martedì 10 novembre 2009

Tortini di Zucca con Uvetta

Ecco un'altra ricetta per utilizzare quella polpa di zucca arrostita di cui già abbiamo parlato. Una cosa velocissima, in meno di mezz'ora avrete la merenda (per i bambini e non) pronta. A prova di pigrizia! ;o))
Cotti così assomigliano ai muffin ma vi accorgerete che c'è differenza. Questi dolcetti sono molto mooolto più soffici. Danno il meglio appena sfornati. Lasciate raffreddare per 10 minuti e mangiateli tiepidi, ovviamente con il tè! ;o)))
Se non li finite subito, conservateli in un contenitore di plastica con coperchio, così rimangono morbidi.


per 12 tortini

200 gr polpa di zucca, già cotta al forno
200 gr farina autolievitante

120 gr zucchero di canna
2 uova
2 gr lievito per dolci

100 ml olio di cereali (olio vegetali)
1/2 cucchiaino di cannella
in polvere
50 gr uvetta


Versate tutti gli ingredienti, tranne l'uvetta, nel robot di cucina. Lasciate andare per circa 2 minuti per ottenere un impasto liscio e omogeneo. Aggiungete l'uvetta e mescolate bene con una spatola.
Rivestite lo stampo di muffin con i pirottini per cupcakes. Riempite 2/3 di ciascuno di essi con il composto, lasciando libero circa 2 cm di bordo.
Infornate a 170°C (ventilato) per circa 15-20 minuti fino alla
doratura o fino a quando uno spiedino di bambù esce pulito dal centro dei tortini.

Ah, un consiglio, provate ad abbinare questi tortini con il tè alla cannella. Cioè: bollite l'acqua con una stecca di cannella. Quindi, procedete con l'infusione del tè nero, tipo Pekoe. Buona merenda!

venerdì 6 novembre 2009

Tofu in Pastella al Pepe Sichuan

Non saprei come catalogare questa ricetta, forse ‘aperitivo-finger food’ potrebbe andare...
Noi indonesiani, mangiamo tofu e tempeh in pastella come snack salati di metà mattina o metà pomeriggio, per riempire quel buco nello stomaco prima di pranzo o di cena. A Jakarta, la mia città natale, trovate facilmente chioschi o carrelli che li vendono: almeno uno ogni 500 metri!
Questa ricetta, però, non è indonesiana, ma è un mio adattamento di tofu fritto cinese che ho visto in un programma televisivo di Kylie Kwong, un paio di anni fa. Non mi ricordo come l'aveva preparato esattamente, quindi l'ho fatto a modo mio.
Qui sotto, ho scritto che la dose è per due persone, ma ieri l’ho mangiato tutto da sola come pranzo! xo) Quindi, vedete voi come regolarvi. Raddoppiatela pure se vi sembra sia troppo poca. Ah, mangiare con le mani e leccarsi le dita non è vietato, anzi, è raccomandato! ;o))

per aperitivo di 2 persone:

150 gr di tofu al naturale
2 cucchiai di farina autolievitante + altra per infarinare
60 ml circa di acqua ghiacciata*
1 cubetto di ghiaccio*
sale fino q.b 1 cucchiaino di pepe Sichuan (in alternativa: pepe rosa)
fiocchi di sale q.b. **
olio di arachidi q.b, per friggere

