lunedì 9 settembre 2013

Insalata di Couscous al Curcuma con Trota di San Daniele



Anche stavolta vi parlerò di una cittadina friulana rinomata nel settore gastronomico, San Daniele del Friuli, soprattutto per due specialità, il prosciutto crudo e la trota, il re e la regina. Del re parlerò più avanti. Come da regola del galateo, prima le donne, quindi, ora vi racconto un pochino della regina.

La storia della regina iniziò oltre 30 anni fa quando Giuseppe Pighin gettò un migliaio di avannotti di trota sul laghetto di Villanova, una piccola frazione del comune. Passò le sere ad accudirli per alleviare lo stress della giornata, li pescò e fece delle generose grigliate domenicali con gli amici. Quello che all’inizio fu’ solo una passione, per il piacere di stare all’aria aperta, a stretto contatto con la natura e con il fiume Tagliamento, divenne negli anni un mestiere. Il laghetto si trasformò piano piano in un allevamento naturale. Da lì alla creazione della regina, il passo fu’ breve.

La regina di San Daniele è un filetto di trota salmonata salato a secco e affumicato a freddo con una particolare miscela di farine di legno, erbe e bacche aromatiche, ad una temperatura che non deve superare i 30°C, seguendo un metodo antico usato in Carnia. La trota regina è presentata intera o a filetti, confezionata sottovuoto con una lunghezza che varia da 20-40 cm. La consistenza vi potrebbe ricordare il salmone affumicato, ma con un sapore molto più delicato. Solo lei può essere chiamata la regina, mentre la trota affumicata al caldo assume il nome di Fil di Fumo.
Per stare al passo con le richieste e le necessità della vita moderna in cui il tempo scarseggia, la famiglia Pighin ha creato una serie di prodotti pronti al consumo, anche con altri tipi di pesce.  Da donna che pensa di essere sempre indaffarata, io sono una grande consumatrice di quest’ultima linea, Trota dello Chef; marinata, aromatizzata e cotta a vapore per raggiungere una morbidezza unica. In commercio si trovano quattro tipi, al naturale, alle erbe, alla mediterranea, e agli agrumi. Devo solo aprire la busta e consumare la trota direttamente. Per degustarla calda, bisogna solo metterla a bagno in acqua calda (con il suo sacchetto sottovuoto) per alcuni minuti. Più semplice di così! ;D 
Qui sotto, però, potete trovare una cosetta che cucino quando sono meno pigra. ;) Giusto per darvi un’idea su come potete usare la trota di San Daniele. Ci sono tante altre ricette a cui ispirarvi, pronte da scaricare sul sito dell’azienda.

Per 3 porzioni

1 bicchiere (160 gr) di couscous 
1 bicchiere (230 ml) di brodo vegetale o acqua bollente
1/3 di cucchiaino di curcuma in polvere
1 filetto di Trota dello Chef al Naturale
1 cucchiaio colmo (20 gr) di uvetta
1 cucchiaio colmo (20 gr) di mandorle a scaglie
2 pomodori San Marzano maturi
2 friggitelli
una manciata di prezzemolo
1/2 cucchiaino di sommacco o zest di limone
sale
olio extra vergine di oliva

Preparate un brodo vegetale in un pentolino con 2 bicchieri di acqua, mezza cipolla, mezzo gambo di sedano, una carota e un cucchiaino raso di sale grosso. Portatelo a ebollizione a fiamma media-bassa e lasciate a ridurre un po’ per concentrare il sapore delle verdure. Ci vogliono almeno 15 minuti, altrimenti il vostro brodo sarà ancora troppo leggero e saprà soltanto di acqua salata.
Potete semplicemente usare l’acqua salata bollente se non avete voglia di preparare il brodo, ma è davvero una sciocchezza e il sapore del vostro couscous migliorerà.

