domenica 15 novembre 2009

Mini Pancake con Farina di Castagne

In questa casa, la domenica si comincia lentamente. Ci si sveglia tardi e si fa la colazione tardiva, quella "speciale". ;o)) Basta biscotti, li mangiamo già per gli altri 6 giorni della settimana! Quindi, appena mi alzo preparo dei pancake o delle crêpes. Oltre a essere buoni sono anche veloci da fare. Ci vogliono circa 30 minuti per preparare tutto il brunch, inclusi il caffè, il tè, e magari anche il succo di frutta.
Dato che (quasi sempre) sono ancora mezza addormentata mentre li preparo, non peso mai gli ingredienti con la bilancia. Vado un po’ occhio o uso il cucchiaio per misurare tutto. Queste due domeniche ho sperimentato con questi pancake con farina di castagne. Secondo me, si sposano meravigliosamente con il classico sciroppo d'acero, il miele di castagno, o la Nutella! ;o))

per circa 10-12 mini pancake

2 cucchiai di farina 00

3 cucchiai farina di castagne

2 cucchiai di zucchero di canna

1 uovo, leggermente sbattuto

1 pizzico di cannella

1 cucchiaino di lievito per dolci

1 pizzico di bicarbonato

2 cucchiai di olio vegetali + un altro
per ungere la padella
1/2 bicchiere di latte
(circa 100 ml)

Setacciate sopra una ciotola le due farine assieme alla cannella, il lievito e il bicarbonato. Mescolate lo zucchero agli ingredienti secchi e fate una fontana al centro di essi.
Aggiungete l'uovo, l'olio e il latte. Sbattete il tutto energicamente con una frusta per ottenere un composto leggermente denso, liscio e omogeneo.
Versate un cucchiaio di olio in una crepiera o una padella antiaderente (di circa 30 cm di diametro). Prendete un pezzo di carta da cucina e piegatelo su stesso 4 volte. Usatelo per distribuire l'olio omogeneamente sulla superficie della padella e per assorbire quello in eccesso. L'olio deve solo "velare" e ungere appena la padella.
Scaldate la padella su un fuoco basso e versate 3-4 cucchiaiate dell'impasto, leggermente distanziati tra una e l'altra. Così otterrete 3-4 mini pancake.
Quando i bordi si sono rappresi e iniziano ad apparire delle bolle sulle superfici, girateli e cuocete per altri 15-30 secondi (fino alla doratura).
Ungete di nuovo la padella con l'olio assorbito dalla carta e procedete l'operazione fino all'esaurimento dell'impasto.

mercoledì 11 novembre 2009

Burger di Tempeh

Questo burger vegetariano l'ho fatto per ingannare il desiderio di mangiare un hamburger vero, magari con tanto di pancetta croccante e patate fritte..... Yumm.... Ok, non pensiamoci! ;o))
Come alternativa alla carne ho usato il tempeh, che sarebbe un panetto di soia fermentata. Sinceramente lo preferisco di gran lunga al seitan. Delle spiegazioni migliori della mia sull'alimento, le trovate qui e qui. ;o)
Tofu e tempeh in Indonesia fanno parte della dieta quotidiana. Sono considerati i cibi poveri, li compriamo e li mangiamo al posto della carne semplicemente perché costano meno. Se poi sono anche salutari, ancora meglio! Peccato che in Italia non sono esattamente economici e non sono proprio di facile reperibilità. In Friuli, per fortuna esiste Biolab, un'azienda che li produce, e trovo i loro prodotti qui.

Ah, i panini per i burger nella foto sono gialli perché li ho fatti con la zucca e le patate. Non sono soddisfatta del risultato, quindi non vi do ancora la ricetta. Intanto, ecco quella del burger di tempeh.

Per 2 burger

100 gr di tempeh

1 uovo

1 cucchiaio colmo di pangrattato

una punta d'aglio

2 foglie di salvia

una piccola manciata di prezzemolo

sale e pepe q.b.

1 pomodoro ramato

qualche foglia di lattuga

maionese q.b.
(facoltativo)
2 panini per hamburger

olio extra vergine di oliva q.b.