Tostate il pepe di Sichuan in una padella finché diventa leggermente più marrone e ne sentite il profumo. Quindi, riducetelo in polvere con il pestello e il mortaio.
Tagliate il tofu a cubetti di 2x2 cm circa e rotolateli nella farina. Questo procedimento aiuta la pastella ad attaccarsi più facilmente.
Mescolate gli altri 2 cucchiai di farina con un pizzico di sale e l'acqua ghiacciata, quanto basta per fare una pastella densa (circa 60 ml). Unite il cubetto di ghiaccio per tenerla sempre fredda.
Scaldate l'olio a fuoco medio-alto, tenendo d’occhio di non bruciarlo. Immergete i cubi di tofu nella pastella e friggeteli poco alla volta, per non abbassare troppo la temperatura dell'olio. Per fare questa operazione uso solitamente le bacchette o una pinza a punta fine. Così non rischio di friggermi anche le dita. ;o)
Quando la pastella sarà leggermente dorata, scolate e riponete il tofu sulla carta paglia (carta da cucina) per assorbire l'olio in eccesso. Spolverate di pepe di Sichuan e i fiocchi di sale a piacere. Come sempre, il fritto va servito caldo.

*Tenere la pastella ghiacciata aiuta a rendere la frittura più croccante, per il contrasto della temperatura che subisce.
**Potete sostituire i fiocchi di sale con il sale fino normale. Io lo preferisco per la sua consistenza "croccante".

martedì 3 novembre 2009

Vellutata di Zucca Arrostita con Paprica Affumicata

Volete che non faccia una ricetta con la zucca? Mi sa che per un periodo ne sarete bombardati! ;o) Abbiate pazienza, ho preso circa 2 kg di zucca e devo cercare di consumarla in vari modi per non annoiarmi. Insomma, non posso mangiarla solo nella forma di vellutata ogni sera, no?
Per ridurre l'ingombro di una zucca intera, la prima cosa che faccio è tagliarla a spicchi (o cubi) grossi. Poi, la arrostisco in forno a 180°C per circa 20-30 minuti, finché è cotta e morbida. Non serve sbucciare prima, la pelle si ammorbidirà e si rimuoverà facilmente quando la zucca sarà cotta. In questo modo, risparmiate il tempo e non rischiate nemmeno di tagliarvi un dito. In seguito, divido questa zucca arrostita in porzioni e la conservo in frigo, in attesa della prossima trasformazione. Ed ecco la prima:

per 2 persone:

350 gr di zucca butternut, già arrostita e sbucciata
1/4 di cipolla, tritata
600 ml acqua (o brodo vegetale)
noce moscata, q.b.
paprica affumicata, q.b.*
sale e pepe, q.b.

Accendete il fornello a fuoco dolce. Fate stufare la cipolla tritata in una casseruola con un po' di olio evo e una noce di burro. Quel poco di burro serve per non "bruciare" l'olio facilmente.
Unitevi la zucca, salate, pepate e lasciate soffriggere per un paio di minuti, giusto il tempo di riscaldarla.
Versate l'acqua, aumentate il calore e lasciate sobbollire la zuppa fino a quando il liquido si è ristretto di circa un terzo. Per ridurre il tempo di cottura, potete versare l'acqua già calda.
Infine, aggiungete una grattugiata di noce moscata e una spolverata di paprica affumicata. Lasciate cuocere ancora per un minuto e frullare il tutto con un minipimer.
Servite caldo con un giro di olio extra vergine di oliva, dei crostini e ancora una spolverata di paprica.

*Se non avete la paprica affumicata, potete fare questa vellutata anche senza, sarà comunque buona. L'ho aggiunta perché mi piace sentire quel pizzico di piccante e il retrogusto affumicato. Dato che ora ne ho 3 barattoli, sono in una fase in cui la metto ovunque! ;o)

venerdì 30 ottobre 2009

Cavolo Rapa Gratinato alle Erbe

Ora che è arrivato il freddo, il mercato è riempito di vari tipi di ortaggi appartenenti alla famiglia cavoli. Da bambina non mi facevano impazzire, soprattutto per via dell'odore forte che emanavano quando la tata li cucinava. Sì, la tata, la mia mamma è una pessima cuoca! ;o)) Non ho grandi ricordi della sua cucina, tranne quei biscotti che erano così duri che non riuscivo nemmeno a masticare. ;oD
Nonostante ciò, se oggi mia sorella e io mangiamo i cavoli è tutto merito suo. Ha avuto successo perché era furba! Aveva usato la nostra debolezza contro di noi! Un giorno aveva fatto i cavolfiori saltati con i würstel tagliati a pezzi, quindi eravamo costrette a magiare tutti e due! So che l'abbinamento vi fa orrore ma, credetemi, per noi era la cosa più buona che avesse cucinato la mamma! ;o)
Da grande, quando non c'era più una tata che ci faceva da mangiare, ho cominciato a cucinare io per sopravvivenza! :o))

