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lunedì 3 febbraio 2014

Meatless Monday: Fideuá de Verduras



Ho riflettuto un pochino questo weekend. Conoscendomi, devo avere delle scadenze per mettermi a cucinare, fotografare e scrivere ricette per questo blog. Altrimenti tendo a tralasciarlo per altre cose che considero più urgenti: quelle che mi aiutano a pagare la rata dell'iPad per esempio! :p
Quindi, mi sono data una scadenza, ogni due lunedì posterò qui una ricetta senza carne, per sostenere l'iniziativa Meatless Monday o Meat Free Monday - Lunedì Senza Carne - che sta prendendo sempre più piedi nella blogosfera, soprattutto in quella Statunitense e Britannica. Farlo ogni lunedì mi sembra un po' troppo impegnativo! Andiamo per gradi direi, no? ;) Allora, a iniziare da quest'anno (di cavallo), cercherò di mantenere la promessa che, mal che vada, avrete due ricette vegetariane al mese. Potrebbe andare?

Bene, allora iniziamo con questa ricetta di fideuá de verduras che è già stata pubblicata nell'edizione invernale di Bontât. Cliccate pure il link accanto per sfogliare e scaricare gratuitamente le prime due edizioni di questa rivista ideata da Giulia e realizzata assieme ad altre amiche blogger: Alessandra, Chiara, Micaela e Valentina, delle quali ho parlato più volte in occasione degli eventi Friuli DOC e Ein Prosit.

Fideuá è un piatto tipico della zona costiera Valenciana, più precisamente della città di Gandía, dove tutt'ora gli è dedicato un concorso annuale. Prende il nome dalla parola fideu che vuol dire pasta o vermicelli in Valenciano. I vermicelli sono cotti in una padella piatta e larga con un bordo basso che si chiama paellera, la stessa che si usa, appunto, per fare la più famosa paella. Anche il procedimento della preparazione è il medesimo.
Su dice che la fideuá fu creata negli anni 30 dalla disperazione di un cuoco di bordo, Gabriel Rodríguez Pastor, e del suo aiutante, Juan Bautista Pascual. Al loro patron piaceva molto arroz a banda (riso cotto con il brodo di pescato, simile alla paella) che solitamente gli preparavano, al punto che non rimaneva mai nulla per i lavoratori. Un giorno, per dispetto, cambiò il riso con i vermicelli sperando, così, che il piatto sarebbe piaciuto di meno. Ma il trucco non funzionò e la fama della fideuá, successivamente, si diffuse quasi come quella della sorella maggiore, la paella.
Nella fideuá solitamente si mettono i crostacei e i pesci a polpa bianca, qui avrete la versione vegetariana. Visto il breve tempo di cottura, sicuramente è un piatto salvavita, potrete sfamare tanti ospiti senza dover stare tutto il giorno in cucina!

Per 3 porzioni

180 gr capellini spezzati
1 peperone rosso
100 gr fagiolini
1 pomodoro ramato
1/4 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaino colmo di paprica affumicata (Pimenton de la Vera)*
0,03 gr zafferano in pistillo
Olio extra vergine di oliva
Sale

Brodo vegetale:
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla
1,5 l acqua circa
Sale grosso

Preparate il brodo vegetale mettendo tutti gli ingredienti in una pentola a fiamma media, con l'accortezza di mettere il sale solo quando l'acqua avrà preso il bollore. Abbassate la fiamma e tenetelo sempre caldo con una fiamma bassa per non farlo evaporare troppo. Può darsi che non vi occorra tutto il brodo, è sempre meglio averne di più.
Mettete lo zafferano in ammollo con mezzo mestolo di brodo. Tritate l'aglio e la cipolla finemente. Private il pomodoro dalla buccia e dai semi, quindi tagliatelo a minuscoli dadini.
Dividete il peperone a metà, levate il torsolo, i semi e i filamenti bianchi. Tagliate a dadini di 1 cm circa. Per dare un tocco Natalizio potete anche tagliarlo con un taglia biscotti a forma di stellina. Se non digerite bene il peperone, volendo, potete precedentemente sbucciarlo con l'aiuto di un pelapatate. Successivamente, tagliate i fagiolini a bastoncini di 1 cm circa.
Prendete una padella piatta di ferro o di inox con un diametro di 30 cm circa. Scaldate un po' di olio, sufficiente per velare il fondo della padella e fate appassire dolcemente la cipolla e l'aglio.
Unite i fagiolini assieme a un pizzico di sale e rosolate per un paio di minuti prima di aggiungere il pomodoro, il peperone e la paprica affumicata. Salate leggermente di nuovo e rosolate per altro paio di minuti. Aggiungete mezzo mestolo di brodo se vedete che le verdure stanno iniziando ad attaccarsi e le cipolle stanno dorando un po' troppo.
Distribuite i capellini spezzati omogeneamente su tutta la superficie della padella. Versate lo zafferano ammollato e aggiungete abbondante brodo fino a coprire i capellini di un centimetro di altezza.
Scuotete la padella, senza alzarla dalla fiamma, facendo un movimento circolare per distribuire meglio le verdure e i capellini. Lasciate a cuocere a fiamma media fino a quando il brodo sarà assorbito del tutto dalla pasta. Ci vorranno circa 5 minuti, ma dipende molto dalla grossezza della vostra pasta.
Assaggiate e valutate se vi piace la consistenza. Aggiungete ancora un filo di brodo se pensate sia ancora troppo al dente e proseguite fino a quando il liquido si sarà assorbito di nuovo.
Spegnete la fiamma, coprite la padella con un coperchio o un canovaccio pulito e inumidito e lasciate la fideuá a riposare per circa 10 minuti prima di servirla.


Note:
Come già accennato, potete usare la stessa ricetta per preparare la paella. Avrete però il bisogno di più brodo e più tempo per la cottura. Il riso usato per la paella è a chicco tondo, di una varietà che si chiama Bomba. Il riso originario nostrano è un buon sostituto.
La buona riuscita della fideuá e della paella si giudica dalla crosta, detta socarrat, che si crea sul fondo della padella. Dev'esserci per dare un sapore leggermente tostato ma non troppo; altrimenti saprà di bruciato.

