendere quelli costosi, il mio costava circa €50 (ora si trova anche con meno) e dopo 7 anni funziona ancora benissimo.

venerdì 22 maggio 2009

Rome Shopping Spree for Foodies

Sono tornata!!! Scusate la lunga assenza! Questo mese ho avuto la visita di mia mamma e mia sorella e le ho portate a fare un giro turistico. L'ultima tappa è stata la capitale. Come sempre, quando vado a Roma, sono partita con una valigia vuota (Beh, quasi. Almeno il dentifricio e lo spazzolino me li devo portare!) e sono tornata con un bagaglio di almeno 10 kg più pesante e un portafoglio piatto! Ammettiamolo, certe cose sono più facili da trovare nelle grandi città!

Qui, a Udine, non sono messa male. Però la scelta di libri di cucina da Feltrinelli non mi basta e non trovo soprattutto quelli in inglese. Inoltre, qualcuno di voi ha provato per caso a passare davanti ai negozi alimentari arabi in zona stazione? Sapete per caso gli orari (veri) che fanno? Sono passata più e più volte e li ho trovati sempre chiusi. Quindi, sono costretta ad andare fino a Roma per gli acquisti delle spezie! Una buona scusa, no? Un'altra cosa; sì, qui abbiamo lo storico negozio Vitrum dove, volendo, posso ordinare anche gli attrezzi della Paderno, ma tutte quelle porcellane di Villeroy & Boch e i vari cristalli mi inquietano non poco. Se per caso, sfortuna vuole, rompessi qualcosa lì dentro, son cavoli! Ecco che va via un mese (o più) di stipendio!

Allora, questi indirizzi che vi sto per dare li ho avuti (per la maggior parte) grazie al blog di Sigrid Verbert, che seguo da tempo. All'inizio ero attratta dalle sue bellissime foto e i suoi racconti di ricette e non. Ora, mi diverto anche a seguire i commenti dei lettori che alla fine diventa una specie di soggiorno dove tutti si trovano, condividono e discutono di cucina: dai metodi di cottura fino ai bruchi che mangiano le foglie di friggitielli. Che dire, invidio il suo talento e spero che un giorno questo blog possa diventare animato come il suo.
Comunque, tutto questo era un preludio per suggerirvi, finalmente, i posti che sarebbe meglio visitare quando siete a Roma, non ve ne pentirete! Con buona pace del Colosseo e di San Pietro! :o)

Spezie e alimentari esotici:

Il Nuovo Mercato Esquilino
(Metro A: Vittorio Emanuele)
Via Principe Amedeo
E' leggermente imboscato in una via perpendicolare alla piazza Vittorio Emanuele. Quando uscite dalla fermata della metro, andate verso la piazza e chiedete le indicazioni ai signori dei chioschi di fiori. La prima volta, avevo fatto così! ;o) In questo mercato trovate tante varietà di spezie e rare verdure esotiche (come l'okra, ad esempio). Le spezie e i legumi spesso sono ancora nei grandi sacchi e li vendono sfusi, al chilo o all'etto. Per un piccolo assaggio dell'atmosfera, guardate questo piccolo reportage.

Castroni
(Metro A: Ottaviano-San Pietro)
Via Cola di Rienzo 196/198
Tel. 06 6874383
Un must per i cuochi casalinghi e non. Il gruppo importa spezie, tè e alimentari da tutto il mondo e possiede diversi filiali. A quanto pare il loro primo negozio storico e il più fornito è questo in via Cola di Rienzo. Non ci sono mai stata, anche quello in via Flaminia sembra che sia grande e possono spedire la merce a casa. Mentre il negozio in via Nazionale ha una zona risto-bar elegante con i prezzi molto ragionevoli per una sosta pranzo o pausa caffè. I panini sono buonissimi e insoliti a €2,50 circa, lo staff è accogliente e cortese.