Comunque, questa mia ricetta di cavoli farà sicuramente meno stupore rispetto al cavolfiore e i würstel della mamma. Secondo me, potrebbe essere un primo approccio più dolce alla famiglia di cavolfiori, per chi non li ama particolarmente. L'ho testata su mio marito! ;o) Nella foto sono i cavoli rapa, quelle verdure strane di cui vi ho parlato tempo fa. Potete però usare tranquillamente i cavolfiori, anzi, forse sono anche più buoni per essere gratinati.

per 2-3 persone

2 cavoli rapa
(o 1 cavolfiore piccolo)
4 cucchiai colmi di pangrattato

1 filetto di acciuga sottolio

una punta d'aglio

una manciata di prezzemolo

1 rametto di rosmarino

2 rametti di timo

qualche foglia di salvia

20 gr parmigiano
o grana, grattugiato
sale e pepe q.b.

olio extra vergine di oliva q.b.


Sbucciate i cavoli rapa con il pelapatate e tagliateli a cubetti. Lessateli in acqua salata per circa 15 minuti, fino a quando si sono ammorbiditi ma non spappolati.
Fate la prova con uno spiedino di bambù. Vi dovrebbe entrare facilmente senza spezzare i cubetti in due. Come la prova che fate con le patate lesse, insomma.
Se usate i cavolfiori, basta sbollentarli per circa 5 minuti, fino a quando il colore è cambiato da un bianco opaco a un bianco più lucido.
Mentre le verdure bollono, tritate finemente l'acciuga, l'aglio e tutte le erbe. Trasferite il trito in una ciotola ampia assieme al resto dell'ingrediente, incluso l'olio. Versatene una quantità sufficiente per umidire il pangrattato. Mescolate il tutto con le mani per poter distribuire bene le erbe e i condimenti al pangrattato.
Scolate i cavoli rapa e unite al pangrattato alle erbe. Scuotete leggermente la ciotola per far coprire omogeneamente tutte le superficie dei cavoli con il pangrattato. Aiutatevi con le mani se vi va meglio.
Trasferite in una teglia bassa leggermente oleata e infornate a 180°C per circa 15 minuti, fino alla doratura. Servite caldo.

mercoledì 28 ottobre 2009

Cantucci Integrali con Nocciole e Cioccolato

Oggi, di nuovo una ricetta per accompagnare il tè! Stavolta, però, nella forma di biscotti, così cambiamo un pò! I cantucci sono uno di quelli che mi piace fare. Sono buoni e richiedono relativamente poco sforzo. Sono anche versatili e ci posso mettere qualsiasi tipo di noce. So che nella ricetta originale ci vanno le mandorle non sbucciate ma, anche se ogni tanto le cambiamo, non fa male a nessuno, no? ;o)
Se avete la vera ricetta originale dei cantucci toscani, sarei contentissima se la condivideste con me, e la prossima volta li farò con la vostra ricetta. Nella rete ci sono mille variazioni e, alla fine, ho deciso di utilizzare la solita che uso. L'ho adattata dalla ricetta base che i professori ci hanno dato, ai tempi di scuola di cucina. Ovviamente, non riesco ancora a eguagliare i cantucci del Biscottificio Antonio Mattei ma, per ora, mi accontento. ;o)

per circa 400 gr di biscotti

70 gr burro a temperatura ambiente
80 gr zucchero di canna biondo (base: zucchero semolato)
1 uovo grande
180-200 gr farina integrale (base: 200-220 gr farina 00)
2 gr lievito per i dolci
75 gr nocciole
25 gr cioccolato fondente al 70%, tritato grossolanamente