*Pimentón de La Vera è una paprica affumicata D.O.P. della zona La Vera in Extremadura; fondamentale nella cucina spagnola per preparare tante pietanze della tradizione, incluse la paella e la fideuá. Si vende solitamente in latta o in un sacchetto di tessuto ed è disponibile in tre gradi di intensità; dulce (dolce), agrodulce (media) e picante (piccante). In Italia non è ancora molto diffusa ma si può trovare con facilità on-line.

venerdì 15 aprile 2011

Pancake di Ricotta con Banane Caramellate


Visto che nel weekend non dovete correre, perché non dedicare una mezz'oretta in più per prepararvi qualcosa di più interessante, invece di mangiare i soliti tristi biscotti? Questi pancake sono perfetti per una tarda colazione di domenica mattina, magari consumati in terrazza con una bella tazza di caffè latte, un bicchiere di spremuta e, perché no, il giornale in mano.
In questa mia versione ho usato la ricotta per avere dei pancake più soffici che rimangono morbidi anche il giorno dopo. In questo modo evito anche di usare il burro o l'olio nell'impasto, visto che i suoi accompagnamenti solitamente non sono proprio dietetici. Quello ideale sarebbe lo sciroppo d'acero, che potete trovare nei negozi di prodotti biologici o nei grandi supermercati. Purtroppo, questo sciroppo non costa poco, in mancanza, va bene anche il miele.
Non ho scritto la ricetta in grammi bensì in cucchiai. Immagino che nessuno abbia voglia di prendersi la bilancia per misurare gli ingredienti appena si sveglia. In più, le dosi sono abbastanza facili da ricordare, anche per una mente ancora assonnata.

per circa 3 persone (10-12 mini pancake)

Banane caramellate
3 banane
una noce di burro
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 pizzico di cannella

Fate sciogliere il burro in una padella antiaderente a fuoco basso. Quando sentite lo sfrigolio, unite le banane precedentemente tagliate a rondelle di 1 cm circa. Quindi, cospargete di zucchero di canna e di cannella. Lasciate che lo zucchero si sciolga e si caramellino.
Infine, girate le banane per far dorare anche l'altro lato. Se vi sembra che lo zucchero si stia restringendo troppo, potete aggiungere un goccio di acqua per evitare che il caramello si bruci.

Pancake di ricotta
1 vaschetta di 100 gr di ricotta
1 uovo
5 cucchiai rasi di zucchero semolato
5 cucchiai di farina 00
2 cucchiaini di lievito per dolci
un pizzico di bicarbonato
5 cucchiai di latte
olio vegetale
sciroppo d'acero

Rompete l'uovo su un'ampia ciotola, unite la ricotta e lo zucchero. Amalgamate bene con una frusta finché lo zucchero si è sciolto.
Setacciate la farina assieme al bicarbonato e il lievito e incorporate al composto di uova. Infine, versate il latte e mescolate il tutto per avere un impasto liscio e denso.
Ungete leggermente una padella antiaderente con l'olio e asciugate l'eccesso con un pezzo di carta da cucina piegato in 8. L'olio deve solo "velare" la superficie della padella. Quindi, scaldatela a fuoco basso.
Quando la padella sarà calda, versate un cucchiaio e mezzo del composto e appiattitelo leggermente. In una padella di circa 30 cm di diametro dovreste riuscire a far stare 2-3 pancake.
Quando vedete che i bordi si stanno rassodando e al centro cominciano a formare delle bolle, girateli e continuate la cottura dell'altro lato per 1 minuto circa.
Ripetete l'operazione fino all'esaurimento dell'impasto, passando la padella ogni volta con la carta da cucina unta.
Servite con le banane caramellate e un giro (o due) di sciroppo d'acero.

giovedì 17 marzo 2011

Polpettine (Tricolori) di Pollo al Sesamo


Non sono italiane ma con i colori ci siamo, no? Il verde del prezzemolo, il bianco dalle polpette e il rosso dei pomodori. Non è proprio una ricetta indonesiana o cinese, ma più che altro è una cosa inventata da me per sbarazzarmi di un pezzo di petto di pollo che avevo in frigo. I pomodorini e il prezzemolo li ho aggiunti per una questione cromatica, ma direi che ci stanno. Magari anche un po' di Prosecco all'inizio di una cena? Io sono un'ignorante della materia, attendo consigli e suggerimenti vostri per l'abbinamento.

per circa 20 polpettine:

300 gr di petto di pollo
10 gr di zenzero


1 cucchiaio farina di tapioca o maizena


5 gocce di olio di sesamo


50 gr semi di sesamo bianco
sale


pepe bianco


pomodorini


foglie di prezzemolo


olio di arachidi



Tagliate i pomodorini in 4 spicchi e pulite dai semini. Mondate e lavate il prezzemolo e scegliete le foglie più belle. Mettete a parte al fresco. Questi vi serviranno per guarnizione.


Sbucciate e grattugiate lo zenzero. Sarebbe meglio con una grattugia specifica o con la Microplane. In questo modo potete scartare facilmente i filamenti e usare solo la polpa e il succo.


Tagliate il pollo a dadi e ponetelo nel cutter / sminuzzatore. Unite lo zenzero, la farina di tapioca e l'olio di sesamo. Salate, pepate e frullate finché la carne sarà macinata finemente e avrete un composto appiccicoso.


Preparate una ciotola di acqua per inumidire le vostre mani e cominciate a formare delle polpettine di 2,5 cm di diametro circa, quindi arrotolatele sui semi di sesamo.


Scaldate abbondante olio in un wok e friggete le polpette fino alla doratura. Fate scollare l'olio in eccesso su una carta assorbente.
Decorate con uno spicchio di pomodorini e una foglia di prezzemolo. Tenete uniti i componenti con uno spiedino da finger food. Potete servire queste polpette calde o a temperatura ambiente.

venerdì 11 marzo 2011

Quesadillas


Questi giorni sono un pò indaffarata, a volte ricordo solo all'ultimo momento che forse è giunto il momento di pranzare! Quando la fame attacca ma non ho tanto tempo per mangiare, questa piadina stile messicano, ovvero la quesadilla, è ideale. Si prepara in pochissimo tempo dato che quasi non si cucina, con gli ingredienti che (quasi sempre) ho in frigo. E' molto comoda anche da consumare davanti al computer e, se volete, da portare in ufficio. In questo caso, sarebbe meglio riscaldare la piadina nel microonde, altrimenti perdete la bellezza del formaggio filante.

per 4 quesadillas:

1 pacco di tortillas di 8 pezzi
1 pacco di 250 gr di cheddar o scamorza, a fette
4 friggitelli
4 pomodori secchi
un pizzico di coriandolo in polvere
qualche foglia di coriandolo fresco (se c'è, altrimenti saltatela)

Tagliate i friggitelli e i pomodori secchi a dadini e tritate il coriandolo fresco. Mescolateli in una ciotola assieme a un pizzico di coriandolo. Dividete in 4.
Adagiate una foglia di tortilla su una griglia di ghisa già calda e cospargete di 1/4 del trito di friggitelli e pomodori.
Appoggiate 2-3 fette di cheddar e coprite con un'altra foglia di tortilla.
Quando il formaggio sarà sciolto, girate per far dorare ambi i lati della quesadilla.
Fate lo stesso con le altre tre piadine.