Libri di cucina in inglese e altre lingue:

Feltrinelli International
(Metro A: Repubblica)
Via Orlando Vittorio Emanuele 84
Tel. 06 4827878
La loro collezione non è male ma, a dire la verità, me l'aspettavo meglio dalla Feltrinelli. La scelta penso che sia mirata per i turisti in cerca di libri sulla cucina italiana da portare a casa con sè. Di conseguenza, la maggior parte dei libri è su questo tema o sono scritti dai celebrity-chef come Jamie Oliver.

Borri Books International
(Metro A e B: Termini)
Atrio Stazione FS Termini
Tel. 06 4828422
Come quantità e scelta di libri in lingua forse è la migliore, anche se non tutti sono di recente pubblicazione. Lì potete trovare ancora i libri vecchi di Nigella Lawson e c'erano ancora 2 copie della mia bibbia di cucina italiana scritta dallo chef Giorgio Locatelli. Merita davvero la visita anche al costo di starnutire per mezz'ora se siete allergici alla polvere!

Anglo-American Bookshop
(Metro A: Piazza di Spagna)
Via della Vite 102
Tel. 06 6795222
Il negozio è situato tra Piazza di Spagna e Fontana di Trevi, in una stradina dove solitamente non passano i turisti. La scelta non è vastissima ma molto varia; dai manuali di cucina ai romanzi sul tema, dai libri sulla cucina italiana a quelli sulla cucina ebraica e giamaicana. L'ambiente è molto gradevole, mi ricorda le librerie quando ero piccola. Se desideriamo, lo staff ci dà una mano volentieri ma siamo liberi anche di prenderci le scallete da soli per controllare i libri e stare lì per ore ad aprirli uno per uno. L'ho provato, nessuno mi ha dato uno sguardo storto! ;o)

Casalinghi:

'Gusto - Emporio Libreria
(Metro A: Flaminio o Piazza di Spagna)
Piazza Augusto Imperatore 7
Tel. 06 3236363
Molto carino, è una via di mezzo tra una libreria e un negozio di casalinghi. Sono un po' cari ma mi piace molto il loro concept, mescolano i libri con gli attrezzi in tema; gli stampi per ravioli e i coppapasta accanto ai libri sulla pasta, ad esempio. Gli spazi sono un po' ristretti, quindi meglio non portare uno zaino o una borsa grande per non far cadere nulla.

C.u.c.i.n.a.
(Metro A: Piazza di Spagna)
Via Mario de' Fiori 65
Tel. 06 6791275
Un negozio di casalinghi con stile sobrio ed elegante. I prezzi e le merci sono simili ai quelli di 'Gusto e vende anche gli attrezzi di cucina professionale. Lo staff era cortese anche se non particolarmente generosi nel sorridere. Merita, dunque, la visita, anche soltanto per dare un'occhiata.

Peroni
(Metro A: Ottaviano-San Pietro)
Piazza Dell'Unità 29
Tel. 06 3210852
Situato in un semi-interrato in una laterale di via Cola di Rienzo, sulla sinistra del mercato. Puo' passare inosservata dato che l'insegna è molto piccola. Un negozio semplice con l'aria molto familiare come le botteghe di una volta. Non tutte le merci sono in vista, quindi non esitate nel chiedere alle commesse, sono molto disponibili nel darvi una mano senza essere invadenti. I prezzi sono ragionevoli e potete trovare gli attrezzi di cucina professionale, soprattutto di pasticceria.

Rileggendo il post, penso che abbiate capito quali siano i miei preferiti delle tre categorie, non serve indicarli! ;o) Suggerimento per l'alloggio: zona Vaticano, quartiere Borgo Pio-Castel Sant'Angelo, così potete fare il giro di questi negozi anche a piedi. Ah, se sapete qualche altro indirizzo, fatevi avanti!

mercoledì 11 febbraio 2009

Cavolo Rapa (Kohlrabi)

Ho trovato questa verdura strana in una catena friulana di prodotti biologici, La Cirignicule, e ovviamente l'ho presa per curiosità. Fino ad allora l'avevo vista solo nei libri di cucina francese o inglese. Dicono che appartenga alla famiglia del cavolo ma si mangia soprattutto la radice, non le foglie né i fiori. Effettivamente le poche foglie che ha assomigliano a quelle di un broccolo e anche quando la sbucciate… mamma mia che odore forte! Quasi quasi volevo rinunciare a cucinarla ma, per ampliare il repertorio del mio palato, devo provare tutto! Bè, tranne gli insetti, il coniglio o le parti troppo stravaganti degli animali: quelle proprio no!