Tritate il tempeh o sbriciolatelo con una forchetta. Tritate anche l'aglio e le erbe aromatiche. Trasferite il trito in una ciotola assieme al tempeh.
Aggiungete l'uovo, il pangrattato, il sale e il pepe. Amalgamate il tutto e dividete l'impasto in due per formare due dischi di burger.
Scaldate circa 2 cucchiai di olio in una padella antiaderente. Regolate il fuoco a medio-basso e rosolate i burger sui tutti e due i lati, fino alla doratura.
Nel mentre, tagliate i panetti per gli hamburger in due e scaldateli in un'altra padella o in forno (a modalità grill).
Spalmate di maionese se vi piace e sistemate (a modo di torre) gli altri ingredienti dei vostri burger.

martedì 10 novembre 2009

Tortini di Zucca con Uvetta

Ecco un'altra ricetta per utilizzare quella polpa di zucca arrostita di cui già abbiamo parlato. Una cosa velocissima, in meno di mezz'ora avrete la merenda (per i bambini e non) pronta. A prova di pigrizia! ;o))
Cotti così assomigliano ai muffin ma vi accorgerete che c'è differenza. Questi dolcetti sono molto mooolto più soffici. Danno il meglio appena sfornati. Lasciate raffreddare per 10 minuti e mangiateli tiepidi, ovviamente con il tè! ;o)))
Se non li finite subito, conservateli in un contenitore di plastica con coperchio, così rimangono morbidi.


per 12 tortini

200 gr polpa di zucca, già cotta al forno
200 gr farina autolievitante

120 gr zucchero di canna
2 uova
2 gr lievito per dolci

100 ml olio di cereali (olio vegetali)
1/2 cucchiaino di cannella
in polvere
50 gr uvetta


Versate tutti gli ingredienti, tranne l'uvetta, nel robot di cucina. Lasciate andare per circa 2 minuti per ottenere un impasto liscio e omogeneo. Aggiungete l'uvetta e mescolate bene con una spatola.
Rivestite lo stampo di muffin con i pirottini per cupcakes. Riempite 2/3 di ciascuno di essi con il composto, lasciando libero circa 2 cm di bordo.
Infornate a 170°C (ventilato) per circa 15-20 minuti fino alla
doratura o fino a quando uno spiedino di bambù esce pulito dal centro dei tortini.

Ah, un consiglio, provate ad abbinare questi tortini con il tè alla cannella. Cioè: bollite l'acqua con una stecca di cannella. Quindi, procedete con l'infusione del tè nero, tipo Pekoe. Buona merenda!

venerdì 6 novembre 2009

Tofu in Pastella al Pepe Sichuan

Non saprei come catalogare questa ricetta, forse ‘aperitivo-finger food’ potrebbe andare...
Noi indonesiani, mangiamo tofu e tempeh in pastella come snack salati di metà mattina o metà pomeriggio, per riempire quel buco nello stomaco prima di pranzo o di cena. A Jakarta, la mia città natale, trovate facilmente chioschi o carrelli che li vendono: almeno uno ogni 500 metri!
Questa ricetta, però, non è indonesiana, ma è un mio adattamento di tofu fritto cinese che ho visto in un programma televisivo di Kylie Kwong, un paio di anni fa. Non mi ricordo come l'aveva preparato esattamente, quindi l'ho fatto a modo mio.
Qui sotto, ho scritto che la dose è per due persone, ma ieri l’ho mangiato tutto da sola come pranzo! xo) Quindi, vedete voi come regolarvi. Raddoppiatela pure se vi sembra sia troppo poca. Ah, mangiare con le mani e leccarsi le dita non è vietato, anzi, è raccomandato! ;o))

per aperitivo di 2 persone:

150 gr di tofu al naturale
2 cucchiai di farina autolievitante + altra per infarinare
60 ml circa di acqua ghiacciata*
1 cubetto di ghiaccio*
sale fino q.b 1 cucchiaino di pepe Sichuan (in alternativa: pepe rosa)
fiocchi di sale q.b. **
olio di arachidi q.b, per friggere

Tostate il pepe di Sichuan in una padella finché diventa leggermente più marrone e ne sentite il profumo. Quindi, riducetelo in polvere con il pestello e il mortaio.
Tagliate il tofu a cubetti di 2x2 cm circa e rotolateli nella farina. Questo procedimento aiuta la pastella ad attaccarsi più facilmente.
Mescolate gli altri 2 cucchiai di farina con un pizzico di sale e l'acqua ghiacciata, quanto basta per fare una pastella densa (circa 60 ml). Unite il cubetto di ghiaccio per tenerla sempre fredda.
Scaldate l'olio a fuoco medio-alto, tenendo d’occhio di non bruciarlo. Immergete i cubi di tofu nella pastella e friggeteli poco alla volta, per non abbassare troppo la temperatura dell'olio. Per fare questa operazione uso solitamente le bacchette o una pinza a punta fine. Così non rischio di friggermi anche le dita. ;o)
Quando la pastella sarà leggermente dorata, scolate e riponete il tofu sulla carta paglia (carta da cucina) per assorbire l'olio in eccesso. Spolverate di pepe di Sichuan e i fiocchi di sale a piacere. Come sempre, il fritto va servito caldo.