Basteranno per 4 persone in dieta e 2 persone molto affamate. ;o))

lunedì 14 febbraio 2011

Tortino Fondente al Cioccolato


Non festeggio molto il giorno di San Valentino, mi sentirei troppo sdolcinata! Però se mi arrivasse un bouquet di fiori, tipo dei bei carciofi romani, sarei contentissima! ;o))
Vabbé, comunque sia, vorrei augurarvi una bella giornata passata con i vostri cari. Visto che è una giornata di lavoro, non so se pensavate di passare la serata massacrandovi davanti ai fornelli per preparare una cena romantica, nel caso, vi do una ricetta di un dolce semplice che ritengo sia molto sensuale! :o)) Poiché contiene il cioccolato, dicono sia anche afrodisiaco, ma non potrei darvi garanzie. Provatelo e poi mi sapete dire! ;p

per 4 tortini:

100 gr di cioccolato fondente al 50-75%
60 gr di burro + altro per imburrare
60 gr di zucchero di canna
30 gr di farina 00, setacciata
2 gr di lievito per dolci
120 gr di uova (2 grandi)
cacao q.b.
zucchero a velo

Fate scogliere il cioccolato e il burro a bagnomaria in una bastardella: un recipiente concavo di inox.
In un'altra ciotola, amalgamate la farina, il lievito, lo zucchero e le uova. Aiutatevi con una frusta.
Unite il cioccolato sciolto all'impasto, poco alla volta, e mescolate con una spatola.
Imburrate gli stampi di alluminio e rivestiteli di cacao.
Successivamente, riempiteli fino al 3/4 con il composto.
Infornate a in un forno ventilato già caldo a 200°C per 7 minuti.
Togliete dal forno e aspettate per circa un minuto prima di togliere i tortini dallo stampo.
Rovesciate su un piattino e decorate con lo zucchero a velo.
Se siete golosi, potete mettergli accanto una pallina di gelato alla vaniglia o al cioccolato. Mi raccomando, però, non di quello industriale! Altrimenti rovinate la magia! ;p

giovedì 27 gennaio 2011

Sambal Tempeh


Una ricettina veloce e semplice per cucinare tempeh in modo gustoso, almeno per me. Nel mio paese, tofu e tempeh sono le principali fonti di proteine. Com'è risaputo, questi due prodotti sono ricchi di fibre, sono molto nutrienti e, almeno in Indonesia, costano poco. Sono quelli che si definiscono "cibi poveri". A mia mamma, però, da buona indo-cinese, il tempeh non piace: l'unico modo per farglielo mangiare è in questa versione. Sambal vuol dire "salsa (condimento) al peperoncino", quindi, occhio se vedete questa parola sul menù! Meglio che non lo ordiniate se non riuscite a sopportare il piccante. 



Per 3 persone:



250 g di tempeh al naturale

2 peperoncini rossi grossi, senza i semi e tagliati a strisce

3 peperoncini verdi piccanti (potete sostituire con una varietà meno piccante)

una punta di aglio

un mini pezzetto di terasi tostato (in alternativa, un pò di pasta di acciughe)

sale

olio di semi (di arachidi o di senape) 



Tagliate il tempeh a fette grosse 0,5 cm circa. Salate leggermente e rosolate in poco olio e fate dorare su entrambi i lati. Se la qualità del tempeh è buona, non dovrebbe assorbire troppo olio e dovrebbe formarsi una crosta leggermente croccante.

Scolate e appoggiate sulla carta da cucina per assorbire l'olio in eccesso.

Mettete gli altri ingredienti per sambal in un mortaio e pestate il tutto, come per fare il pesto. Se siete pigri, mettete tutto in un cutter, anche se, secondo me, il sapore si altera leggermente.

Infine, aggiungete le fette dorate di tempeh alla pasta di peperoncino. Premete e pestate leggermente per spezzettarlo e per far assorbire il sambal. Il risultato finale dovrebbe sembrare della carne macinata, come nella foto.

Servite con del riso thai al vapore, bello caldo. Come il ragù sulla pasta!

giovedì 21 ottobre 2010

Ratatouille all'aceto balsamico 

Mi auguro che tra di voi non ci siano dei filo-francesi critici che comincino a protestare e a dirmi che questa ricetta NON è la vera ratatouille. Lo so bene! Ma chiamarla così suona meglio ed è molto più breve di "Dadolata di verdure al forno all'aceto balsamico" che, tra l'altro, non sta nemmeno nello spazio apposito per il titolo. ;o)) 



Allora, ho preso un peperone giallo, uno rosso e uno verde, una melanzana, tre zucchine e, già che stavo facendo pulizia del frigo, tre carote.



Ho tagliato tutte le verdure a dadini, più o meno della stessa grandezza. Ovviamente, prima ho sbucciato le carote e mondato i peperoni.


Fatto questo, ho accesso il forno (ventilato) a 170°C e ho versato il tutto in due placche da forno. Non ho stretto troppo le verdure perché altrimenti sarebbero diventate lesse non arrostite.


Ho condito con il sale, il pepe e l'olio extra vergine di oliva. Ho mescolato bene il tutto in modo che il condimento coprisse bene tutta la superficie.
Ho inserito le teglie nel forno una volta raggiunta la temperatura desiderata. 

Ho aspettato che il tutto fosse leggermente dorato e che le carote fossero tenere, prima di togliere le teglie. Erano passati circa 20-25 minuti, ma dipende sempre da quanto grande sono i dadini di verdure.
Successivamente, ho aggiunto 2 cucchiai di aceto balsamico, un cucchiaio per ogni teglia, e ho mescolato bene.
Ho atteso 5 minuti prima di mangiarla così com'è, con un pò di fettunta. A mio marito piace come contorno, soprattutto con della scamorza affumicata alla piastra. 



Con questa dose, penso di aver fatto la ratatouille sufficiente per 4 persone, ma magari, come spesso accade, ho esagerato! ;o))


venerdì 8 gennaio 2010

Pesto di Coriandolo Fresco e Mandorle

La befana è andata via e sono tornata io! ;o)) Questa volta, scusate davvero per la mia lunghiiiiiissssima assenza! Il mese scorso è stato molto impegnativo dal punto di vista lavorativo. Essendo una precaria, collaboro con più posti e, chissà perché, tutti mi hanno chiamata nel mese di dicembre! Per l'amor di Dio, è andata bene così, se non che, un paio di volte, mi capitava di dover correre da un posto e l'altro e di fare praticamente 2 giornate di lavoro in una! Alla fine, quando arrivavo a casa, il cervello poteva pensare solo al piumone e non ero più in grado di scrivere in italiano decentemente! ;o))
Di conseguenza, come avete notato, non sono riuscita a pubblicare le ricette di quei contorni express che vi ho accennato. Peggio ancora, non sono riuscita nemmeno a farvi gi auguri di Natale.... :o( Ora, con il ritardo di una settimana, vi auguro un 2010 splendido, pieno di gioa, soddisfazioni e tante buone cose da... sperimentare. Ed ecco la prima:

per 3-4 persone

210-300 gr di bavette (dipende dal vostro appetito)
30 gr mandorle pelate, tritate
30 gr grana, grattugiato
2-3 mazzetti (20 gr circa) di coriandolo fresco, foglie e gambi
una punta d'aglio
100-120 ml olio extra vergine di oliva

sale q.b.

mandorle pelate in scaglie, q.b.
(facoltative)

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata bollente. Uso le bavette, ma potete usare altri tipi di pasta, anche le troffie liguri vanno benissimo.
Frullate il resto degli ingredienti con un minipimer, tranne le mandorle in scaglie.
Condite la pasta cotta con il pesto ottenuto.
Dividete in porzioni e spolverate di mandorle in scaglie. Quest'ultimo tocco non è obbligatorio, mi piace l'effetto croccante che dà e, nello stesso tempo, richiama le mandorle usate nel pesto.
Mangiate la pasta bella calda!