Lavorate il burro e lo zucchero fino ad avere una crema. Amalgamate l'uovo per ottenere un'emulsione.
Setacciate la farina assieme al lievito e incorporatela al composto di burro, tenendo a parte circa 20 gr. Lavorate velocemente con le mani. Aggiungete la farina rimasta solo al bisogno.
E' possibile che non occorra unire altra farina, tutto dipende dalla sua umidità e la grandezza del vostro uovo. L'impasto dovrebbe essere morbido ma non appiccicoso. Dovreste riuscire a dargli una forma.
Infine, unite le nocciole e i pezzi di cioccolato. Dividete l'impasto in due e formate dei filoncini leggermente appiattiti. Disponeteli, ben distanziati, in una teglia (bassa) rivestita di carta da forno.
Infornate in un forno preriscaldato a 175°C (ventilato) per circa 20 minuti.
Togliete dal forno e trasferite i filoncini in un tagliere di legno. Tagliateli ancora caldi, con un coltello affilato, leggermente in diagonale per formare degli spicchi spessi di 1,5 cm circa.
Disponeteli di nuovo sulla teglia e infornate per altri 5 minuti. Lasciate raffreddare i biscotti su una griglia prima di consumarli imbevuti di vin santo.
Perdonatemi, sarà perché sono asiatica ma, personalmente, preferisco tuffarli nel tè o nel latte caldo! ;o))

giovedì 22 ottobre 2009

Curry di Pollo e Mele

Vi sembra un abbinamento un po' strambo? Anche a me sembrava troppo bizzarro quando l'ho visto fare per la prima volta da una mia ex-collega, Laura. Da buona orientale, nel curry ci metto le verdure con il latte di cocco o lo yoghurt, non la frutta! Sapevo che le mele stanno bene con la carne di maiale, ma con il pollo???
In quel periodo lavoravamo assieme per un locale nuovo. Dovevamo decidere un piatto unico da mettere sul menù e lei aveva suggerito questa ricetta. L'ha imparata da un ristorante dove ha lavorato, qui, nella provincia di Udine. Quel posto però, è conosciuto per la cucina friulana, non per la cucina indiana! Quando ho espresso i miei dubbi lei mi ha detto, "fidati, questo è il curry stile friulano!"

Aveva ragione, il risultato non era per niente azzardato, anzi! I nostri clienti non smettevano di chiedercelo. Ora (per fortuna) nessuna di noi lavora ancora per il locale, ma continuo a cucinare questo curry anche a casa. D'inverno è, addirittura, uno dei piatti che cucino spesso per cena. Ah, siamo in due a casa, ma lo faccio sempre in abbondanza, si sa che il curry è ancora più buono il giorno dopo!

per 4 persone:

400 gr di petto di pollo
4 mele golden
1/4 di cipolla, tritata
2 cm di zenzero fresco, sbucciato e grattugiato
3 chiodi di garofano
una stecca di cannella
1 cucchiaino di semi di coriandolo in polvere
1/2 cucchiaino di pepe di Caienna in polvere (facoltativo)
3 cucchiaini di polvere di curry madras
1 cucchiaino di curcuma in polvere
sale e pepe q.b.
olio di arachidi q.b., per soffriggere