Comunque, secondo le vari fonti, i suoi valori nutrizionali sono simili a quelli dei suoi cugini ed esiste anche la varietà porpora. La polpa cruda ha la consistenza di una rapa, acquosa e croccante, se grattugiata o affettata sottilmente si può mangiare come insalata. Come le altre verdure nodose, questo bulbo è versatile come le patate. Si presta a diverse preparazioni, nelle minestre o zuppe, al forno, semplicemente bollita o cotta al vapore.
Siccome stavo facendo le patate al forno, ho optato per questo procedimento. Ho sbucciato il cavolo rapa, l'ho tagliato a cubetoni e sbollentato in acqua leggermente salata per circa 10 minuti fino a quando la polpa è diventata trasparente. L'ho scolato e condito con olio extra vergine di oliva, sale, pepe. Poi, in forno a 180°C per circa 10-15 minuti fino a quando si è formata la crosta dorata.
Il risultato? Devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa e penso che lo prenderò ancora. Il croccante fuori ricorda le patate e la polpa era diventata morbida e dolcissima come quella di una barbabietola al vapore o al forno.

venerdì 1 agosto 2008

Fichi Caramellati al Miele

Finalmente stanno arrivando i fichi in quantità industriale al mercato. Beati voi che ne avete un albero nel vostro giardino! Io li adoro. Dato che li posso trovare solo in questo periodo dell'anno, tendo a comperarne tanti e a mangiarli anche come merenda.
Mi capita però, a volte, di trovare dei fichi che non sono ancora abbastanza maturi e dolci. Se capita anche a voi, questa è una ricetta molto veloce e semplice per usarli.
Sono buonissimi mangiati tiepidi ed accompagnati con del gelato. Perfetti anche come un dessert estivo di fine pasto, soprattutto quando avete una cena con amici all'improvviso.

per circa 6-7 persone:
10 fichi
10 cucchiaini di miele

(meglio se di acacia o miele con un colore chiaro e un gusto delicato)
zucchero di canna grezzo q.b.

Dividere i fichi a metà. Preparare una pirofila o una teglia con dell'acqua (circa 0,5 cm di altezza) e disporre i fichi con la parte tagliata verso l'alto. Versare circa un cucchiaino di miele su ogni spicchio e una spolverata di zucchero di canna grezzo. Mettere nel forno già caldo a 180°C per circa 15-20 minuti dipende dalla grandezza del frutto. Sono pronti quando la polpa non è più bianca ma dorata. Lasciar intiepidire.
Servire con lo sciroppo che si sarà creato sul fondo della pirofila e del gelato alla crema o almeno che abbia un gusto neutro e non acidulo.
Nella foto ho abbinato i miei fichi caramellati con il gelato alla cassata siciliana e li ho decorati con una spolverata di cacao amaro.

Ho trovato questo gusto particolare in una gelateria qui, a Udine, dove abito. Devo dire che è uno dei gelati più buoni che abbia mai mangiato.Se siete indigeni o vi capita di passare per Udine e volete assaggiarlo, questo è l'indirizzo:

Gelateria "Mont Blanc" (No, non mi pare che i titolari siano francesi!)
Via Adriatica 172, Basaldella di Campoformido (UD)
tel. 0432 561484

Se vi piacciono i classici, sono ottimi il pinolato e il pistacchio, ma vi consiglio vivamente di provare, oltre alla cassata siciliana (ovviamente!), "la mandorla tostata". Secondo il mio palato è una versione più delicata del gusto amaretto arricchita con tante mandorle intere caramellate.