Ora, è giunto il momento per me di tornare a fare il bucato e mettere a posto la casa che ho abbandonato per un mese. Poi, dovrò andare a fare la spesa per la cena a Casa del Campo domani sera. Salvo rari occasioni, adesso ci sono io a cucinare al circolo ogni sabato sera. Quindi, se siete da queste parti, passate pure! Mi farebbe davvero tanto piacere! :o) A presto! Promesso!

venerdì 6 novembre 2009

Tofu in Pastella al Pepe Sichuan

Non saprei come catalogare questa ricetta, forse ‘aperitivo-finger food’ potrebbe andare...
Noi indonesiani, mangiamo tofu e tempeh in pastella come snack salati di metà mattina o metà pomeriggio, per riempire quel buco nello stomaco prima di pranzo o di cena. A Jakarta, la mia città natale, trovate facilmente chioschi o carrelli che li vendono: almeno uno ogni 500 metri!
Questa ricetta, però, non è indonesiana, ma è un mio adattamento di tofu fritto cinese che ho visto in un programma televisivo di Kylie Kwong, un paio di anni fa. Non mi ricordo come l'aveva preparato esattamente, quindi l'ho fatto a modo mio.
Qui sotto, ho scritto che la dose è per due persone, ma ieri l’ho mangiato tutto da sola come pranzo! xo) Quindi, vedete voi come regolarvi. Raddoppiatela pure se vi sembra sia troppo poca. Ah, mangiare con le mani e leccarsi le dita non è vietato, anzi, è raccomandato! ;o))

per aperitivo di 2 persone:

150 gr di tofu al naturale
2 cucchiai di farina autolievitante + altra per infarinare
60 ml circa di acqua ghiacciata*
1 cubetto di ghiaccio*
sale fino q.b 1 cucchiaino di pepe Sichuan (in alternativa: pepe rosa)
fiocchi di sale q.b. **
olio di arachidi q.b, per friggere

Tostate il pepe di Sichuan in una padella finché diventa leggermente più marrone e ne sentite il profumo. Quindi, riducetelo in polvere con il pestello e il mortaio.
Tagliate il tofu a cubetti di 2x2 cm circa e rotolateli nella farina. Questo procedimento aiuta la pastella ad attaccarsi più facilmente.
Mescolate gli altri 2 cucchiai di farina con un pizzico di sale e l'acqua ghiacciata, quanto basta per fare una pastella densa (circa 60 ml). Unite il cubetto di ghiaccio per tenerla sempre fredda.
Scaldate l'olio a fuoco medio-alto, tenendo d’occhio di non bruciarlo. Immergete i cubi di tofu nella pastella e friggeteli poco alla volta, per non abbassare troppo la temperatura dell'olio. Per fare questa operazione uso solitamente le bacchette o una pinza a punta fine. Così non rischio di friggermi anche le dita. ;o)
Quando la pastella sarà leggermente dorata, scolate e riponete il tofu sulla carta paglia (carta da cucina) per assorbire l'olio in eccesso. Spolverate di pepe di Sichuan e i fiocchi di sale a piacere. Come sempre, il fritto va servito caldo.

*Tenere la pastella ghiacciata aiuta a rendere la frittura più croccante, per il contrasto della temperatura che subisce.
**Potete sostituire i fiocchi di sale con il sale fino normale. Io lo preferisco per la sua consistenza "croccante".

martedì 3 novembre 2009

Vellutata di Zucca Arrostita con Paprica Affumicata

Volete che non faccia una ricetta con la zucca? Mi sa che per un periodo ne sarete bombardati! ;o) Abbiate pazienza, ho preso circa 2 kg di zucca e devo cercare di consumarla in vari modi per non annoiarmi. Insomma, non posso mangiarla solo nella forma di vellutata ogni sera, no?
Per ridurre l'ingombro di una zucca intera, la prima cosa che faccio è tagliarla a spicchi (o cubi) grossi. Poi, la arrostisco in forno a 180°C per circa 20-30 minuti, finché è cotta e morbida. Non serve sbucciare prima, la pelle si ammorbidirà e si rimuoverà facilmente quando la zucca sarà cotta. In questo modo, risparmiate il tempo e non rischiate nemmeno di tagliarvi un dito. In seguito, divido questa zucca arrostita in porzioni e la conservo in frigo, in attesa della prossima trasformazione. Ed ecco la prima:

per 2 persone:

350 gr di zucca butternut, già arrostita e sbucciata
1/4 di cipolla, tritata
600 ml acqua (o brodo vegetale)
noce moscata, q.b.
paprica affumicata, q.b.*
sale e pepe, q.b.

Accendete il fornello a fuoco dolce. Fate stufare la cipolla tritata in una casseruola con un po' di olio evo e una noce di burro. Quel poco di burro serve per non "bruciare" l'olio facilmente.
Unitevi la zucca, salate, pepate e lasciate soffriggere per un paio di minuti, giusto il tempo di riscaldarla.
Versate l'acqua, aumentate il calore e lasciate sobbollire la zuppa fino a quando il liquido si è ristretto di circa un terzo. Per ridurre il tempo di cottura, potete versare l'acqua già calda.
Infine, aggiungete una grattugiata di noce moscata e una spolverata di paprica affumicata. Lasciate cuocere ancora per un minuto e frullare il tutto con un minipimer.
Servite caldo con un giro di olio extra vergine di oliva, dei crostini e ancora una spolverata di paprica.

*Se non avete la paprica affumicata, potete fare questa vellutata anche senza, sarà comunque buona. L'ho aggiunta perché mi piace sentire quel pizzico di piccante e il retrogusto affumicato. Dato che ora ne ho 3 barattoli, sono in una fase in cui la metto ovunque! ;o)

giovedì 15 ottobre 2009

Pere Sciroppate con Salsa al Cioccolato

E' arrivato l'autunnoooo!!! No, anzi, è arrivato l'inverno! Non sono per niente contenta, rivoglio disperatamente il caldo!!! :o(( Se potessi, andrei in letargo e mi risveglierei in primavera. Sì, come gli orsi! ;o) Così non devo convivere con le giornate fredde e buie! Ah, però magari mi sveglio un attimo a Natale! :o)
Con questo inizio di freddo, le pere si trovano in abbondanza. Il loro matrimonio con il cioccolato è un classico che vediamo più che altro in forma di torta, tra l'altro molto adatta con una tazza di tè per scaldarci. Ma devo ammettere che non sono proprio un'amante della torta di pere al cioccolato. Preferisco mangiare le pere così come sono o sciroppate. Quindi, anche se fa freddo, pere e cioccolato, li sposerei così:

per 6-8 persone

Pere sciroppate
6-8 pezzi (1,5 kg circa) pere morettino o kaiser
1 l + 1 ciotola di acqua

150 gr zucchero semolato
il succo e la scorza di un limone


Ricavate delle strisce di scorza di limone con un pelapatate e spremete il succo. Mettete a bollire 1 litro di acqua con lo zucchero, la scorza e metà del succo di limone. Girate lo sciroppo all'inizio per aiutare a sciogliere meglio lo zucchero.
Sempre con un pelapatate, sbucciate le pere senza staccare i piccioli. Sono belli da vedere e aiutano a tenere ferme le pere quando le mangiate. Immergete subito le pere sbucciate in una ciotola di acqua acidulata con il succo di limone rimasto, per evitare l'ossidazione.
Appena lo sciroppo prende il bollore, unite le pere e fate sobbollire per circa 15 minuti. Se usate le pere kaiser, cuocete per qualche minuto in più. Trascorso il tempo, spegnete il fuoco e lasciate a raffreddare nello sciroppo.
Dato che queste pere sciroppate non contengono tanto zucchero, conservatele in frigorifero e in un contenitore ermetico, per al massimo 2-3 giorni. Servite fredde (o a temperatura ambiente) con la salsa al cioccolato.
Se avete la fortuna di abitare in un posto con una temperatura adatta, un'aggiunta del gelato alla crema ci starebbe proprio bene.