*Tenere la pastella ghiacciata aiuta a rendere la frittura più croccante, per il contrasto della temperatura che subisce.
**Potete sostituire i fiocchi di sale con il sale fino normale. Io lo preferisco per la sua consistenza "croccante".

martedì 3 novembre 2009

Vellutata di Zucca Arrostita con Paprica Affumicata

Volete che non faccia una ricetta con la zucca? Mi sa che per un periodo ne sarete bombardati! ;o) Abbiate pazienza, ho preso circa 2 kg di zucca e devo cercare di consumarla in vari modi per non annoiarmi. Insomma, non posso mangiarla solo nella forma di vellutata ogni sera, no?
Per ridurre l'ingombro di una zucca intera, la prima cosa che faccio è tagliarla a spicchi (o cubi) grossi. Poi, la arrostisco in forno a 180°C per circa 20-30 minuti, finché è cotta e morbida. Non serve sbucciare prima, la pelle si ammorbidirà e si rimuoverà facilmente quando la zucca sarà cotta. In questo modo, risparmiate il tempo e non rischiate nemmeno di tagliarvi un dito. In seguito, divido questa zucca arrostita in porzioni e la conservo in frigo, in attesa della prossima trasformazione. Ed ecco la prima:

per 2 persone:

350 gr di zucca butternut, già arrostita e sbucciata
1/4 di cipolla, tritata
600 ml acqua (o brodo vegetale)
noce moscata, q.b.
paprica affumicata, q.b.*
sale e pepe, q.b.

Accendete il fornello a fuoco dolce. Fate stufare la cipolla tritata in una casseruola con un po' di olio evo e una noce di burro. Quel poco di burro serve per non "bruciare" l'olio facilmente.
Unitevi la zucca, salate, pepate e lasciate soffriggere per un paio di minuti, giusto il tempo di riscaldarla.
Versate l'acqua, aumentate il calore e lasciate sobbollire la zuppa fino a quando il liquido si è ristretto di circa un terzo. Per ridurre il tempo di cottura, potete versare l'acqua già calda.
Infine, aggiungete una grattugiata di noce moscata e una spolverata di paprica affumicata. Lasciate cuocere ancora per un minuto e frullare il tutto con un minipimer.
Servite caldo con un giro di olio extra vergine di oliva, dei crostini e ancora una spolverata di paprica.

*Se non avete la paprica affumicata, potete fare questa vellutata anche senza, sarà comunque buona. L'ho aggiunta perché mi piace sentire quel pizzico di piccante e il retrogusto affumicato. Dato che ora ne ho 3 barattoli, sono in una fase in cui la metto ovunque! ;o)

venerdì 30 ottobre 2009

Cavolo Rapa Gratinato alle Erbe

Ora che è arrivato il freddo, il mercato è riempito di vari tipi di ortaggi appartenenti alla famiglia cavoli. Da bambina non mi facevano impazzire, soprattutto per via dell'odore forte che emanavano quando la tata li cucinava. Sì, la tata, la mia mamma è una pessima cuoca! ;o)) Non ho grandi ricordi della sua cucina, tranne quei biscotti che erano così duri che non riuscivo nemmeno a masticare. ;oD
Nonostante ciò, se oggi mia sorella e io mangiamo i cavoli è tutto merito suo. Ha avuto successo perché era furba! Aveva usato la nostra debolezza contro di noi! Un giorno aveva fatto i cavolfiori saltati con i würstel tagliati a pezzi, quindi eravamo costrette a magiare tutti e due! So che l'abbinamento vi fa orrore ma, credetemi, per noi era la cosa più buona che avesse cucinato la mamma! ;o)
Da grande, quando non c'era più una tata che ci faceva da mangiare, ho cominciato a cucinare io per sopravvivenza! :o))

Comunque, questa mia ricetta di cavoli farà sicuramente meno stupore rispetto al cavolfiore e i würstel della mamma. Secondo me, potrebbe essere un primo approccio più dolce alla famiglia di cavolfiori, per chi non li ama particolarmente. L'ho testata su mio marito! ;o) Nella foto sono i cavoli rapa, quelle verdure strane di cui vi ho parlato tempo fa. Potete però usare tranquillamente i cavolfiori, anzi, forse sono anche più buoni per essere gratinati.

per 2-3 persone

2 cavoli rapa
(o 1 cavolfiore piccolo)
4 cucchiai colmi di pangrattato

1 filetto di acciuga sottolio

una punta d'aglio

una manciata di prezzemolo

1 rametto di rosmarino

2 rametti di timo

qualche foglia di salvia

20 gr parmigiano
o grana, grattugiato
sale e pepe q.b.

olio extra vergine di oliva q.b.