Nel frattempo, tostate il couscous a secco in una padella per alcuni minuti, rigirandolo spesso, fino a quando metà dei granelli sono leggermente più dorati. Tenete la fiamma bassa per evitare di bruciarlo. 
Create un piccolo vuoto al centro della padella, aggiungete un altro cucchiaio di olio e la curcuma. Soffriggete per circa un minuto la curcuma e mescolate il tutto, cercando di distribuirla omogeneamente su tutti i granelli di couscous. Spegnete la fiamma.
Bagnate il couscous con un bicchiere del brodo vegetale che avete preparato, coprite e lasciate a riposare per 10-15, fino a quando tutto il liquido si sarà assorbito del tutto e il couscous sarà tenero e raddoppiato di volume.
Sgranate con l’aiuto di una forchetta o, meglio ancora, sfregandolo tra le vostre mani. Lasciate a raffreddare a parte.

Sciacquate l’uvetta sotto l’acqua corrente per eliminare le eventuali impurità. Ammollatela in acqua tiepida per farla rinvenire. 
Tostate su una fiamma bassa le mandorle fino alla doratura desiderata.
Private la trota dalla pelle e sfaldate la polpa in piccole scaglie.

Private i pomodori dai semi e tagliateli a cubetti di 5x5mm circa. Scartate i semi dai friggitelli, togliete le membrane bianche e tagliate anche essi in dadini, più piccoli, di 3x3mm circa. Infine, tritate il prezzemolo finemente e trasferite tutte le verdure in una ciotola capiente. Condite con un pizzico di sale, il sommacco e un giro di olio. Mescolate e lasciate a riposare per 5 minuti.
Unite il couscous raffreddato, la trota, l’uvetta e le mandorle assieme al pomodoro e mescolate. Aggiustate di sale e olio se occorre, a vostro piacere. 
Servite fredda o a temperatura ambiente, come un primo leggero o, messi in bicchieri, come aperitivo stile finger food.

Vi ho incuriosito? Lo stand della trota di Villanova di San Daniele sarà presente a Friuli DOC nel Piazzale del Castello! :) 

Per questo piatto Giulia ci consiglia una Vitovska in Anfora. Questa tecnica di vinificazione riprende l'antichissimo utilizzo delle anfore di terracotta interrate, come avveniva agli albori della nascita del vino nel territorio del Caucaso. L'anfora ha la peculiarità di garantire una traspirazione del vino maggiore rispetto a contenitori di altri materiali, nutrendo lo sviluppo aromatico verso sentori ad alta complessità. Con questo principio, la Vitovska riposa nelle anfore a contatto con le bucce assumendo connotazioni aromatiche per poi maturare 2 anni nelle grandi botti di rovere. Solo così, la Vitovska riesce a mostrare i suoi lati migliori, regalando la possibilità di assaggiare un vino così come lo si sarebbe fatto quasi 2000 anni fa.
Presenta un colore giallo dorato intenso con riflessi aranciati e un profumo che regala sensazione di ossidato con mineralità e note di pera e pesca matura. Al gusto, sentori di frutta matura si legano a note iodate di grande freschezza, con un sottofondo speziato di chiodi di garofano e liquirizia in chiusura. Ottima con il pesce, l'uva passa e le spezie di questo piatto.

1 commento:

Maria Michela Papariello ha detto...

Eccomi qui a curiosare nel tuo blog. Ho potuto notare che ci sono alcune ricette che rimandano al Friuli. Bene io sono Lucana e ho una zia che abita in provincia di Udine. Quindi di ricette ne ho provate tante e adoro la cucina friulana.
Mi piace questa ricetta assolutamente da provare... Complimenti sei veramente brava!!!!
Complimenti anche per le foto, sono davvero invitanti.
Ho da poco aperto un blog di cucina ti lascio l'indirizzo e se ti va passa da me. Mi farebbe piacere avere qualche consiglio. http://www.ilovecookingsite.blogspot.com
A presto.