Salsa al cioccolato
100 g di cioccolato fondente (minimo al 70% di cacao)
150 ml dello sciroppo di cottura

Tagliate il cioccolato in piccoli pezzi e scioglietelo a bagno-maria con un fuoco dolce. Il fondo della bastardella di inox (o della ciotola di vetro) non dovrebbe toccare l'acqua che sobbolle nella pentola sottostante.
Aggiungete lo sciroppo e amalgamate bene con una spatola di gomma. Non usate la frusta perché incorpora troppa aria e la salsa avrebbe troppe bolle. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
All'inizio vi potrebbe sembrare troppo liquida, ma mano a mano che si raffredda la salsa si addensa e ottiene la giusta consistenza a temperatura ambiente.
Se non la usate subito, conservatela in frigorifero, con l'accorgimento di tirarla fuori dal freddo circa 15-20 minuti prima dell'uso.

mercoledì 23 settembre 2009

Tahu Telur con Sambal Ketjap

Ovvero, la frittata di tofu con la salsa piccante di soia dolce. Se i miei amici indonesiani vedessero questo post, mi riderebbero in faccia. Da me, la frittata è considerato un piatto da disperati, il più facile che si possa fare. Quando la mamma non ha cucinato nulla, ti fai una frittata. Si mangia, poi, con un bel piatto di riso caldo, condito con il ketjap manis (salsa di soia dolce) e il sambal (salsa piccante). Ma non sanno che cuocere bene un uovo non è così semplice come potrebbe sembrare! ;o)
Come in tante altre parti del mondo, in Indonesia si trovano anche l'uovo strapazzato, l'occhio di bue e l’omellette semplice con solo il sale e il pepe. Tuttavia, la frittata più popolare, dove abbiamo messo sicuramente le nostre "zampette", è quella con i peperoncini e lo scalogno tagliati a rondelle sottili. Poi, c'è questa frittata di tofu che solitamente si accompagna con una salsa di arachidi. Comunque sta bene anche con "sambal ketjap", ed è decisamente più facile da fare. Così accontento anche alcuni di voi arrivati per caso qui dopo aver digitato "sambal ketjap" o “salsa ketjap” su google. ;o)

per 2 persone

Tahu Telur
2 uova

150 gr di tofu al naturale

sale e pepe q.b.

olio di semi o di arachidi q.b.
, per friggere

Sbattete leggermente le uova in una ciotola. Con l'aiuto di una forchetta, riducete la polpa di tofu in briciole grosse e unite alle uova. Salate e pepate e amalgamate bene. A fuoco medio, scaldate circa 2 cucchiai di olio in una padella (diametro 20 cm circa), meglio se antiaderente. Versate metà della composta e cercate di coprire omogeneamente tutta la superficie della padella. Abbassate il fuoco al minimo e coprite con un coperchio, possibilmente di vetro con il buco per far fuoriuscire il vapore creato dalla cottura. Girate la frittata quando la parte centrale comincia a solidificarsi. Potete farlo lasciando scorrere la frittata sul coperchio e voltarla sulla padella. Continuate la cottura senza il coperchio per circa 2-3 minuti, fino ad arrivare alla doratura.
Ripetete queste operazioni per l'altra metà della composta per ottenere due frittate. Servite con il riso al vapore e la salsa ketjap piccante.

Sambal Ketjap
5-6 cucchiai di ketjap manis (salsa di soia dolce Indonesia)
1/4 di lime, spremuto
2-3 peperoncini tailandesi, puliti dai semi.
1 scalogno piccolo

Tagliate i peperoncini e lo scalogno a rondelle sottili o a dadini, a seconda dei vostri gusti. Raccoglieteli in una ciottola, aggiungete la salsa di soia e il succo del lime. Mescolate bene con un cucchiaino e versate sopra la frittata.

Nota:
Se non trovate la salsa di soia dolce indonesiana, potete sostituirla con quella tailandese che si trova facilmente nei negozi alimentari orientali. A Udine potete comperarla in un negozio che ho segnalato qui, dove trovate anche i peperoncini tailandesi. Nel caso, potete sostituire questi ultimi con altri tipi di peperoncini (più o meno piccanti) che desiderate.

mercoledì 19 agosto 2009

Zuppa Fredda di Pomodori

Questa ricetta ricorda un gazpacho, ma è la zuppa fredda di pomodori dello chef Locatelli, presa dal suo libro "Made in Italy". Il gusto è molto delicato, dato che non si usano né cipolla né aglio, come invece, succede nel gazpacho. Poi, ho aggiunto io le verdure a dadini, che la ricetta originale non prevede.
Ho fatto questa zuppa per una cena con amici, e l'ho servita nelle tazzine del caffè. In mini porzioni, potete servirla come amuse-bouche, per stuzzicare l'appetito. Anche se, questa volta, mi serviva più che altro per pulire il palato, tra l’aperitivo e l’antipasto. Altrimenti, servita nelle ciotole più grandi, questa zuppa potrebbe essere un primo molto leggero e rinfrescante. Perfetta per le giornate più calde dell'anno! Ah, dimenticavo, si prepara velocemente e senza accendere i fornelli!!!

Si fa tutto a occhio, l'importante avere 2-3 tipi di pomodori di buona qualità, meglio se, tra questi, ci sono i cuori di bue. Così suggeriva lo chef e io l’ho seguito! Ho usato alla fine tre tipi: cuori di bue, pomodorini e ramati. Grazie ad alcuni amici dei miei suoceri, dotati di immensi orti, questi giorni sono molto fornita di vari tipi di pomodori! ;o)

Tagliate i pomodori in spicchi e togliete i semi, raccogliendoli in una ciotola. A dire la verità lo chef Locatelli li sbuccia pure, ma io non ho la sua pazienza, o meglio, i suoi aiuto-cuochi. ;o) Quindi, frullate la polpa con un robot, aggiungendo una presa di sale, un goccio di olio extra vergine di oliva e un goccio di aceto. Io ho usato questo aceto di Peck che trovo sia leggermente dolciastro, ma va bene anche quello di vino bianco, di mele o, a mio avviso, anche il mirin. Se siete diligenti, usate un passaverdura al posto del robot e sarete premiati con un colore più brillante. Secondo lo chef, le lame del robot tendono a scaldarsi, quindi scaldano anche i pomodori e ne cambia il colore. Se volete un rosso intenso potete aggiungere un po’ di pasta di pomodoro, io non l'ho usata. La mia zuppa sembrava troppo liquida, quindi ho aggiunto anche poca mollica di pane. Passatela al setaccio per aiutarvi a scartare la buccia ed eventuali semi rimasti. Se vi sembra che sia troppo densa, aggiungete un goccio d’acqua. Refrigerate fino al momento di servire.