Tagliate il petto di pollo a cubetti di 3x3 cm circa. Sbucciate e grattugiate le mele grossolanamente.
Scaldate a fuoco medio un po' di olio in un'ampia padella o, meglio ancora, in un wok. Soffriggete tutte le spezie, tranne la curcuma, per qualche secondo.
Appena sentite i profumi, aggiungete la cipolla e lo zenzero e fatteli stufare.
Unite il pollo e fatelo abbrustolire leggermente a fuoco vivace. Salate, pepate e mescolate ogni tanto per avere una doratura omogenea.
Abbassate di nuovo il fuoco e aggiungete le mele. Lasciate che rilasciano il succo e si appassiscano. Infine, aggiungete la curcuma e regolate di sale e pepe. Continuate la cottura mescolandolo di tanto in tanto.
Il curry è pronto quando il liquido di cottura si è rappreso (ridotto a circa la metà) e le mele sono diventate morbide e trasparenti. Servite con il riso bianco al vapore.

martedì 20 ottobre 2009

Quasi Ontbijtkoek

Quando ho letto questo post di Comida, mi era venuta la voglia di una merenda speziata. Non avevo tutto il necessario per fare il suo pain d'épices, ma forse potevo fare un dolcetto simile. Mi sono ricordata di Ontbijtkoek, un cake di origine olandese, molto popolare anche in Indonesia. Letteralmente vuol dire "la torta della colazione" ma, alla fine, si mangia più come merenda. Con una bella tazza di tè fumante dovrebbe aiutare a dare un po' di calore a queste giornate fredde e grigie.

Non conosco la ricetta dell'Ontbijtkoek originale (quello olandese vero). Questa l'ho adattata prendendola da questo libro sui dolci indonesiani. Un'amica mia, Dita, l'ha provata restando fedele al libro. Mentre io l'ho semplificata e modificata leggermente. Ho aggiunto all'impasto la crema di mandorle per ritrovare l'aroma anche nella torta, così le mandorle non sono soltanto delle decorazioni.

A dire la verità, avevo presso un barattolone di crema di mandorle spalmabile di Babbi ma è troppo forte da mangiare così, per il mio gusto. In qualche modo la devo pur consumare! Poi, ho avuto l'illuminazione: usarla per profumare le torte e la crema pasticciera. ;o) Quella di pistacchio, invece, è molto buona anche da spalmare sul pane e sulle crepes. Per il prossimo acquisto penso di provare quella di pinoli. Il negozio dove compro questi peccati di gola merita un post tutto suo, che arriverà prossimamente! Diciamo che Willy Wonka ce l'avrebbe raccomandato vivamente. ;o)

per uno stampo di plumcake di 18x8x6 cm (o circa 210 g di cake)

2 uova
50 gr zucchero di canna integrale Dulcita o Moscovado
50 gr di farina 00
2 gr (1/2 cucchiaino raso) di miscela di spezie per dolci*
2 gr (1/2 cucchiaino raso) di cannella in polvere
30 gr (1 cucchiaio colmo) crema di mandorle (facoltativo)**
scaglie di mandorle pelate q.b.

Montate le uova e lo zucchero fino a quando il volume si è triplicato e avete una composta leggera e ariosa con una consistenza spumosa.
Setacciate la farina assieme alle spezie in polvere. Incorporate delicatamente la farina all'uovo, un cucchiaio alla volta, facendo il movimento dal basso verso l'alto con una spatola di gomma. Infine, con lo stesso movimento, unite la crema di mandorle.
Versate l'impasto nello stampo, imburrato e infarinato in precedenza, e cospargete la superficie del cake con le scaglie di mandorle. Non avendole nella dispensa, ho grattugiato qualche mandorla intera con il (finto) microplane.
Infornate in un forno preriscaldato a 170°C (ventilato) per circa 25 minuti. Servite a fette.

Nota:
*Questa miscela di spezie l'ho presa qui e anche qui. Nel caso non riusciate a trovarla, potete farla da soli mescolando, in pari quantità, la cannella, il cardamomo e i chiodi di garofano in polvere.
**Senza la crema di mandorla, il cake è più leggero ma leggermente più secco. Se desiderate comunque avere un torta "umida", provate a sostituirla con il burro sciolto o l'olio vegetale.