Sbucciate i cavoli rapa con il pelapatate e tagliateli a cubetti. Lessateli in acqua salata per circa 15 minuti, fino a quando si sono ammorbiditi ma non spappolati.
Fate la prova con uno spiedino di bambù. Vi dovrebbe entrare facilmente senza spezzare i cubetti in due. Come la prova che fate con le patate lesse, insomma.
Se usate i cavolfiori, basta sbollentarli per circa 5 minuti, fino a quando il colore è cambiato da un bianco opaco a un bianco più lucido.
Mentre le verdure bollono, tritate finemente l'acciuga, l'aglio e tutte le erbe. Trasferite il trito in una ciotola ampia assieme al resto dell'ingrediente, incluso l'olio. Versatene una quantità sufficiente per umidire il pangrattato. Mescolate il tutto con le mani per poter distribuire bene le erbe e i condimenti al pangrattato.
Scolate i cavoli rapa e unite al pangrattato alle erbe. Scuotete leggermente la ciotola per far coprire omogeneamente tutte le superficie dei cavoli con il pangrattato. Aiutatevi con le mani se vi va meglio.
Trasferite in una teglia bassa leggermente oleata e infornate a 180°C per circa 15 minuti, fino alla doratura. Servite caldo.

mercoledì 28 ottobre 2009

Cantucci Integrali con Nocciole e Cioccolato

Oggi, di nuovo una ricetta per accompagnare il tè! Stavolta, però, nella forma di biscotti, così cambiamo un pò! I cantucci sono uno di quelli che mi piace fare. Sono buoni e richiedono relativamente poco sforzo. Sono anche versatili e ci posso mettere qualsiasi tipo di noce. So che nella ricetta originale ci vanno le mandorle non sbucciate ma, anche se ogni tanto le cambiamo, non fa male a nessuno, no? ;o)
Se avete la vera ricetta originale dei cantucci toscani, sarei contentissima se la condivideste con me, e la prossima volta li farò con la vostra ricetta. Nella rete ci sono mille variazioni e, alla fine, ho deciso di utilizzare la solita che uso. L'ho adattata dalla ricetta base che i professori ci hanno dato, ai tempi di scuola di cucina. Ovviamente, non riesco ancora a eguagliare i cantucci del Biscottificio Antonio Mattei ma, per ora, mi accontento. ;o)

per circa 400 gr di biscotti

70 gr burro a temperatura ambiente
80 gr zucchero di canna biondo (base: zucchero semolato)
1 uovo grande
180-200 gr farina integrale (base: 200-220 gr farina 00)
2 gr lievito per i dolci
75 gr nocciole
25 gr cioccolato fondente al 70%, tritato grossolanamente

Lavorate il burro e lo zucchero fino ad avere una crema. Amalgamate l'uovo per ottenere un'emulsione.
Setacciate la farina assieme al lievito e incorporatela al composto di burro, tenendo a parte circa 20 gr. Lavorate velocemente con le mani. Aggiungete la farina rimasta solo al bisogno.
E' possibile che non occorra unire altra farina, tutto dipende dalla sua umidità e la grandezza del vostro uovo. L'impasto dovrebbe essere morbido ma non appiccicoso. Dovreste riuscire a dargli una forma.
Infine, unite le nocciole e i pezzi di cioccolato. Dividete l'impasto in due e formate dei filoncini leggermente appiattiti. Disponeteli, ben distanziati, in una teglia (bassa) rivestita di carta da forno.
Infornate in un forno preriscaldato a 175°C (ventilato) per circa 20 minuti.
Togliete dal forno e trasferite i filoncini in un tagliere di legno. Tagliateli ancora caldi, con un coltello affilato, leggermente in diagonale per formare degli spicchi spessi di 1,5 cm circa.
Disponeteli di nuovo sulla teglia e infornate per altri 5 minuti. Lasciate raffreddare i biscotti su una griglia prima di consumarli imbevuti di vin santo.
Perdonatemi, sarà perché sono asiatica ma, personalmente, preferisco tuffarli nel tè o nel latte caldo! ;o))