Ora, passate al setaccio anche i semi di pomodori raccolti nella ciotola e conservatene l'acqua. Salate e versate nello stampo per i ghiaccioli e congelate. A parte, togliete i semi e tagliate i pomodori verdi, pomodori rossi e i cetrioli a dadini piccoli. Condite col sale e l'olio extra vergine di oliva. Nel mio caso, ho usato l'olio al basilico.
Servite la zuppa fredda con dei ghiaccioli all'acqua di pomodoro (che aiutano a mantenerla fresca) e le verdure a dadini in superficie. Avrete ottenuto la giusta consistenza se non affondano facilmente. Altrimenti, appoggiate le verdure sopra i ghiaccioli, così almeno rimangono a gala per qualche istante, fino a quando non si sciolgono.

Per altre idee interessanti sul gazpacho, guardate questi altri siti.

lunedì 25 maggio 2009

Bocconcini di Pollo alle Foglie di Limone

All'inizio della primavera avevo fatto la potatura della mia pianta di limone e le foglie recise mi sembravano troppo belle per essere buttate via. Nello stesso tempo avevo in frigo le parti interne di petto di pollo, quelle a forma di lonzina, per interderci. Per una mia curiosità, hanno per caso un nome specifico? Comunque, dato che vanno male da tagliare a fettine sottili, spesso finiscono in pezzi piccoli nel riso saltato. Quel giorno però, dalle foglie di limone e il petto di pollo, sono nati questi bocconcini.

Per circa 10-15 bocconcini:

Tagliate circa 200 gr di petto di pollo in pezzi piccoli, grande più o meno come un pollice. Condite con il sale, il pepe, la scorza di mezzo limone grattugiata e l'olio extra vergine d'oliva. Lasciate riposare in frigo per almeno mezz'ora. Trascorso il tempo di marinatura, disponete le foglie di limone sul piano lavoro con la parte lucida verso il basso. Appoggiate ciascun bocconcino di pollo al centro di esse, arrotolate e sigillate con il picciolo. Infornate a 150°C per circa 10-13 minuti, dipende dalla grandezza dei vostri bocconcini. Togliete le foglie prima di consumarli, sono buoni freddi nell'insalata verde condita con una citronette.

Chicken Morsels in Lemon Leaves
Earlier this spring, I pruned the branches of my lemon tree and I ended up with heaps of lemon leaves and I thought it was a pity to throw them away. At the same time, in the fridge I had two pieces of the internal part of a chicken breast, that part with the shape of a sausage, I mean. Do they have a specific name, by the way? Anyway, they are kind of tricky to be cut into fillets, so they normally would end up in my fried rice. That time though, from lemon leaves and pieces of chicken breast, I came up with this recipe.

Makes 10-15 :


Cut about 200 g of chicken breast into thumb-size pieces. Season them with salt, pepper, grated zest of half a lemon and drizzle with some extra virgin olive oil. Leave to rest in the fridge for at least half an hour. Once the marinating time is over, lay the lemon leaves on a flat working surface with the shiny part facing down. Place the chicken bits at the centre of every leaves, roll tightly and close with the stems. Bake in at 150°C for about 10-13 minutes, depending on the size of your morsels. Remove the leaves prior to eating. They are good to be consumed cold with some mixed green salad seasoned with citronette.

mercoledì 22 aprile 2009

Crostino di Speck, Mozzarella e Zucchina

Questo crostino è venuto alla luce per pigrizia. Le giornate cominciano ad essere tiepide e comincio a preferire un pranzo leggero senza dover cucinare tanto. Così ho più tempo di pomeriggio per uscire a fare delle passeggiate o curare le mie piante nell'orto-terrazza. Secondo me, l'abbinamento speck-mozzarella-zucchina-timo funziona, nonostante sia nato perché non avevo scelta: erano gli ingredienti che ho trovato in frigo!

per 4-5 crostini:

1 panino tipo ciabatta o zoccoletto
50 gr di speck di Sauris
1 mozzarella da 100 gr, strappata con le mani in piccoli pezzi
1 zucchina piccola, grattugiata grossolanamente
2 rametti di timo limone, sfogliati
sale e pepe nero q.b.
olio extra vergine di oliva q.b.

Tagliate il pane a fette dello spessore di 2 cm circa. Fatele tostare leggermente in una padella antiaderente e inumiditele con un filo d'olio. In una ciotola, mettete la mozzarella, la zucchina, le foglie di timo e condite col sale, il pepe e l'olio extra vergine di oliva. Adagiate su ciascun crostino 1-2 fette di speck e l'insalata di mozzarella e zucchina.

Crostino with Speck, Mozzarella, and Courgette

This crostino came out of my laziness. The days are getting warmer and I start to feel like eating lighter lunches that don't involve lots of cooking. This way I'd have more time in the afternoon to have a walk or to do some gardening. In my opinion, the marriage between speck-mozzarella-courgette-thyme works, although I came up with it because I didn't have a choice: those were the ingredients I could find in my fridge.

Anyway, in case you're wondering, crostino (or crostini, if it's plural) is basically a tartlet made of slightly toasted bread. You can basically put whatever you like on top or just simply rub it with a bit of garlic and drizzle with good quality olive oil like Tuscany’s famous fettunta (which literally means oily slice of bread). The difference between bruschetta and crostino is their size: bruschetta is normally larger and crostino is usually bite-size.

makes 4-5 crostini:

1 ciabatta or zoccolleto bread (crispy outside and a bit soft inside)
50 g of speck from Sauris (smoked speck)
1 pack of 100 g of fresh mozzarella cheese, torn into small pieces by hand
1 small courgette, grated roughly.
2 sprigs of lemon thyme
salt and black pepper
extra virgin olive oil

Cut the bread into 2 cm thick slices, brown them lightly on a non-stick pan, and drizzle the surface with a touch of extra virgin olive oil. In a bowl, put your mozzarella, courgettes, and thyme. Season them with salt, pepper, and olive oil. Mix well. On top of each crostino, lay 1-2 slices of speck and a spoon of your mozzarella e courgettes salad.

sabato 21 marzo 2009

Spaghetti Cacio e 5 Pepi

Questa è la mia (di)versione di una classica ricetta della tradizione romana, il cacio e pepe, (sempre) molto veloce da preparare. Nonostante possa sembra semplice, non è una ricetta facilissima se volete avere un risultato come si deve. Ho imparato la versione originale da un amico, Federico, che è romano e lavora come giornalista eno-gastronomico per una nota guida italiana. Direi che ho avuto un insegnante eccellente! :o) Allora, lui mi ha raccontato che, innanzitutto, si deve usare soltanto il pecorino romano e gli spaghetti devono essere al dente. Inoltre, il risultato finale non deve essere cremoso né grumoso ma una via di mezzo: umido ma con delle "sabbie" di pecorino attaccate sugli spaghetti. La sua pasta, eseguita a regola d'arte, era perfetta e buonissima!

Ovviamente, l'alunna non é ancora riuscita a eguagliare il maestro, ma comunque non ha resistito a fare qualche modifica. L'aspetto non è come il cacio e pepe di Federico, ma il sapore non è mica male. ;o) In questa ricetta ho usato diversi tipi di pepe, mentre lui aveva usato il pepe bianco di Sarawak. Potete anche usare quello che trovate al supermercato, eh! Volevamo dare solo un tocco un po' da chef! ;o) Ah, mi raccomando, il pepe va sempre macinato (pestato) all'ultimo momento per avere il massimo del suo carattere e profumo!

Per 2 persone:

100 gr di spaghetti (o tagliolini)
50 gr di pecorino romano, grattugiato finemente
1/2 cucchiaino di pepe di Sechuan 1/2 cucchiaino di pepe rosa 1/2 cucchiaino di pepe verde essiccato 1/2 cucchiaino di pepe nero 1/2 cucchiaino di pepe bianco

Come al solito, fate bollire l'acqua per cuocere la pasta, ecc. Fate tostare sul fuoco basso i primi 3 pepi, finché schioppettano un po’ e ne sentite il profumo. Riducete in polvere con un mortaio o una macinaspezie e trasferite in una spaghettiera o un'ampia ciotola (cofana). Unite il pepe bianco e il pepe nero macinati freschi e infine il pecorino grattugiato. Un attimo prima che gli spaghetti siano pronti (riducete la cottura di 2-3 minuti rispetto a quella scritta sulla busta), aggiungete circa 2 cucchiai dell'acqua di cottura. Scolate e versate la pasta nella ciotola, mescolate velocemente e servite subito.

Spaghetti with cacio and 5 peppercorns
This is my (di)version of a traditional roman classic recipe, spaghetti cacio e pepe. which means spaghetti with cacio (sheep's hard cheese) and pepper. It's really quick to make but is not so easy to obtain a good result despite its simplicity. I've learned the original version from a friend, Federico, roman and a food writer for a famous Italian guide. So, I've actually had the chance to learn it from an excellent source! ;o) Anyway, Federico said that it's crucial to use only pecorino romano (roman sheep's hard cheese) and to have the spaghetti still al dente, "to the tooth". Other than that, the end result should not be creamy nor grainy, but something in between, moist spaghetti with "sands" of grated pecorino sticking all over it. Obviously, his pasta had the right consistency, was cooked to perfection and was just sooo delicious!

Needless to say, I haven't managed to reach the level of my teacher, but still, I couldn't resist changing the recipe a bit. The appearance may not be to Federico's standard, but I'd say that the flavour is there. ;o) In this recipe I've used different types of pepper, while he used the white peppercorn from Sarawak. You are definitely allowed to use whatever pepper you can find in your local grocery store, we just wanted to be a bit chefy! ;o) Oh, peppercorns have to be always freshly ground or crushed to have the best of their characters and perfume.

Serves 2

100 g of spaghetti (or tagliolini)
50 g pecorino romano
, grated finely

1/2 tsp of Sechuan peppercorns
1/2 tsp of red peppercorns
1/2 tsp of dried green peppercorns
1/2 tsp black peppercorns

1/2 tsp white peppercorns

As always, put a large amount of salted water to cook your pasta. Dry roast the first three types of peppercorn until they begin to darken and became fragrant. Crushed them with pestle and mortar or an electric grinder. Transfer them into a large bowl, along with the freshly ground black and white peppercorns, and add the grated pecorino. Pour about 2 tablespoons of the cooking water into the bowl, just right before your spaghetti is ready. Remember to reduce the cooking time to 2-3 minutes less than what's written on the packet. Drain the pasta, toss it into the bowl, mix everything quickly and serve right away.

martedì 17 marzo 2009

Cupcakes di Farro con Mele e Lime

Lo so che vi sto dando delle ricette semplici, sono buone comunque, no? Prometto che fra breve comincio a rivelarvi anche quelle più serie. ;o) Il problema è che sono un po’ lunghe da scrivere e ultimamente mi sto concentrando su un'altra cosa. Fra due settimane ho l'esame di teoria per la patente, abbiate pazienza ma non è mica semplice per una straniera! ;o) Quindi, in attesa, ecco un tortino sano e semplice. Buono sia per colazione, merenda per i bambini o come accompagnamento di un tè pomeridiano di gossip con le amiche!

Per circa 12 cupcakes:

2 uova
100 gr di zucchero di canna (se siete in dieta, sostituite con 75 gr di fruttosio)
100 ml di olio di cereali o olio di oliva delicata (non extra vergine!)
100 gr farina bianca di farro (uso quella della Ecor)
4 gr (un cucchiaino) di lievito per i dolci
2 mele golden
1 lime
50 gr di zucchero a velo

Sbattete con la frusta le uova con lo zucchero. Non serve che si montino, potete fermarvi quando lo zucchero si è sciolto. Aggiungete l'olio e la scorza grattugiata di mezzo lime, amalgamate bene. Setacciate il lievito assieme alla farina e incorporateli agli ingredienti liquidi. Unite all'impasto le mele sbucciate e tagliate a dadini. Rivestite lo stampo per 12 muffin con i pirottini di carta e versate il composto fino a riempire 2/3 di essi. Infornare in un forno ventilato a 170°C (a 180°C se avete il forno statico) per circa 15-20 minuti fino alla doratura. Per essere sicuri che siano cotti, infilate uno spiedino di bamboo al centro dei tortini, sono pronti se questo esce asciutto. Lasciateli raffreddare in una graticola e decorateli con la glassa (fatta unendo il succo di lime allo zucchero al velo) e la scorza del lime rimasta.

Spelt cupcakes with apples and lime
I know, lately I've been giving you mainly simple recipes, but they're good in any case, aren't they? Promise that the more serious ones are coming soon (and also the English version of all the recipes)! ;o) It's just that they're sort of long and complicated to do and I've got my mind on another thing! In less than two weeks I will have my theory exam to obtain the driver's license and it's pretty tough to pass! ;o) So, in the mean time, here's a recipe of a simple and healthy cupcake. It's good for breakfast, as a snack for your kids or to accompany an afternoon tea of gossiping with your friends! ;o)

Makes about 12


2 eggs
100 g blonde cane sugar (substitute with 75 g of fructose if you're in a diet)
100 ml delicate olive oil
(not extra virgin) or vegetable oil

100 g white spelt flour
( if you can't find it
normal wheat flour would do)
4 g
(1 tsp) of baking powder

2 apples
1 lime

50 g of icing sugar


Preheat the ventilated oven at 170°C (180°C static oven) and line a 12-hole muffin tin with paper cases. Beat the eggs and the sugar until it's dissolved and whisk in the oil. Grate the zest of half a lime, shift the flour and the baking powder over the mixture and mix well. Incorporate the apples, previously peeled and cut into small cubes. Spoon the dough into the paper cases, making sure that you only fill them 2/3 full, as they will rise. Bake for about 15-20 minutes until they are golden and cooked through. Check by inserting a bamboo stick in the centre of each cupcake. Once they are cooled, glaze with the mixture of icing sugar and the limejuice. Decorate by grating the remaining lime zest on top.

martedì 3 febbraio 2009

Mango Smoothie

Quando mi sento gonfia, mi faccio questo frullato di mango e yogurt e lo bevo dopo cena, la mattina dopo sicuramente mi sento più leggera. Alla faccia di Activia! :o)
Al di là di questo preludio però, questo smoothie, servito in piccole dosi, è un pre-dessert perfetto per una cena etnica: speziata e con sapori forti. Vi pulisce il palato e lo prepara a degustare tutto lo splendore del dolce, qualunque esso sia. Voglio dire, non è bello mangiare un tortino fondente al cioccolato con il retrogusto di curry, cipolla o aglio!
Fatelo al momento, è veramente semplice e veloce da preparare. Lo potete realizzare mentre chiacchierate con i vostri ospiti!

Per 2 persone o 6-8 bicchierini d'assaggio:

1 mango maturo, sbucciato e tagliato a cubetti
il succo di 1/2 lime (usate l'altra metà del frutto per decorazioni)
1 vasetto da 125 gr di yogurt bianco intero
2 cucchiai di zucchero di canna
10 cubetti di ghiaccio

Mettete tutti gli ingredienti in un frullatore e frullate fino ad avere una consistenza cremosa e setosa. Versate nei bicchierini, decorate con le fette di lime e servite subito. Più semplice di così!


Whenever I feel bloated, I would make myself this mango and yoghurt frappe after dinner and the next morning I would certainly feel a lot lighter. Beat that, Activia! :o)
Nonetheless, if served in smaller portions, this smoothie is perfect pre-dessert drink after a spicy exotic meal with strong flavours, like Indian an Thai cuisine for example. It will help you clean your palate and prepare it to enjoy the dessert to the fullest, whatever it is. I mean, it's not actually pleasant to eat a chocolate fondant with the curry, garlic and onions aftertaste!
Prepare this drink right before you want to serve it. It's so easy and quick to make that you can even do it while chitchatting with your guests!

For 2 persons or 6-8 small glasses:

1 ripe mango, peeled and cut into small cubes
The juice of 1/2 of a lime (use the other half of the fruit for decorations)
125 ml of plain natural yoghurt
2 tablespoons of cane sugar
10 ice cubes

Put all your ingredients in a blender and pulse until it's smooth and silky. Pour in tiny glasses, decorate them with slices of lime and serve right away. It doesn't get easier than that!

mercoledì 29 ottobre 2008

Spaghetti alla Puttanesca Express

Mi ero dimenticata che mio marito sarebbe tornato per pranzo. Avevo meno di mezz'ora per preparare un pasto ma quel giorno il frigo era quasi vuoto perché dovevo ancora fare la spesa. C'erano solo qualche olive greche, i filetti di acciughe e i pomodori sott'olio. Ecco com'è nata questa ricetta.


per 2 persone:

160 gr di spaghetti (mi piace Garofalo di Gragnano)

1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva

1 aglio, schiacciato e sbucciato

1-2 peperoncini (dipende dal vostro grado di sopportazione)

2-3 filetti di acciughe

circa 10 olive greche miste (kalamata e verdi)

6-8 pomodori sott'olio (se usate i pomodorini del post precedente, mettetene circa 15 pomodorini)

avessi avuto un po' di capperi, ne avrei messi alcuni

2-3 cucchiai di polpa di pomodoro

pepe q.b.

un pizzico di zucchero

qualche ciuffetto di prezzemolo, tritato grossolanamente.


Do per scontato che sappiate già come si fa a bollire la pasta, quindi salto questa parte. Mentre gli spaghetti si cuociono, scaldate l'olio in una padella. Fate dorare l'aglio facendo attenzione a non bruciarlo. Per non sbagliare, in questa fase meglio se usate la fiamma bassa. Quando l'aglio si è dorato lo potete togliere, se non vi piace. Io lascio perché lo adoro.

Ora mettete il peperoncino, i filetti d'acciughe sminuzzati, le olive snocciolate tagliate in quattro spicchi, i capperi, e infine i pomodori sott'olio tagliati a strisce. Pepate e mescolate bene. Quando le acciughe si dissolvono nell'olio, mettete circa un mestolo d'acqua di cottura della pasta per far rinvenire i pomodori e alzate la fiamma. Dopo che l'acqua si è assorbita, aggiungete 2-3 cucchiai di polpa di pomodoro e un pizzico di zucchero per toglierne l'acidità. Non metto sale in questa salsa siccome quasi tutti gli ingredienti sono già molto salati, ma siete liberi di aggiungerlo qualora ne sentiate il bisogno.

A questo punto la pasta dovrebbe essere già al dente. Scolatela e versatela nella padella con la salsa insieme a circa un mestolo dell'acqua di cottura. Spolverate con il prezzemolo e saltate, o mescolate, finché gli spaghetti siano coperti omogeneamente dalla salsa. Servire caldo. Appunto per questo le mie foto della pasta non sono un granché perché mi devo sbrigare prima che si raffreddi. :o)



I forgot that my husband, Fulvio, should come home for lunch that day. I had less than half an hour to cook something but the fridge was almost empty since I still had to do grocery shopping. I only had some mixed Greek olives, a tin of anchovies

and some sun-dried tomatoes preserved in oil. That's how i came up with this recipe.


Serves 2:

160 g of spaghetti

sea salt

1 tablespoon of extra virgin olive oil

1 clove of garlic, pressed and then peeled

1-2 hot Italian or Thai dried red chillies (depends on how much you can handle the heat)

2-3 anchovy fillets in oil, finely chopped.

10 mixed Greek olives (green and Kalamata types), stoned and cut into quarters

6-8 sundried tomatoes in oil, finely sliced

if I had had capers, I would have put some

2-3 tablespoons of tomato pulp (mashed 2 fresh tomatoes if you can't find it)

black pepper

a pinch of caster sugar

a handful of flat-leaf parsley, roughly chopped


Put some water in a large pot on to boil. Once it boils throw in the sea salt and the pasta. At a low heat, put around one tablespoon of extra virgin olive oil into a frying pan or a wok and put in the garlic. When it turns golden you can take it out, if you don't like garlic that much. I would normally leave it in since I love it.

Now add the red pepper, anchovies, olives, sundried tomatoes, cappers and some black pepper. Mix well and cook at medium heat. When the anchovies melts into the oil, add around half a cup of the pasta cooking water to help moisten the tomatoes back. Once the water is absorbed, add the tomato pulp and a pinch of sugar to balance the acidity of the tomato. Stir regularly. I wouldn't put more salt into this sauce since almost all of the ingredients has already got high percentage of salt in it. But feel free to add some salt if you think it's necessary.

By now the pasta should be ready. Drain it in a colander reserving half a cup of the cooking liquid. Toss the spaghetti into the sauce, pour in the cooking water and add the chopped parsley. Mix well until the sauce covers the pasta evenly.

Serve it right away while it's still hot. That's why my pictures of pasta dishes aren't normally good since I'd like to eat them before they get cold. :o)


Tips:

-To avoid over-cooking the pasta, it should still be "al dente" when you drain it. Normally it's around 2-3 minutes prior to the cooking time written on the package. The pasta will continue on cooking when you mix it with the sauce and it will then reach the perfect cooking point.

- My favourite brand of pasta is "Garofalo", but you can use whatever brand you can find as long as it cooks around 10-12 minutes. That's how long it should take you to make the sauce.

- You can substitute the sundried tomatoes in oil with the oven-dried cherry tomatoes of the prevoius post, in this case put around 15 of them.